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Scuole Sicure?

Giovedì è suonata la campanella nelle scuole siciliane, un po’ presto per il vero, rispetto agli anni precedenti dove l’isola è stata sempre fanalino di coda, principalmente per via di un clima ancora molto caldo. Scongiurati i doppi turni per gli istituti provinciali in affitto, tutto sommato gli studenti marsalesi un tetto al rientro a scuola lo hanno trovato. Almeno per ora. Ma non c’è da stare allegri leggendo il XVI Rapporto sulla sicurezza delle scuole presentato da Cittadinanzattiva, attraverso il monito di dati governativi, Inail, Miur e di enti locali. Pare che nelle scuole italiane ci sia un crollo dall’edificio di una scuola ogni quattro giorni, tre su quattro senza agibilità statica, solo una su venti in grado di resistere ad un terremoto. Al nord si investe di più sulla manutenzione, mentre al Sud la situazione è più allarmante in quanto nemmeno il 20% delle scuole è in regola con gli adempimenti di agibilità.

Sul fronte della sismicità, sono state solo 1700 le verifiche di vulnerabilità sismica effettuate rispetto alle oltre 4000 richieste; per quanto riguarda le barriere architettoniche siamo molto indietro: ancora inaccessibile quasi una scuola su tre con un record negativo al Sud. Ben 50 gli episodi di crolli e di distacchi di intonaco registrati tra settembre 2017 e settembre 2018. Un Rapporto quello di Cittadinanzattiva stilato regione per regione, provincia per provincia. Per il territorio trapanese a rispondere sono state una scuola di Poggioreale, una di Gibellina e 5 di Paceco. Diversi i no alle verifiche di vulnerabilità – quindi non eseguite presso l’istituto -, qualcuna si è adeguata alle norme antisismiche, qualche sì ma anche qualche mancata risposta sull’impiantistica. D’altro canto crescono gli investimenti per la manutenzione ad opera degli enti proprietari, Comuni e Province: si parla in media di 50mila euro ad edificio per interventi di manutenzione ordinaria e di 228mila euro per quelli straordinari, ma il divario fra le varie realtà è notevole, tant’è che si parla di “Italia a tre velocità”.

Di recente diverse sono state le iniziative di vari Comuni – da nord a sud – in vista dell’inizio del nuovo anno scolastico. A Milano per esempio, il sindaco Sala ha donato, assieme al cantante Marco Mengoni, una borraccia agli studenti per il risparmio di plastica in un’ottica ecosostenibile; in altre città pare che siano stati donati addirittura degli zainetti “standard” ai bambini per fare in modo che non ci sia differenza tra una famiglia che può permettersi di acquistare uno zaino firmato e una famiglia che invece non può permetterselo. Ciò anche se – personalmente s’intende – l’omologazione è pericolosa, perchè ogni individuo, sin dalla tenera età, deve potersi esprimere a seconda delle proprie attitudini. Ma c’è sempre la possibilità di personalizzare le cartelle con disegni e pupazzetti. Dai commenti su Facebook – da prendere con le pinze – sembra che a Ferrara abbiano “donato” crocifissi. Al di là di buone idee e velate provocazioni, è primario che gli studenti tutti abbiano una scuola sicura dove poter svolgere le lezioni, una seconda casa che li accolga e li cresca in modo sano. Tutto il resto di cui sopra è bello, se e quando arriva.

redazione

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