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Agenda Urbana, quasi 80 milioni per i Comuni che adesso devono correre per non perdere i fondi

Chiusa la prima fase di pianificazione strategica, durata tre anni, la programmazione di Agenda Urbana per la Sicilia Occidentale sta per entrare nel vivo. Nel corso dell’incontro tenutosi ieri a Marsala, i rappresentanti dei cinque Comuni interessati (Marsala, Trapani, Erice, Mazara e Castelvetrano) hanno illustrato alcune azioni progettuali che verranno finanziate per utilizzare al meglio i 78,4 milioni che l’Unione Europea metterà a disposizione. Capofila del raggruppamento territoriale il Comune di Marsala (destinataria di 18 milioni di euro), con il sindaco Alberto Di Girolamo che, nell’aprire i lavori, non ha nascosto la propria soddisfazione per il lavoro svolto finora.  “Se prima forse, sbagliando, si facevano altre cose e si perdevano i finanziamenti, oggi non è più permesso a nessuno. I dati sulla disoccupazione siciliana sono allarmanti, il gap con il Nord è cresciuto e forse è diventato irrecuperabile. Abbiamo bisogno come il pane di infrastrutture. Abbiamo bisogno di fondi europei. Abbiamo fatto uno sforzo enorme per mettere assieme questi cinque Comuni, tenendo conto che il turista non viene qui a visitare solo una città. Sono estremamente contento, nonostante le incomprensioni di chi non si rende conto di cosa vuole dire programmare il futuro. Credo che da domani possiamo finalmente cominciare a fare i bandi, che significa iniziare le opere entro il 2019 e finirle entro il 2020, massimo entro il 2021, perché la programmazione comunitaria va dal 2014 al 2020. Dobbiamo correre per recuperare il tempo che abbiamo perso”.

Ad illustrare il lavoro di progettazione è stato il professore Ignazio Vinci, docente presso l’Università di Palermo: “E’ un percorso iniziato pubblicamente tre anni fa. Allora sembrava quasi impossibile, gli ostacoli sembravano troppi, dovuti anche al fatto che le città sono abituate a vivere di municipalismi, piccole invidie. Per superarli, occorreva creare una serie di opportunità”. Interessanti i numeri presentati, utili a comprendere la prospettiva su cui si è ragionato: un sistema urbano policentrico complementare, che si estende su un tratto costiero lungo 90 km e comprende 263 mila abitanti, 2 Parchi Archeologici (Lilybeo e Selinunte), 11 siti di interesse comunitario e 16 mila aziende, in gran parte agricole (soprattutto vigneti e uliveti) e un paesaggio interno che, come affermato da Vinci, “non ha nulla da invidiare al Chianti”. La strategia della programmazione prevede principalmente tre obiettivi: rafforzare la coesione territoriale, andando al di là di relazioni territoriali casuali (da progettare attraverso trasporti, mobilità, servizi condivisi); incremento dell’accessibilità alle risorse territoriali; miglioramento dell’offerta di servizi locali. Gli obiettivi tematici prescelti e loro declinazione locale riguardano invece: agenda digitale (aumentare il grado di digitalizzazione delle amministrazioni comunali); energia/mobilità (potenziare il trasporto pubblico locale e i collegamenti); rischio ambientale; inclusione sociale (rigenerare quartieri a rischio e aumentare i servizi per le fasce deboli). Per quanto riguarda i piani di azione si punta su efficienza energetica (rigenerazione energetica); mobilità sostenibile (ciclovia della Sicilia Occidentale); riqualificazione waterfront (interventi di difesa e rinaturalizzazione costiera in tutte le città); abitare sociale (creazione di social hub per servizi abitativi e sociali).

Dopo Vinci, ha preso la parola la dirigente regionale Patrizia Picciotto, che in questi anni è stata un punto di riferimento costante per i Comuni di Agenda Urbana. Nel suo intervento, si è soffermata sul metodo seguito, sottolineando come, si tratta di processi che hanno una lentezza iniziale, ma un’efficienza attuativa superiore a quella di altre progettazioni. “A questo punto – ha sottolineato la Picciotto – dobbiamo tutti correre, stiamo già facendo le prime chiamate a progetti. Il lavoro fatto va fortemente accudito e accompagnato”. Pienamente d’accordo su questo punto Alberto Di Girolamo, fino ad annunciare che “quest’estate al Comune di Marsala nessuno andrà in ferie se non partiranno i progetti di massima”. Tra gli interventi previsti, la riqualificazione di Villa Damiani, che con un finanziamento di 2,5 milioni di euro verrà trasformata in una struttura dedicata al “dopo di noi”.

A seguire, ha preso la parola l’assessore Maurizio Oddo, in rappresentanza del Comune di Castelvetrano, destinatario di circa 10 milioni di euro, che verranno prevalentemente dirottati su opere di riqualificazione architettonica e sociale. La sindaca di Erice (a cui saranno assegnati 9 milioni) Daniela Toscano ha annunciato la partenza immediata dei progetti riguardanti la riqualificazione del waterfront di Pizzolungo per far fronte all’arretramento di 12 metri del litorale sabbioso, causato “da scelte scellerare che hanno interrotto l’equilibrio naturale delle dune. L’assessore Vincenzo Giacalone di Mazara del Vallo (destinataria di 15 milioni) ha invece fatto riferimento alla realizzazione di un centro educativo e ludico nel complesso Corridoni e un progetto di social house presso l’area di Sant’Agostino. Differente il taglio dato al suo intervento da Andreana Patti, assessore del Comune di Trapani (destinatario di 17 milioni di euro). La rappresentante della giunta Tranchida, pur apprezzando il lavoro svolto, ne ha sottolineato la lentezza, a fronte di esigenze che nel corso di questi tre anni sono andate inevitabilmente mutando nei territori interessati. “Non c’è solo da gestire un’Agenda Urbana, ma c’è da proiettarsi verso il futuro, con altre strategie da portare avanti con una visione di insieme”, ha affermato la Patti, auspicando che “quest’occasione di finanziamento non venga mortificata dalle procedure” e che alla governance di attuazione delle azioni progettuali previste si affianchi “una governance politica, di indirizzo verso azioni significative che portino ad altri programmi operativi”.

Vincenzo Figlioli

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