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Alcamo, l’opposizione consiliare ha abbandonato l’aula. Sui rifiuti, arriva la replica della Giunta

Nel corso della seduta consiliare di ieri sera, dopo avere consegnato al presidente del Consiglio comunale, Baldo Mancuso, un documento di protesta sull’emergenza rifiuti ad Alcamo Marina, la minoranza è uscita dall’Aula. I grillini, rimasti soli, hanno approvato quattro debiti fuori bilancio.

 Si è conclusa dopo un’ora e 15 minuti dal suo inizio la seduta consiliare di ieri sera che, a causa degli interventi di manutenzione dell’Aula Falcone-Borsellino in corso, si è svolta presso il Centro Congressi Marconi di Alcamo. La durata “flash” dei lavori del Consiglio comunale si è realizzata in conseguenza dell’abbandono dei lavori da parte della minoranza. Infatti, nel corso delle “comunicazioni” si sono succeduti gli interventi di quasi tutti gli esponenti politici d’opposizione presenti in Aula, al termine dei quali si è verificato il gesto di protesta. La reazione unanime dei partiti di minoranza è avvenuta, appunto, a seguito della critica rivolta all’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Domenico Surdi, sulla gestione dell’emergenza rifiuti ad Alcamo Marina. In particolare, hanno espresso il loro rincrescimento i consiglieri comunali Filippo Cracchiolo (PD), Giacomo Sucameli (Sicilia Futura), Rita Norfo (UDC), Francesco Dara (Noi per Alcamo) Gino Pitò di ABC-Alcamo Cambierà. Ai colleghi di movimento di quest’ultimo, precisamente Mauro Ruisi e Caterina Camarda, è toccato il compito di aprire e chiudere gli interventi previsti dall’ordine del giorno succitato.

Nello specifico, la minoranza ha bollato come “Errore politico” l’ormai famoso Piano rifiuti pentastellato che avrebbe comportato, secondo le previsioni annunciate in campagna elettorale dai grillini, un risparmio di 1 milione e 400 mila euro. Un Piano che è stato definito dall’opposizione il “peccato originale” in quanto non ancora attuato e responsabile dell’esito negativo dei bandi per l’affidamento della gestione del servizio di raccolta rifiuti. In particolare, i consiglieri di minoranza hanno puntato il dito contro l’amministrazione grillina per: la prima gara andata deserta, effettuata quando il Comune di Alcamo insieme a quello di Calatafimi rappresentavano uno dei lotti messi a punto dalla SRR TP Nord; la successiva costituzione in ARO per gestire in maniera autonoma i bandi; la rinuncia della ditta aggiudicataria del c.d. bando ponte ( sei mesi + sei mesi) concernente la gestione del servizio di raccolta dei rifiuti; infine, la comunicazione tardiva dell’impresa vincitrice della gara avvenuta solo a fine giugno. Nel corso dei contributi degli esponenti politici di opposizione è stata menzionata la “profezia” annunciata dagli stessi in diverse occasioni, come ha ricordato la consigliera comunale Rita Norfo, riprendendo un suo intervento del 2016. “Quando ci sarà una gara questa andrà deserta”, ha ripetuto ieri l’esponente democristiana in Consiglio comunale. Il periodo di “vacatio” del servizio, proprio alle porte dell’estate, secondo l’opposizione, ha fatto sì che in particolare Alcamo Marina diventasse luogo di molti atti di “schizofrenia” dei cittadini, i quali non essendo più rassicurati dal rispetto dei turni di raccolta dei rifiuti, avrebbero rinunciato a differenziare e a procedere all’abbandono degli stessi, rendendo dunque inutile il lavoro effettuato negli anni passati. La località balneare per tale motivo non sarebbe più capace di attrarre turisti. I consiglieri comunali succitati a questo punto hanno chiesto alla maggioranza grillina di assumersi la responsabilità delle loro scelte politiche in tema di rifiuti e, dopo aver consegnato un documento al presidente del Consiglio comunale, Baldo Mancuso, come suddetto, hanno lasciato in blocco i lavori.

In seguito, sulla questione sono intervenuti il vicesindaco, Vittorio Ferro, e l’assessore al ramo, Vito Lombardo. Innanzitutto, dal primo è stato ribadito che i numeri del declino della differenziata diffusi dall’opposizione, da quando al governo della città si è insediata la giunta Surdi, non tengono conto dell’oggettività. Dal 49% di differenziata del 2016, Alcamo ha raggiunto in tre anni il 60% di raccolta, un dato costante che ha sfiorato in alcuni momenti picchi del 66%. Una percentuale che oggi è difficile da mantenere per effetto della indisponibilità degli impianti siciliani di conferimento dell’organico, un problema scoppiato in primavera e che per Alcamo ha comportato la raccolta univoca della frazione umida e della RSU. Il vicesindaco, inoltre, ha espresso sorpresa per la mancata citazione negli interventi della minoranza delle inchieste giudiziarie recenti che hanno portato al sequestro dei mezzi della Energetikambiente, attualmente incaricata del servizio in regime di proroga nell’attesa della gara settennale. Tale fatto, secondo l’assessore Ferro, ha reso più difficile la soluzione della questione della gestione della raccolta rifiuti. Il vicesindaco ha dichiarato inoltre di non condividere la visione disfattistica della minoranza sul futuro turistico di Alcamo Marina nonostante le attuali difficoltà. In merito alle complicazioni verificatesi con il sequestro dell’impianto di conferimento del rifiuto dell’organico della Sicilfert, ancora non disponibile, è invece intervenuto l’assessore all’ambiente Vito Lombardo, il quale ha ricordato anche l’aumento del costo del servizio per i cittadini, raddoppiatosi praticamente con il dirottamento ad altri impianti che trattano l’umido (da 90 mila euro a 180 mila euro). Sulla gara cosiddetta “ponte” il componente della giunta grillina ha poi spiegato che la partecipazione di due ditte alla stessa è stato invece un segno dell’appetibilità dal punto di vista economico. Inoltre, sulla rinuncia della prima impresa aggiudicataria, ha ribadito che sono stati fatti diversi incontri e tavoli fino al 28 giugno scorso. Comunque, l’esponente del governo locale non si è sottratto alle responsabilità proprie e dell’amministrazione comunale intera, citando quelle assunte dal sindaco Domenico Surdi con le due ordinanze emesse per far fronte alle emergenze sorte nel corso del 2019. Inoltre, l’assessore Lombardo ha ammesso anche la possibilità di un Piano rifiuti non adeguato al momento delle previsioni effettuate dai pentastellati, durante la campagna elettorale del 2016, le quali verosimilmente avevano sottovalutato la ripartizione dei compiti con il governo siciliano, che in materia ha competenza esclusiva. Ad oggi, non è stato ancora predisposto il Piano regionale indispensabile per individuare con certezza il ciclo dei rifiuti, dalla raccolta al conferimento, ma, soprattutto, permane l’assenza dell’impiantistica (pubblica) dell’organico, come quella già progettata e da realizzarsi, in un futuro piuttosto incerto, a Calatafimi, che, secondo i pentastellati, sarebbe proprio risolutiva per la situazione alcamese. L’assessore Lombardo ha poi informato l’Aula sul nuovo calendario della raccolta, a partire da oggi, per la località balneare precisando che, se è vero che i tempi non sono stati quelli opportuni, si è fatto tutto nel rispetto della legge.

Il punto successivo all’odg della seduta consiliare, invece, non è stato trattato. Per l’assenza in Aula dei loro firmatari, infatti, le interrogazioni presentate dai rappresentati politici di opposizione sono tutte decadute. La sola maggioranza pentastellata (13 consiglieri comunali presenti) ha approvato quattro debiti fuori bilancio. L’ultimo trattato, in particolare, di oltre 600 mila euro, ha avuto ad oggetto la sentenza che ha condannato il Comune di Alcamo per un incidente stradale avvenuto nel 2011, nel corso del quale ha perso la vita un cittadino alcamese. Su tale vicenda si è aperta la possibilità per l’ente di chiudere con la controparte la stipula di una formale transazione che gli farà risparmiare circa 72 mila euro. Gli altri tre debiti, complessivamente dell’importo di circa 13 mila euro, hanno riguardato due sentenze della sezione lavoro del tribunale di Trapani e un ricorso per decreto ingiuntivo relativo ad un abbonamento al Sole 24 ore.

Linda Ferrara

redazione

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