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La mamma perfetta non esiste

Siamo arrivati al quarto appuntamento di MammAvventura. La cosa sta prendendo una strana piega, lo ammetto. La prossima settimana, per esempio, sono stata invitata a moderare un incontro fra genitori per offrire il mio punto di vista “tragicomico” (così è stato definito) sulla maternità e l’essere mamma (e, quando capita, anche papà).

Bellissimo. Non avrei mai pensato una cosa del genere.

Ecco, appunto. Non l’avrei mai pensata. Perché io i bambini li ho sempre amati, ma fino ad un certo punto. Come i cagnolini. Bellissimi, teneri, giocherelloni. Ma quando fanno la cacca e abbaiano possono tranquillamente allontanarsi dalla sottoscritta e ritornare dai loro amabili padroni.

Lo so, perdo punti quando dico così. Eppure è la verità.

Chissà, forse perché io un bambino in braccio non l’avevo mai preso, prima di sfornare mia figlia. E non ero mai stata ingannata dal loro odore e da quelle manine così piccole e paffute che sembrano finte. E da quelle gambe cicciottelle come quelle dell’omino bianco Michelin.

Insomma, siamo sinceri. Ci sono quelle donne che hanno sempre desiderato essere mamme. Che da piccole hanno sempre giocato a “mamma e figlia” e che da sempre hanno sentito l’istinto di maternità. Come se la loro vita fosse romanticamente improntata sul trovare l’uomo della vita e creare piccole creature indifese a cui donare amore e serenità.

Ecco, io non sono una di quelle. E non lo sono diventata. Io sono più una di quelle che se il ciuccio cade a terra, esclamo “tranquilla, sono tutti anticorpi”. O che se mia figlia mi chiede più parmigiano sulla pasta, allora faccio finta di versarne una bella dose abbondante sugli spaghetti asciutti, così lei è contenta. Ed io sono contenta.

Insomma, il massimo risultato con il minimo sforzo.

Ecco, non sono la mamma perfetta. Ho sempre usato il brodino liofilizzato acquistato in farmacia, piuttosto che fare il brodo vegetale casalingo con le carote e le patate biologiche del contadino di fiducia. Ho comprato i pannolini al supermercato in offerta a 7,99 euro (il pacco maxi super conveniente) , invece di quelli costosi e di puro cotone, con l’esclusivo filtrante a fori larghi “cattura pupù liquida”. Non ho mai indovinato la quantità di stelline da calare. Sempre troppa o troppo poca. In ogni caso erano sempre stelline cadenti.

Tante volte, magari, sono stata superficiale. Circondata da mamme apprensive, ipersensibili, super informate,  attente allo sviluppo della creatura secondo precise e dettagliate teorie e tecniche montessoriane, concentrate sulle specifiche regole di nutrimento  e (auto)svezzamento del pargolo, vigili sulla massima igiene del neonato, impegnate nella ricerca del meglio: la migliore culla, il miglior ciuccio, il miglior latte, il miglior asilo, la migliore compagnetta di banco.

Ed io. Presa un po’ alla sprovvista da tutto questo, distratta dal vano quanto buffo tentativo di essere una buona mamma (o almeno decente, tale da evitare una denuncia tipo al Telefono Azzurro!), una brava moglie, un’ottima impiegata, un’abile cuoca, con una forma fisica smagliante e una attenzione particolare alle rughe, alle smagliature post parto, alla cellulite, alle macchie solari.

E nell’ovvio risultato di non riuscire a fare bene, ma proprio bene, nessuna di queste cose.

Del resto, chi ci crede a queste mamme perfette da Mulino Bianco. Quella è pura finzione.

Una mamma lo sa, lo sa sempre. La mamma perfetta non esiste.

Michela Albertini

redazione

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