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La Madonna della Cava fra Storia e Devozione al Teatro Impero di Marsala

Storia, tradizione e Spiritualità, questo il ben riuscito mix messo in scena dalla compagnia teatrale “Sipario” diretta dall’attore regista marsalese Vito Scarpitta ben coadiuvato dalla regia di Enza Giacalone, entrambi voci narranti dello spettacolo “Una luce nel pozzo”.

Come tutte le belle cose, anche questo mini musical dedicato alla Santa patrona della città, la Madonnina della Cava, di cui il 19 gennaio, si festeggia la ricorrenza, è nato per caso ed è stato possibile grazie all’amore e alla devozione di alcuni artisti che non hanno voluto lesinare il proprio affetto nei confronti della Santa patrona. Il priore del Santuario dedicato alla Madonna, don Giacomo Putaggio, a metà ottobre, chiama lo stesso Scarpitta e gli confida l’intento di voler fare “qualcosa di speciale” per il 19 gennaio, ad un anno esatto dai sontuosi festeggiamenti indetti per celebrare il cinquecentesimo anniversario del ritrovamento della Statuetta Sacra esposta nell’ipogeo di via XIX luglio.

Detto, fatto. Con energia e abnegazione la macchina teatrale si mette in moto e crea lo spettacolo andato in scena sabato 18 gennaio al teatro Impero di Marsala il cui incasso è stato devoluto in beneficienza per sostenente le opere di restauro e mantenimento del Santuario marsalese. La Storia dell’antica Lilibeum creata dai fenici in fuga da Mothia e delle prime comunità cristiane presenti in città e perseguitate per il loro culto dai Romani prima ancora che arrivassero gli Arabi, si intreccia con le vicende che fanno toccare quasi con mano la manifestazione suprema della Divinità Mariana e creano la perfetta “armonia devota” dei marsalesi accorsi in massa per assistere allo spettacolo.

Nell’ottavo secolo, un editto dell’imperatore Leone III Isaurico, vieta la venerazione delle immagini sacre e così, i cristiani, per salvare la preziosa statuetta alta appena 18 cm, dalla distruzione, la nascondono in una cava sotto un enorme masso. La statuetta resta lì per secoli fino a quando, nel 1514, la Madonna appare in sogno a Fra Leonardo Savina, dell’ordine agostiniano e gli indica il luogo esatto in cui la statuetta si trova. Ci vogliono ben 4 anni di intenso lavoro prima di arrivare alla preziosa scoperta fra difficoltà e momenti di sconforto comprensibili. Il primo miracolo compiuto dalla Madonna della Cava è la guarigione di fra Savina, il quale, dopo il ritrovamento, guarisce dalla sordità e dal mutismo. Graziati sono anche gli altri due suoi collaboratori che lo aiutarono a scavare, a amni nude, nella cava. Uno dei due guarisce dalla zoppia da cui era affetto e l’altro, cieco, torna a vedere.

I prodigi si susseguono e viene edificato un Santuario esattamente nel posto del ritrovamento. Le voci di Vito Scarpitta e di Enza Giacalone, hanno accompagnato le immagini proiettate sul palco e il coro diretto dalla soprano Eugenia Sciacca hanno fatto il resto. Ottimi gli arrangiamenti del trombettista di fama internazionale Aldo Bertolino presente in scena con i suoi virtuosismi.

redazione

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Tags: Madonna della Cava