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Salvini con il rosario in mano, il Vescovo Mogavero: “Chi è con lui non è cristiano”

“È ora di finirla. Non possiamo più stare zitti di fronte alle sparate di un sempre più arrogante ministro della Repubblica”. Lo ha detto il Vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Domenico Mogavero, dopo che il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha esibito, durante un suo comizio in Piazza Duomo a Milano, il Rosario. In questa occasione Salvini, esibendo uno dei simboli della religione cattolica ha detto: “La Madonna ci porterà alla vittoria”.

“Non possiamo più permettere che ci si appropri dei segni sacri della nostra fede per smerciare le proprie vedute disumane, antistoriche e diametralmente opposte al messaggio evangelico. Chi è con lui non può dirsi cristiano perché ha rinnegato il comandamento dell’amore”, ha concluso Mogavero che da stamattina partecipa all’Assemblea dei Vescovi italiani a Roma. Le parole di Mogavero fanno seguito alla presa di posizione del Vaticano – ma anche dielle testate Famiglia Cristiana, Avvenire e Civiltà Cattolica – fermo a condannare il gesto, l’ennesimo, del leader leghista. Il segretario di Stato vaticano Pietro Parolin è così intervenuto sull’episodio: “Io credo che la politica partitica divida. Dio invece è di tutti. Invocare Dio per se stessi è sempre molto pericoloso”. Dura la condanna di don Antonio Spadaro, direttore di Civiltà Cattolica: “Rosari e crocifissi sono usati come segni dal valore politico, ma in maniera inversa rispetto al passato: adesso è Cesare a impugnare e brandire quello che è di Dio”. “Il rosario brandito da Salvini e i fischi della folla a Papa Francesco, ecco il sovranismo feticista”, è il durissimo titolo dell’editoriale di Famiglia Cristiana sulla manifestazione di Milano.

E anche sul quotidiano Avvenire un “corsivo” definisce Salvini “… alfiere di un cattolicesimo tutto suo, distante dal magistero del Papa e della Chiesa”. Salvini però sembra guardare già oltre, rispondendo alle critiche: “Orgoglioso della nostra storia e delle nostre radici e di testimoniare una civiltà accogliente e generosa. Mi ha scritto l’Europa, il giudice, l’Onu, che stiamo violando i diritti umani, mi ha scritto un cardinale qua e un cardinale là. A tutti ho dato la stessa educata risposta: col mio permesso non sbarca nessuno”. Abbastanza contraddittorio, il Ministro, quando parla di cività generosa per poi nei fatti respingere i migranti. Un altro gesto – quello di Salvini a Milano – indubbiamente di marketing da parte sua e del suo staff, ma sicuramente di cattivo gusto, che ha scosso non solo il mondo cattolico.

redazione

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