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Anche due famiglie trapanesi bloccate a Reggio Calabria. Il sindaco di Messina: “Respingiamoli”

Ogni medaglia ha il suo risvolto. Vi abbiamo raccontato anche in diretta fb molto seguita, come il governatore della Sicilia e il sindaco di Messina hanno protestato platealmente per l’arrivo dal nord di tanti siciliani che prima per la chiusura delle università poi con lo stop alle fabbriche si sono riversati in Sicilia.

Sono state diffuse foto, per la verità alcune contestate anche da esponenti politici nazionali, di centinaia di vetture in fila in attesa di essere traghettate in Sicilia. La notizia di questa mattina, accanto ad una presunta normalizzazione contenuta in una nota diffusa dal Governatore Nello Musumeci, è che un centinaio persone, giunte a bordo di una cinquantina di automobili, e’ bloccato a Villa San Giovanni senza poter traghettare in Sicilia, per effetto delle ultime restrizioni dettate dal governo per contenere il contagio del coronavirus.

Si tratta di cittadini residenti in Sicilia, e tra essi due famiglie trapanesi e tra anche una ventina di minorenni, che cercavano di raggiungere le loro abitazioni.
Tra loro operai che lavoravano al Nord e si sono trovati senza lavoro e alcuni senza casa fornita loro dalle aziende che stanno chiudendo. Ci sarebbe anche un gruppo familiare di etnia rom che ha la residenza in Sicilia. Tutti sono stati controllati dalle forze dell’ordine che, in assenza di una delle cause giustificative tassativamente previste dal governo, li hanno bloccati in attesa che l’autorità decida in merito

A sbarrare la strada anche le ordinanze della Regione Sicilia e del sindaco di Messina. Stamattina i siciliani rimasti bloccati in Calabria hanno dato vita a una manifestazione che sta rallentando a singhiozzo il traffico di camion diretti in Sicilia.

“I problemi di sicurezza e ordine pubblico attengano al ministero Interno e quindi alle forze dell’ordine nella costa Calabra: il problema è che questi cittadini non dovevano neppure arrivare lì. Certo è doloroso, è triste. Ma chi si mette in viaggio lo fa sapendo di trasgredire una norma, che prima era del presidente della Regione siciliana, poi della Calabria e infine del governo nazionale”. Così il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, a ‘Storie italiane” su Rai Uno, commenta il blocco a Villa San Giovanni di 50 auto con siciliani a bordo fermati all’imbarcadero perché non autorizzati a entrare in Sicilia.

Il sindaco di Messina, Cateno De Luca continua ad attaccare il Viminale e il Governo Conte: “E’ in atto un depistaggio di Stato – dice Cateno De Luca mettendo in dubbio i dati che smentiscono una “invasione” della Sicilia – si sottostimano volutamente i dati dei movimenti verso Messina per nascondere la realtà dei fatti. Così assistiamo ad attacchi a Musumeci e a me, come quelli di ieri sera del Viminale, e a omissioni, oltre a un sistema di controlli farlocco”.

Secondo De Luca che è stato al porto per controllare di persona il sistema delle verifiche ad auto e passeggeri e che a bordo del traghetto si è recato fino a Villa San Giovanni, per poi tornare indietro queste “... a queste 80 persone tra cui 20 minori hanno somministrato anche pasti caldi invece di mandarli indietro in quanto irregolari”.

Gaspare De Blasi

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