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Diego Maggio: “Pienamente in campo per Marsala 2020”

Iniziò a parlarne lo scorso dicembre, proprio alla nostra testata, destando comunque attenzione e curiosità. A pochi mesi dalle elezioni amministrative, l’avvocato Diego Maggio conferma che la scelta di partecipare attivamente alla prossima campagna elettorale non era una provocazione, né una boutade estemporanea, ma una decisione meditata, che adesso va acquisendo forme sempre più definite.

“Ci sono e non intendo sottrarmi, anche se la mia non è un’autocandidatura”, chiarisce Maggio. Sono passati 23 anni dalla candidatura al Senato con l’Ulivo, in una campagna elettorale quanto mai accesa, in cui mancò l’approdo a Palazzo Madama per una manciata di voti. Da allora non ci sono state altre candidature, né le segreterie politiche dei partiti si sono ricordate delle 41.104 preferenze ottenute nell’aprile del ’96. Diego Maggio ha continuato a fare l’avvocato, il dirigente della Provincia (poi Libero Consorzio) e tanto altro, senza mai rinunciare alla promozione del territorio e del suo vino. Adesso non nasconde la propria disponibilità a rimettersi al servizio della comunità per dare un contributo ad un nuovo progetto di governo della città, alternativo all’amministrazione Di Girolamo, che definisce “un simbolo di mediocrazia”.

Pur rivendicando la propria esperienza con il centrosinistra, Diego Maggio riconosce che c’è un nuovo quadro politico, quanto mai fluido a livello nazionale, con un centrodestra che di fatto non è più quello a trazione berlusconiana di alcuni anni fa. Da qui, dunque, la partecipazione ad alcuni incontri con rappresentanti del mondo politico locale, a cui hanno preso parte figure eterogenee, per provenienza ideologica e culturale. “Tra i miei amici – sottolinea Maggio – ci sono molte intelligenze non riferibili al centrosinistra”. Tuttavia, aggiunge l’avvocato lilybetano, “io continuo a rivolgermi direttamente ai cittadini marsalesi, trattare con i partiti è secondario”. L’orizzonte di riferimento è “Marsala 2020 e capire cosa vogliono oggi i cittadini per costruire assieme un programma”. In una nota inviata alla stampa, l’ex dirigente della Provincia di Trapani si definisce “cultore della marsalesità”, nonché “innamorato della bellezza che sprigiona dalle piccole cose della quotidianità”.

Il suo è un appello ai marsalesi, una chiamata di responsabilità, che delinea anche alcuni punti di un ipotetico programma amministrativo. Si comincia dal decoro urbano, “da lasciare alla sponsorizzazione dei privati”, con una maggiore cura del verde e “spazi pubblici belli, che possano incorniciarsi come cartoline da spedire via social agli amici, ai parenti, ai figli lontani”. Si parla anche della normalità “di strade pulite, infiorate, illuminate”, di un Complesso Monumentale San Pietro da rendere “luogo dove la cultura si fonda alla bellezza di un centro storico che dovrà essere attrattiva per turisti in cerca di storia e buon cibo”. Poi, naturalmente, il vino, a cui il professionista marsalese ha dedicato anche diverse pubblicazioni: “rappresenta la nostra storia, deve essere al centro di incontri e studi, di convegni e di circuiti in grado di attrarre gli amanti dell’enogastronomia, specialmente nei luoghi rurali, a contatto diretto con i vigneti”. Forte anche l’attenzione alle periferie, “sempre più scollate dal tessuto urbano, e sempre meno partecipi del vissuto cittadino”, in cui registra l’assenza di.luoghi aggregativi e risulta carente la lotta alla dispersione scolastica. E, infine, un pensiero alle fasce più disagiate della popolazione: “Nascere poveri non può essere una condanna, il riscatto sociale è il dovere morale di una buona Amministrazione che ha a cuore i suoi cittadini. Non ci sono bacchette magiche, ci sono buone pratiche. E poi ci sono le persone che quelle buone pratiche le mettono in atto”.

Vincenzo Figlioli

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