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MammaAvventura: Cara me

Cara me, fra pochi giorni questa immagine idilliaca di amore e serenità con le tue figlie finalmente diverrà realtà. Quello che tu hai desiderato per nove lunghi mesi si esaudirà. I risvegli la domenica mattina tra coccole e bacetti, i sorrisi, il loro amore che cresce e si manifesta sempre più. Ma non sarà sempre così e tu lo sai.

Ci saranno le notti insonni, le coliche inconsolabili, le scenate di gelosia, le visite in casa fino a tarda serata, con la palpebra che cade e tu per la trentesima volta dovrai spiegare come è andato il parto. Sarai stanca, scontrosa e dolorante. Non avrai tempo per fare tutto quello che devi. Non avrai modo di dedicare loro le attenzioni che vuoi. Non avrai la dignità di uscire con i capelli puliti, per tanto, tanto tempo. Non ci sarà sempre tuo marito al tuo fianco e ti accorgerai che ti vuole bene, ti vuole bene anche in pigiama, con le occhiaie sul viso, il bucato da stendere. E ti vorrà bene anche il sabato sera, mentre gli altri sono a ballare e tu ti ritrovi a guardare Maria De Filippi.

Quando succederà tutto questo, cara me, ricordati di leggere queste parole. Ricordati di essere forte e decidere tu per le tue figlie. Non lasciare che siano le infermiere, i nonni, gli zii, i pediatri, gli sconosciuti a decidere se il tuo latte è abbastanza, se a casa c’è troppo freddo o troppo caldo, se il pannolino è messo bene o le alette sono troppo morbide. Se sei una buona mamma o se il tuo meglio ancora non basta. Non lasciare che siano gli altri a dirti come si fa. Perché tu lo sai. E anche se non lo sai, lo imparerai a tue spese.

Ribellati se qualcuno pensa di venire a trovarti con il raffreddore addosso. Che abbiamo già superato la scarlattina, mani bocca e piedi, influenza da streptococco e non vorremmo che i nostri anticorpi venissero messi di nuovo a dura prova. Reagisci se qualcuno dimentica di dedicare attenzioni alla sorellina più grande. Spiega che è quella che ha più bisogno di sentirsi coccolata e amata. E non trascurata e messa da parte. Sii sincera. Se devi allattare e hai bisogno di silenzio e concentrazione, non aver paura a spostarti in un’altra stanza. Se non riesci a partecipare a tutti gli impegni presi, delega qualcun altro al posto tuo. Non esitare a dire di no. Prenditi del tempo per ritrovare l’equilibrio con la tua famiglia, fra le mura di casa tua.
Non preoccuparti se tua figlia perderà qualche giorno di scuola, la maestra capirà. E se non capirà, troverai il modo di spiegarglielo.

Non temere il giudizio della gente. Se avrai ancora la pancia, se sarai sciupata in viso, se camminerai per strada trasandata e con i vestiti sporchi. Alcune mamme capiranno. Altre si sentiranno più brave di te. Non badare a loro. Cerca di essere più lucida possibile. Dedicati del tempo per dormire quando puoi. E se la casa rimane sporca per qualche giorno, chiama un aiuto. Non vergognarti di piangere mentre guardi il telegiornale. O la pubblicità degli omogeneizzati. O Chi vuol essere miliardario. Hai sempre la scusa degli ormoni. Sii te stessa. Non lasciarti trasportare dagli eventi e non lasciare in nessun modo che gli altri condizionino chi sei tu e come è fatta la tua famiglia. Ma, soprattutto, ricordati che tutto questo passerà. Che trascorsi i primi mesi, i più difficili, a poco a poco tutto sembrerà migliore.
E non dimenticare mai di sorridere e di amare, nonostante tutto. Perché, le tue figlie, in qualche modo, sapranno come ti senti. E se tu sarai serena, lo saranno anche loro. In bocca al lupo, cara me e tutte quelle come me. Siamo forti, siamo donne. Oltre le gambe c’è di più.

Rubrica curata da Michela Albertini

redazione

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