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Caro Babbo ti scrivo…

Caro Babbo Natale, è il mio turno, se faccio ancora in tempo. Anche io avrei una lista di regalini che mi piacerebbe ricevere. Strano ma vero, anche alle mamme piace ricevere doni, sotto l’albero. Dunque ti chiederei, come prima cosa, un filtro bellezza sempre attivo sul mio volto. Uno tipo quelli di Instagram, che mi fa sembrare giovane, bella, senza rughe e magari pure magra. Va bene che sembra una richiesta di miracolo, ma possiamo almeno tentarci. Un bel filtro che non importa cosa indossi la mattina o di che colore siano le mie occhiaie; le mamme dei compagnetti di Chiara, le colleghe, persino la vicina di casa potranno vedermi sempre al top. Ti chiederei, poi, qualcosa che ho perso quattro anni fa e che a stento riesco a recuperare: il sonno. Quelle belle dormite lunghe otto ore, senza interruzioni, senza “mamma, pipì”, senza calcetti dentro la pancia ed immotivata insonnia. Sarebbe bello ricevere una buona dose di tempo in più. Magari tutto per me.

Che so io, per una ceretta o un massaggio rilassante, un risveglio lento e tranquillo tipo le pubblicità di Mulino Bianco, un bagno in vasca idromassaggio con candele e incensi profumati (tu dovresti pensare anche ad acquistare l’idromassaggio, al resto posso pensare io). Ma poi quanto sarebbe bello un lavoro. Un lavoro vero, intendo. Uno di quelli dove non devi sentirti in colpa se prendi quello che ti spetta: i permessi per l’allattamento, per la malattia dei figli, le ferie. Lo stipendio, addirittura. Uno di quelli dove non devi impiegare mesi per convincere direttore e colleghi che vali tanto quanto un uomo. Anche se sei una donna. Anche se smacchi il vestito dal solito rivoletto di latte sulla spalla destra utilizzando le salviettine imbevute. Anche se nella tua borsa trovi il tablet, l’agenda, le chiavi di casa. Ma anche il ciuccio riservato alle emergenze, le figurine di Bing, una brioscina di almeno sei mesi prima. Sarebbe bello essere di nuovo considerata per quello che ero a. C. (avanti Chiara).

Un’impiegata, una donna, un’elettrice, una sportiva, una con idee e opinioni valide, una che prova a cucinare senza troppo successo. Che è quello che mi sento, ma è anche quello che spesso viene oscurato dal peso di essere una mamma. Almeno agli occhi degli altri. Ancor di più adesso che sono in gravidanza e, in un modo o nell’altro, ogni mia azione è sempre affidata agli ormoni. E forse è questo quello che vorrei più di tutto, Babbo. Dimostrare come si possa essere e fare contemporaneamente tutte queste belle cose e soprattutto come si possa farle bene, come (e meglio) di un uomo. Infine, Babbino caro, vorrei che le mie piante restassero in vita per più di un mese. Perché vivono in casa con noi da almeno un anno, ma poverine le vedo morire e resuscitare troppe volte. E questo è un destino che riserverei soltanto ad Uno. Mandaci una cartolina quando sarai in vacanza con la befana, lo sappiamo che siete molto intimi. Buone feste e fate tante belle e buone azioni, che quelle sono come il boomerang, tornano sempre indietro!

Michela Albertini

redazione

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