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Cambiamenti climatici: intitolato a Rita Atria il nuovo osservatorio di Capo Granitola

capo granitola

Il pianeta è malato. Ha la febbre, sintomo di un “caldo” malessere che non può più essere ignorato. Il clima sta cambiando e lo sta facendo forse più velocemente di quanto gli esperti avessero previsto. A dircelo, oltre alle temperature roventi sempre più frequenti in Estate, comunemente chiamate “ondate di calore” fenomeni che rendono l’aria una calda bolla irrespirabile, anche lo scioglimento dei ghiacciai, giganti bianchi finora considerati eterni testimoni di un’epoca arcaica, freddi custodi di segreti millenari. E’ purtroppo sotto gli occhi di tutti la preoccupante situazione del ghiacciaio di Planpincieux sul Monte Bianco, il Gigante monitorato costantemente dagli esperti che ne rilevano l’inesorabile discesa a Valle con una velocità che ha toccato i valori massimi di un metro al giorno, superando dunque la stima prevista dei 60 cm quotidiani, un’accelerazione che sorprende e lascia interdetti gli osservatori. E se i freddi ghiacciai si sciolgono, la calda foresta Amazzonica, considerata il “polmone verde” della Terra, brucia. Un quantitativo esorbitante di anidride carbonica e di pericolosi gas serra, responsabili dell’aumento della temperatura terrestre, sono stati immessi nell’atmosfera.

Le impressionanti immagini dei roghi hanno “spento” le speranze di molti ambientalisti ed “acceso” al contempo, (si spera) le coscienze giovanili.

E’ di questi giorni il clamore internazionale suscitato dal raduno dei giovani che in nome della battagliera ambientalista Greta Thunberg, l’arcinota adolescente svedese, si sono dati appuntamento nelle piazze per protestare contro l’indifferenza dei “potenti”, troppo distratti ad affrontare seriamente un fenomeno globale che rischia di cambiare, prima di quanto si pensi, le nostre vite. Nessuno di noi può eludere o sentirsi immune dal cambiamento climatico. Il sillogismo “se i ghiacciai si sciolgono, si innalza il livello dei fiumi e dunque dei mari”, è fin troppo facile. Per noi abitanti delle zone marine questo rappresenta un serio problema. L’erosione delle nostre coste, ogni anno, ad ogni inizio di stagione balneare, ci sorprende sempre. Le nostre spiagge ci appaiono sempre più strette, come fagocitate da quel mare così bello, così amato, così “vicino”. Per raccogliere preziose informazioni e per monitorare costantemente il clima, è stato inaugurato ieri, 3 ottobre, l’Osservatorio Climatico di Capo Granitola, la suggestiva località marittima già sede del Centro Nazionale Ricerche. Si tratta di una Stazione Marina Internazionale nella quale, un team di esperti, rileverà i parametri riguardanti l’atmosfera e le mutazioni del clima. Come spiegato ieri, nella esaustiva presentazione di questo “hot spot”, l’Italia, da sempre, anche per la sua connotazione geografica che la pone al centro del Mediterraneo, è da sempre il luogo ideale per osservare e monitorare il clima.

Don Luigi Ciotti

Presente all’inaugurazione del nuovo Osservatorio, il “padrone di casa”, ovvero il presidente del CNR, Massimo Inguscio che ha introdotto l’assessore del Territorio e Ambiente, Salvatore Cordaro. Presenti anche Mario Sprovieri, direttore dello IAS-CNR che ha mirabilmente presentato la Stazione Marina, il dottor Fabio Trincardi che ha a sua volta presentato il progetto “Bluemed”, il dottor Francesco Pinelli, dirigente dell’assessorato regionale delle Attività Produttive. Significativa la presenza di don Ciotti, il volitivo e carismatico presidente di Libera, l’associazione antimafia nata durante la stagione stragista tristemente nota in Sicilia oltre che in Italia.

Don Ciotti in un commovente ricordo, ha rimembrato l’indimenticata figura di Rita Atria, la giovane testimone di giustizia che a soli 17 anni, decise di raccontare la storia mafiosa della sua famiglia, diventando collaboratrice preziosa del compianto Paolo Borsellino. Il magistrato palermitano ne raccolse lo sfogo e le diede la speranza di poter cambiare definitivamente vita. La storia però, come sappiamo andò diversamente. Borsellino morì dilaniato dallo scoppio di un’autobomba e la giovanissima partannese si suicidò gettandosi dal settimo piano di un palazzo romano di via Amelia. Rita Atria non resse alla notizia dell’attentato di via D’Amelio, nome curiosamente assonante con quello in cui lei si trovava, via Amelia 23, appunto.

Don Ciotti ne ha ricordato la passione, la voglia di mettersi in gioco, di lottare, di ribellarsi al “sistema mafioso”che le aveva portato via il padre e l’amato fratello Nicola, entrambi morti in agguati. “Abbiamo voluto che il nome di Rita si legasse all’impegno di questo Osservatorio CNR, in questa sua terra, perchè la sua testimonianza rimanga viva nel tempo anche tra chi lavora e parla di scienza e di clima, tra i giovani che frequenteranno la Stazione Marina Internazionale e l’Osservatorio, tra chi cercherà di capire meglio il clima con misure e studi su CO2, CH4, Black Carbon, O3…perchè la sfida per combattere il cambiamento climatico richiede uguale coraggio e sete di giustizia”. Con queste toccanti parole è stata onorata la memoria della giovane collaboratrice di giustizia. Ugualmente commovente è stato il ricordo dell’indimenticato Sebastiano Tusa, l’archeologo ed assessore morto recentemente in Etiopia, a seguito di un tragico incidente aereo.

Tusa e Atria, secondo Don Ciotti, avrebbero in comune la stessa passione che spinge alcuni esseri umani speciali ad essere fautori di epocali cambiamenti. E sono stati proprio loro, i cambiamenti, i veri protagonisti dell’incontro mattutino di ieri a Capo Granitola dove è stato installato questo “termometro climatico” che misurerà oltre alla temperatura, le precipitazioni e il rischio siccità. Attentamente monitorati saranno anche i vettori delle malattie provenienti dalle aree calde del pianeta e gli incendi che, come già detto, troppo spesso devastano le aree verdi della Terra. Presente all’incontro di ieri anche la moglie dell’archeologo, la dottoressa Valeria Li Vigni e dottor Sergio Alessandro, dirigente dell’assessorato regionale Beni Culturali.

Gli esperti dell’Osservatorio di Capo Granitola si avvarranno di moderne apparecchiature in grado di misurare i parametri e identificheranno gli effetti prodotti sul clima. Buon fresco a tutti.

Tiziana Sferruggia

Gaspare De Blasi

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