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Covid19: “oltre al San Biagio recuperiamo il sanatorio”Rocco La Russa”: la proposta del PSI

Il PSI di Nino Oddo, nominato da qualche giorno vicepresidente nazionale del partito che fu di Pietro Nenni, non demorde e anzi rilancia. E’ lo stesso onorevole trapanese a comunicare la “nuova” proposta che, a suo dire, dovrebbe coadiuvare ed essere di supporto alla cura e alla convalescenza dei pazienti con problemi polmonari. Oddo auspica infatti la riapertura del “vecchio” sanatorio “Rocco La Russa”

SANATORIO ROCCO LA RUSSA

che, per anni, prima di essere chiuso per ristrutturazione, fu un punto di riferimento, in provincia di Trapani per i pazienti affetti da malattie polmonari. Situato in Contrada San Giovannello ad Erice, è collocato in una zona molto arieggiata, posizione favorevole per la cura di questo tipo di malattie. Di fatto, questo sanatorio, a seguito di problemi conseguenti alle contestazioni scaturite dall’aggiudicazione dell’appalto per l’esecuzione dei lavori di ristrutturazione, (circa 20 miliardi di Lire) non venne mai riaperto e da vent’anni è una specie di Cattedrale nel deserto. Pochi giorni fa, durante la Conferenza Stampa indetta a Marsala, a Palazzo VII Aprile, l’assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza, ha annunciato la decisione di adibire l’ex nosocomio marsalese “San Biagio”

ospedale san biagio

al ricovero e all’assistenza dei malati Covid finora ricoverati al “Paolo Borsellino” adibito a Covid Hospital. Di fatto il cosiddetto “Ospedale vecchio” dovrebbe diventare il presidio provinciale per l’eventuale gestione del Coronavirus se si dovesse ripresentare in Autunno. Ecco le parole di Nino Oddo: Questa mia presa di posizione è conseguente alla decisione annunciata dall’ assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza che è stata quella di voler restituire, entro pochi giorni,  l’ Ospedale “Paolo Borsellino” di Marsala alla sua funzione indispensabile, ovvero di riferimento sanitario per un bacino di utenza di oltre 100 mila cittadini. Questa accoglie di fatto l’appello dei socialisti e di quanti avevano  rilevato la grave amputazione che il sistema sanitario della nostra provincia stava subendo. Va pure bene il creare una struttura stabilmente assegnata a problemi respiratori anche, e non solo, collegati al Covid19.

Allo stesso onorevole, abbiamo chiesto anche di spiegare come affrontare le spese per la riapertura dell’ex sanatorio abbandonato da decenni e di certo non in grado di ricevere subito i malati e i convalescenti. “Io non so se i soldi che dovevano servire 20 anni fa per la ristrutturazione, siano stati distorti per altri lavori. So che è’ una struttura grande che occorre di opere non risolvibili in pochi mesi. Il “San Biagio”, nel primo e breve periodo potrebbe andare bene ma nel lungo periodo, il “Rocco La Russa” sarebbe la soluzione migliore. Rappresenterebbe una struttura stabile alla cure delle patologie respiratorie e polmonari. Si trova all’interno di un grande Parco sempre di proprietà dell’ASP. Certo necessita di interventi profondi di ristrutturazione ma credo che prossimamente verranno riassegnati alla Sanità, dopo anni di tagli, i finanziamenti che merita”.

Tiziana Sferruggia

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