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Caditoie otturate a Mazara, cittadini in ansia per le piogge. L’assessore Reina: “Saranno pulite a giorni”

Speriamo che il tempo regga. E’ il forte auspicio dei mazaresi, che si augurano di non restare nuovamente impantanati nelle strade allagate che, come ogni anno, a causa delle piogge diventano fiumi percorribili con mezzi nautici o fuoristrada. Chi ha colpa di questo disservizio? Se le caditoie sono occluse e non sono state pulite per tempo, certo l’acqua non può defluire e le foto scattate in due diverse zona della città parlano chiaro. Ma, a detta dell’assessore ai Lavori Pubblici, Michele Reina, i ritardi nella pulizia di questi importanti defluitori di acque piovane, hanno una motivazione ben precisa e dettagliatamente spiegata nell’intervista. A fare la differenza, però, non sarebbero le caditoie pulite. Le piogge a carattere torrenziale, le cosiddette “bombe d’acqua,” non potrebbero essere assorbite ugualmente dai tombini mazaresi. La condotta fognaria è inadeguata. Non resta che sperare allora nei nuovi lavori per l’ammodernamento della rete, così come preannunciato dal sindaco Salvatore Quinci nella scorsa intervista al nostro giornale.

Assessore Reina, sono state segnalate alla nostra redazione alcune caditoie completamente occluse situate in diversi posti della città molto distanti fra loro. Alcune si trovano nel quartiere “Macello” e altre nella via Bessarione. Siamo già nella stagione delle piogge, come è possibile tutto questo?

Mi ero già attivato nei primi giorni di settembre per organizzare il da farsi. Vengo da una professione che prevede tra l’altro l’organizzazione per tempo proprio del lavoro da svolgere. Si tratta dunque quasi di una deformazione professionale. Sono responsabile di un centro CAF a Mazara e mi piace programmare le cose da fare. Non appena era finita “l’operazione spiagge”, per tempo mi ero già messo al lavoro per affrontare le piogge autunnali e dunque la nuova emergenza della pulizia delle caditoie.

Sono passati però quasi 2 mesi, assessore.

Abbiamo dato seguito alla pubblicazione del bando per la pulizia delle caditoie ed ho documenti che attestano il mio interessamento. Avevo chiesto tra l’altro, il 5 settembre, al mio dirigente, tramite una mia nota inviata con posta elettronica, di attivarsi per prevenire il problema degli allagamenti in città e dunque di provvedere alla pulizia delle caditoie. Questo dirigente, fra l’altro, tra una settimana andrà via per scadenza di contratto.

Ci può dire chi sarà il nuovo dirigente di riferimento, assessore?

Si tratta dell’ingegnere Giuseppe Asaro, anch’esso mazarese. Ho avuto modo di conoscerlo professionalmente e so che lavora bene. Lavorava prima a Paceco dove anche a detta del sindaco della cittadina, ha svolto un lavoro eccellente. È un professionista preparato.

E cosa è successo dopo? Non sono ancora state pulite, mi pare.

Le dico che per la quantità d’acqua venuta giù a dirotto lo scorso 24 ottobre, anche se lo fossero state, sarebbe servito a ben poco. E non sono solo io a pensarla così. Ci sono pareri tecnici che concordano. Questa potenza d’acqua non può essere smaltita dalla condotta di scarico delle acque che abbiamo noi. E’ una condotta vetusta, con proporzioni inadeguate rapportate alla popolazione e ad una superficie risalente a più di 30 anni fa.

Colpa della condotta dunque?

Sì, ma anche alla quantità d’acqua piovana riversata al suolo in poco tempo.

Torniamo alla nota, assessore.

Nonostante questa nota del 5 settembre, il mio dirigente non si è attivato. Ma non mi sono fermato lì. Ho continuato a sollecitarlo però, di rimando in rimando, si è perso tutto questo tempo.

Quale motivazione le ha dato il suo quasi ex dirigente, assessore Reina?

La motivazione ufficiale è che non ci sono state molte ditte che hanno risposto a questo avviso per pulire i tombini. Per la trattativa diretta c’è bisogno di almeno 5 preventivi. Io avevo chiesto, se possibile, di non fare un invito a ditte generiche ma a ditte specializzate in questo. Alcune volte queste lavori possono essere affidati a un codice generico di edilizia ma io avevo chiesto ditte specializzate in questo.

Come mai?

Noi quest’anno abbiamo la possibilità di andare a scaricare il materiale di risulta proveniente da questa pulizia, nel nostro depuratore. Questo incide con un grosso risparmio. Prima questo materiale veniva conferito presso un depuratore in provincia di Agrigento con costi maggiori.

Il depuratore di Mazara dunque può accogliere questi liquami?

Sì, è tutto pronto. Abbiamo già attivato una procedura per questo. Infatti una delle cause del ritardo iniziale era proprio perché si attendeva che il funzionario del depuratore ci desse l’autorizzazione.

Si è perso tempo per burocrazia?

Non so, mi creda. Dal 5 di settembre al 7 di novembre, in effetti è un bel po’ di tempo.

Ma il bando per questa pulizia è stato fatto?

Sì, c’è un bando a tutti gli effetti e anche questo ha rallentato un po’ tutto. Ci sono i tempi burocratici per la pubblicazione, le ditte devono rispondere, l’aggiudicazione della gara, e così via. Il lavoro lo farà chi ha proposto il preventivo più basso.

In che tempi si risolverà tutto, assessore?

Spero all’inizio della settimana prossima di essere operativi con la ditta che procederà alla pulizia. Siamo agli sgoccioli.

Ma è soltanto colpa delle caditoie occluse se Mazara diventa navigabile quando piove?

In verità non è solo per questo. Nei punti specifici dove si sono verificati gli allagamenti, penso alla via Arabia Saudita, alla via Volturno, alla zona che interseca la via Val di Mazara, nonostante ci sia un impianto di pompe di sollevamento, non siamo riusciti ad avere un contatore elettrico attivato per farle funzionare. Quella è una zona particolare. Lì confluiscono le acque che scendono dalla parte più alta della città. E’ una zona a valle, in discesa , ecco.

Perché non si è potuto attivare il contatore?

Perché risultiamo morosi con l’Enel.

Come mai non sono state pagate le bollette?

E’ una vicenda risalente alla vecchia amministrazione. L’Enel vanta dei crediti con il comune di Mazara perché nel passato il pagamento non veniva agganciato alla bolletta con il codice POD di riferimento ma veniva effettuato senza un riferimento specifico. L’Enel ancora non è riuscita ad agganciare il pagamento e risultiamo morosi. In questo momento paghiamo l’energia elettrica ad un costo maggiore rispetto al normale mercato perché risultiamo inadempienti.

C’è soluzione a tutto questo, assessore Reina?

Stiamo riuscendo tramite l’ufficio legale a risolvere questo problema. Nel frattempo però non mi sono fermato.

Ovvero?

Se non c’è il contatore Enel attivo lì, abbiamo altri contatori che sono nelle vicinanze e nell’attesa che si possa dipanare questa matassa, siamo riusciti ad agganciarci ugualmente a 2 contatori. Lo abbiamo deciso insieme agli altri funzionari, non è soltanto merito mio.

A Mazara ci sono altre pompe di sollevamento?

Sì, una in via Casa Santa ed una in via Formia, una traversa di via Bessarione dopo il semaforo con via Mario Fani, zona Tonnarella. Come si sa, 200 metri dopo il semaforo, non soltanto la strada si allaga ma abbiamo frequenti uscite di liquami fognari. Una situazione sgradevole non soltanto da vedere ma anche per via degli odori.

E’ colpa della rete fognaria inadeguata?

Lì, no. Si tratta dell’avvallamento del terreno. Poi, dopo la sopraelevata, la strada, come vede, risale. Con queste pompe di sollevamento riusciamo almeno ad evitare la fuoriuscita di liquami. Quando arriva tutta l’acqua, riusciamo ad incanalarla in un’altra linea e a smaltirla evitando tutta quella pressione. Dopo il primo allagamento dei giorni scorsi, mi sono recato personalmente a fare un sopralluogo per le vie della città. Per fortuna siamo riusciti a far defluire tutta l’acqua nella zona del Lungomare San Vito nella zona del Mahara Hopps Hotel dove anche lì c’è una zona di depressione del terreno. anche lì fuoriescono liquami. la strada è stata pulita anche un idrante.

Il progetto per rifare la condotta fognaria al Trasmazzaro si muove?

Il progetto è già stato appaltato. E’ un progetto della vecchia amministrazione e va detto. Al Trasmazzaro non c’è mai stata la rete fognaria. La ditta dovrebbe iniziare i lavori entro questo mese. Deve essere concordato da dove iniziare per evitare troppi disagi alla città. Cercheremo di evitare il blocco delle strade di Tonnarella nel periodo estivo. I disagi ci saranno ma cercheremo di arginarli. Si tratta di una giusta causa. Le fosse IMOF sono pochissime e la maggior parte sono fosse a perdere che creano un danno enorme. Nella zona di Tonnarella, lo sa bene chi ha un pozzo. L’acqua non è potabile.

I residenti della zona saranno costretti ad allacciarsi alla nuova rete.

Cercheremo di fare informazione preventiva. Diremo agli abitanti della zona che c’è l’obbligo dell’allaccio e stiamo studiando se normativamente è prevista la rateizzazione del costo che dovranno sostenere per collegarsi alla condotta. Capiamo le difficoltà economiche dei cittadini e cercheremo di venire loro incontro. Siamo qui, per questo.

Tiziana Sferruggia

redazione

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