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Aumento delle cubature per le costruzioni private, è scontro a Marsala tra Amministrazione e Consiglio

La delibera accantonata nell’ultima riunione del Consiglio comunale relativa all “Approvazione Regolamento per la cessione della cubatura e per il trasferimento delle volumetrie“, continua ad alimentare polemiche dopo le discussioni fatte in aula.

Abbiamo cercato di ricostruire la vicenda facendo una premessa: si tratta di un aspetto tecnico che non è di facile divulgazione. Abbiamo provato ad usare lo stesso metro che abbiamo fatto quando provammo a raccontare la cessione dei cosiddetti catastini in agricoltura. Non è la stessa cosa ma nella narrazione della vicenda presenta tante analogie.

Una legge regionale del 2016 prevede che si possano “trasferire” i metri cubi per l’edificazione da un luogo ad un altro, purché analoga sia la proprietà.

Facciamo un esempio: un cittadino possiede un apprezzamento di terreno che secondo la norma sulla cubatura può edificare per circa 100 metri quadrati, se il soggetto possiede in altra parte del comune un terreno può trasferire il 50% della sua edificabilità e sommarlo all’altro e così aumentare la cubatura di edificabilità.

Spetta ai Consigli comunali stabilire la distanza dell’eventuale trasferimento. Cerchiamo di spiegare meglio: un conto è possedere un terreno edificabile in una zona residenziale altro è invece acquistare un terreno in una lontana zona rurale e sommarne le due cubature.

L’Amministrazione ha inviato al Consiglio comunale una proposta di estendere al massimo a 500 metri la possibilità di trasferire le cubature.

“Tutto questo – ci ha detto l‘assessore Rino Passalacqua – per un criterio di omogeneità territoriale e per evitare stravolgimenti nei vari quartieri. Da marsalese e da tecnico penso che un conto è avere la possibilità di costruire un casetta in contrada Berbaro vicino alle spiagge, altro è invece sommare la possibilità di cubature di un terreno acquistato, magari ad hoc, in una contrada lontana da quella zona e vicina ai cosiddetti feudi. Insomma in aperta campagna”.

Le parole dell’assessore all’urbanistica fanno il seguito con quanto avvenuto in sede consiliare.

In pratica la commissione Territorio e Ambiente, presieduta da Angelo Di Girolamo, ha emendato la proposta dell’Amministrazione portando la distanza ad 500 metri a 5 chilometri. Così emendata l’ha inviata all’Aula per l’approvazione.

“Faccio parte della commissione – ci ha detto il consigliere Flavio Coppola -. Purtroppo nel giorno in cui era all’ordine del giorno l’argomento non ho potuto partecipare alla riunione e neppure il mio collega di gruppo. Quando è arrivato in Aula l’emendamento sono intervenuto a motivare la nostra contrarietà. Non è possibile prendere una decisione del genere senza avere ascoltato altri soggetti del settore interessati a vario titolo. Proponiamo una seduta di Consiglio aperta agli ordini professionali dei tecnici, ai tecnici del comune, ai cittadini e ai rappresentanti delle associazioni ambientaliste”.

La butta anche in politica Rino Passalacqua. “In aula fanno polemiche per l’assenza, molto rara per la verità, di esponenti dell’Amministrazione e dei tecnici e per un argomento che potrebbe incidere sul futuro assetto architettonico della città, avevano una grande fretta di approvarlo? Lo dico senza dietrologia, ma in questa vicenda io continuo a vederci poco chiaro. Ringrazio i consiglieri che hanno fatto in modo di rinviare la trattazione e aspetto di conoscere le decisioni della presidenza del Consiglio sulla futura calendarizzazione dell’argomento”.

Gaspare De Blasi

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  • E' una brutta notizia.
    Anziché risanare il centro storico e le moltissime case abbandonate, che comunque darebbero lavoro all'edilizia, si preferisce consumare suolo agricolo, prezioso. Ciò comporterà anche, la costruzione di reti strali, elettriche, fognari, ed altri servizi.
    un vero disastro.

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