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Stefano Rallo lascia il Movimento: “I Cinque Stelle hanno cambiato pelle”

Stefano Rallo, storico attivista dei 5 Stelle di Marsala, ha lasciato il Movimento.

La cancellazione della mia adesione che durava dal 2012 è stata confermata. Da ieri non faccio più parte del M5S”.

Perché ha maturato questa decisione?

Ero e resto convinto della giustezza della mia adesione. Tuttavia il Movimento a cui avevo aderito, ormai ha cambiato pelle. Non potevo rimanere quando ormai non condividevo più la maggior parte delle scelte

Però la regola del Movimento: uno vale uno, ha portato alle scelte fatte a maggioranza…

Esatto. Ma non potendo andare contro la maggioranza degli iscritti ho preferito non continuare ad essere quello che mette sempre il bastone tra le ruote, ed ho lasciato il Movimento”.

Vediamo di capire quali sono le cose che lo hanno diviso dalla stragrande maggioranza.

Il modo come veniva sistematicamente orientato il voto on line sulle varie questioni. Attivisti e portavoce hanno fatto una vera e propria campagna elettorale in occasione delle ultime votazioni. Questo non era nello spirito del Movimento”.

A quali voti si riferisce?

“Per salvare il governo abbiamo schierato il Movimento in difesa di Salvini perché non doveva essere processato nella vicenda “Diciotti”. Il ministro doveva difendersi nel processo, noi l’abbiamo assolto non mandandolo nelle aule del tribunale dove aveva tutto il diritto di difendersi”.

La piattaforma Rousseau ha sancito prima l’accordo con Salvini e poi quello con il PD. Lei come ha votato?

“In entrambi i casi no. Ma due no diversi. Il contratto di governo lo avevamo proposto sia alla Lega che al Pd e quest’ultimo non aveva accettato. Io non ero d’accordo a fare il governo con Salvini ma la scelta aveva una sua logica. Nel secondo caso è una vera e propria alleanza di governo con il Pd. Decisione condizionata fortemente. I nostri iscritti hanno subito una pressione dai portavoce e hanno scelto di stare al governo quasi a qualunque costo”.

A proposito di governo, entra come vice ministro Giancarlo Cancelleri. Scelta giusta?

“Ormai il movimento non ha più le regole originarie che a quanto pare sono state cambiate all’insaputa degli iscritti”

A cosa si riferisce?

“Cancelleri aveva un compito da portare a termine, tra l’altro è anche vice presidente dell’Ars. Da noi era stabilito che nessuno poteva abbandonare una carica per ricoprirne un’altra prima del temine del mandato. Evidentemente per Giancarlo non vale la regola”.

Per uno che arriva uno che non viene riconfermato: Maurizio Santangelo non è più sottosegretario.

Questo mi dispiace, ma era nell’aria. La sua delega alla democrazia diretta è scomparsa. È stato un portavoce sempre disponibile al dialogo e al confronto. Sono certo che ci sarà rimasto male”.

Non è riuscito, da trapanese, ad evitare le frizioni che hanno caratterizzato il movimento a Marsala negli ultimi anni.

“I nostri portavoce hanno tentato di ricucire un rapporto che si è sempre più logorato nel tempo”.

Ma in pratica cosa è accaduto?

“Un gruppo di iscritti aderenti ad una associazione di cui non si diceva molto bene, ha fondato un meet up nuovo, diverso da quello esistente. Nulla di illecito. Ma quando ci si trovava a discutere e in parecchi abbiamo chiesto spiegazioni, non ci sono mai arrivate risposte”.

Ma Marsala aveva ed ha un portavoce…

“Il nostro Consigliere comunale avrebbe dovuto essere al disopra delle parti. Anzi cercare dei punti di incontro tra i due meet up. Invece è stato partigiano fin dal primo momento, alimentando divisioni che hanno portato al risultato che, per esempio, Marsala, pur avendo in termini numerici un grosso numero di voti, non è mai riuscita ad eleggere un deputato nazionale o regionale pentastellato”.

Gaspare De Blasi

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