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Parrinello: “Marsala guardi Pantelleria. Serve un tavolo della modernità”

Conosciuta e apprezzata per le sue bellezze paesaggistiche e per lo stretto legame con l’agricoltura, tradottosi anche nel riconoscimento Unesco per la pratica agricola della coltivazione della vite ad alberello, Pantelleria sta diventando negli ultimi anni un luogo in cui si ragiona e si lavora sul Mediterraneo che verrà. Merito di un’identità policroma, in cui si fondono e si incontrano culture e provenienze diverse, ma anche delle attività portate avanti dal Parco Nazionale Isola di Pantelleria, guidato dal direttore Antonio Parrinello.

A che cosa state lavorando in questa fase?

Lavoriamo su un’idea di futuro che vede Pantelleria tra le 26 isole europee che dovranno transitare più velocemente a un nuovo modello economico, incentrato sulla sostenibilità ambientale. Ogni giorno siamo in contatto con i principali istituti di ricerca italiani ed europei, tra cui il Politecnico di Torino, l’Università Bocconi e il CNRS (il Centro Nazionale di Ricerca Francese, ndr)”.

Abbiamo letto in queste settimane di progetti ambiziosi, che mettono insieme tradizione, territorio, tipicità, ma anche nuove tecnologie.

La grande scommessa consiste nel fare in modo che la tecnologia sia posta al servizio dell’uomo nell’evoluzione dei processi produttivi. Pantelleria sta diventando un laboratorio che in prospettiva potrà essere utile su una scala più ampia. Non a caso, i progetti a cui stiamo lavorando stanno ottenendo l’attenzione delle più importanti aziende nazionali. Altri benefici importanti ce li aspettiamo con il riconoscimento delle ZEA, le Zone Economiche Ambientali, che prevedono agevolazioni per imprese e cittadini che operano nell’area del Parco Nazionale.

E tutto questo lavoro come può arrivare dall’isola alla terraferma?

Quello che stiamo sperimentando sull’isola fa riferimento a temi che sono uguali anche per la terraferma: energie rinnovabili, chimica verde, bioplastiche, innovazione, valorizzazione del territorio, destagionalizzazione dei flussi turistici, trasporti aerei, produzioni tipiche. C’è poi il tema delle professioni del futuro: ormai sempre più persone lavorano in remoto, da casa. Noi stiamo candidando Pantelleria per far venire nuovi professionisti qui, con l’idea di farli lavorare in remoto, magari seduti davanti al lago di Venere.

Tra qualche mese a Marsala si vota per le amministrative. La sensazione è che tutto questo dibattito sulla modernità sia lontano anni luce dai tavoli della politica.

Purtroppo è così. Finora non si è parlato di questioni reali, ma di alchimie e formule politiche. Proprio per questo mi sento di lanciare una provocazione: si metta in piedi un tavolo della modernità, in cui si discuta dell’idea di città che abbiamo per il futuro. Uno strumento capace di dare una scossa alla città, affrontando questioni centrali, dall’aeroporto all’agricoltura, dalle innovazioni tecnologiche alla gestione dei rifiuti, dall’attrazione degli investimenti alla formazione dei giovani.

Vincenzo Figlioli

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