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Birgi, riunione interlocutoria del Comitato tecnico-istituzionale

Si è riunito ieri il Comitato tecnico-istituzionale, istituto dal presidente Nello Musumeci, per definire le possibili strategie di rilancio di Airgest, la società di gestione dell’aeroporto “Vincenzo Florio” di Birgi.

Una riunione a cui hanno partecipato anche il presidente di Enac Vito Riggio, diversi assessori regionali, sindaci della provincia e tutti i rappresentanti della deputazione provinciale e una delegazione del comitato #sevolovoto.

“La salvezza dell’aeroporto di Birgi – afferma Nello Musumeci è un obiettivo per il quale tutti dobbiamo lavorare: enti locali, Regione Siciliana, governo nazionale e Unione europea. Ho voluto invitare i rappresentati del territorio, cioè i parlamentari europei, nazionali e regionali, oltre che il Comitato tecnico da me appositamente istituito, per un’analisi della crisi e individuare, insieme, possibili soluzioni. Ma dobbiamo fare presto. Il calvario dello scalo trapanese è iniziato quattro anni fa, quando nessuno volle raccogliere il segnale d’allarme. Oggi dobbiamo fare il possibile per salvare il salvabile. Abbiamo impegnato decine di milioni di euro a sostegno di Birgi, compresa la “continuità territoriale” sulla quale attendiamo risposte da Bruxelles. Ma non basta: serve il coinvolgimento di tutti i soggetti istituzionali. Chiederemo al ministro delle Infrastrutture di istituire un Tavolo tecnico ristretto: servono deroghe e più tempo per aprire un confronto anche con Bruxelles”.

Tra i presenti al Comitato, c’erano tutti i massimi rappresentanti territoriali del Movimento 5 Stelle: l’europarlamentare Ignazio Corrao, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Vincenzo Maurizio Santangelo, i deputati Piera Aiello, Antonio Lombardo, Vita Martingiglio e Caterina Licatini, il senatore Francesco Mollame, i deputati regionali Valentina Palmeri.

“Abbiamo sempre fatto proposte concrete – ha affermato Santangelo – perché senza programmazione il nostro aeroporto è destinato a soccombere. Birgi si è infatti trovato in concorrenza diretta con un altro aeroporto pubblico, Punta Raisi. Ho già segnalato al ministro Danilo Toninelli che occorre vigilare in futuro per evitare distorsioni del genere, che privano il nostro scalo di prospettive e che non devono più verificarsi in nessun aeroporto minore per non vanificare gli interventi della Regione e dello Stato. In questa situazione di crisi non possiamo e non dobbiamo illudere i cittadini, che sono già esasperati. Le soluzioni gestionali per Airgest sono di competenza del Governo regionale. Il Governo nazionale può lavorare soltanto in termini di pianificazione e di programmazioni a lunga scadenza. Ad esempio, nel nuovo Piano nazionale Aeroporti ci sarà attenzione verso gli aeroporti minori e per l’incentivazione di reti aeroportuali. La programmazione dei voli, infatti, dipende dalle compagnie aeree ed è dimostrato che non si può realizzare dando contributi senza seguire le regole e senza una programmazione strategica pluriennale che, al momento, manca in Sicilia”.
Il Sottosegretario ha poi puntualizzato nel corso dell’incontro che Birgi si salva se la Sicilia intera funziona come un sistema: “Non ho la delega alle Infrastrutture, ma se il Presidente Musumeci vorrà assumersi la responsabilità politica di coordinare tutti gli aeroporti siciliani mi troverà al suo fianco per far uscire l’Isola dal ritardo di sviluppo in cui ancora si trova”.
Sulla stessa linea il portavoce M5S all’Europarlamento Ignazio Corrao che ha dichiarato la sua disponibilità ad aprire anche tavoli negoziali a Bruxelles sulla crisi degli aeroporti minori.
Durante l’incontro sono stati posti vari spunti di riflessione, per non ripetere errori del passato e avanzate diverse proposte, come quella della portavoce all’Ars Valentina Palmeri, che ha chiesto di verificare anche la percorribilità del modello aeroportuale pugliese, Regione che ha messo in rete tutti i suoi aeroporti attraverso la costituzione di una società interamente pubblica di proprietà regionale. La deputata ha ribadito che bisogna fare progettazione su scala regionale e sinergia tra gli aeroporti a vantaggio di tutta l’isola.
Nel corso dell’incontro, la delegazione del Movimento ha più volte ribadito la convinzione che società unica regionale, di proprietà pubblica, sia il migliore strumento per gettare basi solide per lo sviluppo dei prossimi anni. La condizione di insularità pone alla Sicilia sfide maggiori di quelle affrontate in Puglia e il 2030 non è poi così lontano e il Polo unico regionale, per i rappresentanti del Movimento, sarebbe una strategia vincente a beneficio del turismo.
“E’ una proposta che avanziamo da tempo per affrontare un contesto concorrenziale in cui il potere di mercato è nelle mani di pochi vettori. Ho detto al Presidente Musumeci che a mio avviso il tema non può essere la privatizzazione, ma un serio coordinamento che il governo nazionale può senz’altro incentivare. Ormai è indispensabile fare sistema, ed è l’unica condizione per far tornare Birgi in pieno esercizio” ha concluso il sottosegretario Santangelo.

Come detto, era presente all’incontro anche una delegazione del comitato #sevolovoto, composta da Ignazio Passalacqua, Luca Sciacchitano, Caterina Loria e Maria Caprarotta. “Entrati sorridenti, siamo usciti seriamente preoccupati”, scrivono i rappresentanti del comitato.

“La situazione ad oggi è tragica, abbiamo uno scalo agonizzante, dei parlamentari in pieno silenzio sul tema aeroporto e, ad oggi, prendiamo atto che né la Regione, socio di maggioranza, né Airgest, società che gestisce lo scalo aeroportuale, hanno individuato delle soluzioni contro la possibile chiusura di Birgi. Il Presidente, con il quale abbiamo avuto un’interlocuzione cordiale e propositiva, ha chiesto al Comitato di avanzare proposte per il salvataggio dello scalo aeroportuale, proposte che saranno inviate nelle prossime ore. Contestualmente, il Presidente ci ha informato del fatto che alle dimissioni imminenti di Paolo Angius, attuale presidente Airgest, non seguirà nessun avvicendamento in quanto, allo stato attuale, non è stato trovato un sostituto alla presidenza per ragioni economiche. Tra le poche note positive bisogna annoverare che l’Assessorato al Turismo ha stanziato dei soldi per la promozione della provincia di Trapani ma, da due mesi, aspetta le proposte dal Distretto Turistico. In un’ottica di collaborazione e trasparenza, il Presidente ha acconsentito all’ingresso di un nostro rappresentante dentro il tavolo tecnico. Riscontriamo, da parte del presidente Musumeci, la volontà di aprire alla partecipazione della gestione della stazione aeroportuale ai comuni e ai privati con modalità da stabilire successivamente.  Infine, dopo aver inviato le nostre proposte, incontreremo nuovamente il Presidente per una valutazione delle stesse”.

redazione

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