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Neofascisti ancora in azione a Marsala: svastiche e croci celtiche a Palazzo VII Aprile

Stavolta lo sfregio è arrivato direttamente al Palazzo di Città, lo stesso in cui l’Anpi di Marsala chiede una sede per poter accogliere studenti e visitatori e illustrare le proprie ricerche sui partigiani e gli internati militari siciliani.

Nella giornata in cui le istituzioni, i sindacati e la sezione marsalese dell’Anpi ricordavano il 25 aprile e la Liberazione con un sobrio corteo per le vie della città, conclusosi con la deposizione di una corona di fiori presso il Monumento ai Partigiani di largo san Gerolamo, qualcuno ha pensato di imbrattare Palazzo VII Aprile con i soliti simboli rievocativi del nazismo e del fascismo, la svastica e la croce celtica, ben visibili – come testimonia la foto – appena sotto e appena sopra il citofono di Sala delle Lapidi e dell’ufficio di presidenza. Di fronte al citofono, un’altra svastica e la scritta “partigiano infame”.

scritta e svastica a Palazzo VII Aprile

Qualche altro simbolo nazista è tornato a fare capolino anche in via Andrea D’Anna, una delle strade più bersagliate dai simpatizzanti del Terzo Reich, che già in passato ne avevano imbrattato i muri prima che un blitz dei giovani antifascisti trasformasse le svastiche e le croci celtiche in mulini a vento o disegni di altro genere. In passato, come più volte raccontato dalla nostra testata, scritte e simboli e dello stesso genere erano comparsi in altre strade del centro storico (da via Mario Nuccio a via Roma, da piazza Marconi a via Colocasio). In un’altra occasione, proprio presso il Monumento ai Partigiani era comparsa una scritta offensiva nei confronti del presidente dell’Anpi Pino Nilo, mentre più recenti sono quelle che inneggiavano a Luca Traini.

una svastica in via Andrea D’Anna

Proprio in questi giorni, dopo l’incursione dei tifosi della Lazio a piazzale Loreto con uno striscione pro Mussolini, i media nazionali hanno raccontato i diversi atti vandalici di matrice neofascista che si sono verificati a Milano, Bologna e Grosseto, includendo anche quanto avvenuto a Marsala.

Quel che colpisce stavolta è la location scelta dagli autori delle scritte: Palazzo VII Aprile rappresenta infatti il cuore della politica cittadina, la sede in cui si riunisce il Consiglio comunale che, con i suoi pregi e i suoi difetti, costituisce la massima espressione del dibattito democratico di una comunità. Lo stesso Palazzo di Città, in cui, come prima ricordato, l’Anpi di Marsala vorrebbe avere una sede, sulla scorta di quanto avviene in altri centri italiani che, simbolicamente, hanno concesso alla locale sezione dell’associazione nazionale partigiani un locale all’interno del Municipio. Nei giorni scorsi c’è stato un primo “no” in conferenza dei capigruppo, ma un gruppo di consiglieri ha firmato una mozione con l’obiettivo di riportare la proposta a Sala delle Lapidi in modo che sia il Consiglio nella sua interezza a pronunciarsi. L’auspicio è che le scritte e i simboli comparsi l’altro ieri notte a Palazzo VII Aprile non condizionino il voto in aula, come magari qualcuno vorrebbe.

“Condanniamo ogni gesto inneggiante a ideologie che non ci appartengono e che riteniamo morte e sepolte”, afferma il vicepresidente del Consiglio comunale di Marsala Arturo Galfano, rintracciato dalla nostra redazione nella sede del massimo consesso civico. Per Galfano, si tratta di atti deprecabili sempre, “a maggior ragione se compiuti nelle sedi istituzionali”. “Provvederemo tempestivamente a cancellare queste scritte”, assicura il vicepresidente del Consiglio comunale di Marsala.

Vincenzo Figlioli

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