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Scultura di Consagra donata alla Pinacoteca di Marsala: è la “Porta del Cremlino”

Si arricchisce di una nuova prestigiosa opera la collezione d’arte contemporanea della Pinacoteca di Marsala dove, fino al 3 novembre negli spazi del Convento del Carmine, è ospitata la mostra dedicata allo scultore Pietro Consagra a cura di Sergio Troisi.

Da Milano, infatti, l’Archivio Consagra ha comunicato in questi giorni l’imminente donazione della scultura “Porta del Cremlino nr.3 1990”, opera in marmo giallo Atlantide. Si tratta di un multiplo 39/40 – le cui dimensioni sono 48x40x11 cm – che andrà ad arricchire la prestigiosa raccolta di Palazzo Grignani costruita un pezzo alla volta dal 1988 grazie all’attività dell’Ente mostra di Pittura “Pinacoteca di Marsala” e alle prestigiose mostre d’arte organizzate ogni anno. Oltre 700 i pezzi in collezione e fra gli artisti presenti figurano nomi di assoluto rilievo del Novecento italiano: Sironi, Accardi, Pomodoro, Cagli, Baragli, Maccari, Pirandello, Lazzaro, Sassu, Marchegiani, Isgrò, Moncada e decine di altri ancora.

Piergiorgio Salvo, Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Ente Mostra “Pinacoteca di Marsala”, commenta: “E’ motivo di grande soddisfazione perché le donazioni testimoniano la notevole considerazione in cui l’Ente e la Pinacoteca sono tenuti e di cui godono a livello nazionale presso gli archivi e le istituzioni varie del mondo dell’arte”.

Prorogata dunque fino al 3 novembre (mentre si sarebbe dovuta concludere il 20 ottobre) la mostra di Pietro Consagra, lo scultore di origine trapanese (Mazara del Vallo 1920 – Milano 2005) del quale Marsala anticipa le celebrazioni per il centenario della nascita. Con cinquanta opere in mostra, bozzetti e maquette di suoi progetti per spazi urbani, il curatore Sergio Troisi propone una lettura dell’arte di Consagra che trae spunto dal volume “La città frontale” (1969) in cui l’artista articola una profonda riflessione teorica sull’architettura e sul suo personale percorso di ricerca.

Con l’arrivo dell’autunno cambiano anche gli orari di visita al Convento del Carmine: dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 19. Lunedì chiusi. Ingresso 3 euro. Alla mostra è dedicato un catalogo (Edizioni Caracol, Palermo). INFO http://www.pinacotecamarsala.it/

LA MOSTRA

Le sculture oggetto dell’allestimento sono impaginate fra le sale dell’antico convento e alcune incursioni nel paesaggio: a cielo aperto, nella luce inflessibile del Sud e tra le essenze mediterranee dell’antico chiostro dei padri carmelitani. Selezionate dal curatore, sono il paradigma della poetica di Consagra (Mazara del Vallo 1920 – Milano 2005) e del legame dell’autore fra la propria scultura e l’architettura, enunciato proprio ne “La città frontale”, dove scrive: “Quando ho pensato ad una scultura, la città era presente come umore e come istigazione formale, come classe estetica e come creatura sensibile, come emozione politica e come sentimento”. Lo stesso Consagra che, per l’opera prospiciente il mare, in Piazza Mokarta a Mazara del Vallo (1964), introduce il tema del “confine conturbante fra materia e tempo” e quel concetto di “divertimento del vivere” che è quasi un manifesto programmatico della nuova imminente e florida fase creativa: la scoperta del colore, lo sciogliersi della forma, l’andamento curvilineo, la conquista della leggerezza dei cicli Piani Sospesi, dei Ferri trasparenti e dei Giardini. 

Spiega il curatore, Sergio Troisi: “Proporremo i modelli, i colorati progetti di facciate, la serie delle “Porte del Cremlino” e un nucleo di dipinti, ordinati in un percorso che vuole evidenziare come, nella visione dell’architettura, confluiscano alcuni temi centrali della ricerca di Consagra, quali il colore e la trasparenza, indagati durante gli anni Sessanta anche con i “Piani appesi” in faesite e le “Sottilissime” in acciaio”.

E non è casuale la scelta di allestire a Marsala una mostra dedicata a questo aspetto dell’opera di Consagra. “E’ qui, infatti, nella provincia di Trapani – continua Troisi – che l’artista ebbe modo di elaborare in forma compiuta i suoi progetti: con le architetture di Gibellina – il “Meeting”, il cui restauro è in fase conclusiva, il Teatro rimasto incompiuto e la grande Stella divenuta simbolo del Belìce (presenti i modelli) – e per Mazara del Vallo, la sua città natale, con il progetto di facciata per il Palazzo del Comune con cui voleva rimediare allo scempio edilizio che dagli anni Settanta oltraggia una delle più belle piazze siciliane. L’interesse di Consagra per l’architettura, cui ha dedicato numerosi scritti e interventi, muove infatti da una posizione innanzitutto morale: riscattare, attraverso la libertà e l’immaginazione dell’arte, la città da quel destino di puro strumento economico a cui le pratiche urbanistiche del dopoguerra l’hanno consegnata”.

redazione

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