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Conte difende il Decreto sulla fase 2: “Non ci sono le condizioni per un ritorno immediato alla normalità” – IL VIDEO

Arrivato in serata a Milano, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha parlato alcuni minuti con i giornalisti. Il capo del governo si è soffermato, in particolare sulle reazioni, non esattamente positive, arrivate in seguito alla sottoscrizione del nuovo Dpcm, che introduce le prime aperture per una graduale fuoriuscita dal lockdown.

“Molti cittadini non sono rimasti contenti del decreto, lo stiamo vedendo. Tutti speravano di tornare alla normalità, ma non ci sono le condizioni. La fase 2 non è quella della liberazione, ma della convivenza con il virus”. Conte sottolinea che, comunque, quattro milioni e mezzo di lavoratrici e di lavoratori torneranno per le strade dal 4 maggio, cui seguiranno altri blocchi il 18 maggio e il 1 giugno. “Non ci possiamo permettere di mollare o di affrontare la fase 2 con avventatezza o improvvisazione. Non è il momento del liberi tutti”. Rispetto al rammarico espresso dalla Cei, Conte ha spiegato che non c’è insensibilità da parte del governo, ma c’è una rigidità da parte del comitato scientifico a proposito dei possibili focolai epidemiologici che potrebbero essere connessi alla pratica religiosa. “Dopo di che, si sta elaborando un protocollo che definirà un percorso che consentirà ai fedeli di tornare a partecipare alle celebrazioni eucaristiche”.

Sulla possibilità di misure territorialmente circoscritte, Conte ha chiarito la ratio del Dpcm: “Intanto abbiamo un piano nazionale, che però ci consentirà anche di tener conto delle diverse realtà territoriali”.

Per la prima volta, su sollecitazione dei giornalisti presenti, Conte ha anche fatto cenno a un piano per l’infanzia che sarebbe allo studio da parte del governo.

redazione

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