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Come vivere in un Pesce d’Aprile

Ho visto umani inneggiare all’unica famiglia esistente al mondo, secondo loro, quella formata da un uomo e da una donna; li ho visti mentre dicevano che la donna esiste per la procreazione. Ho visto padri di famiglia picchiare le mogli davanti ai loro figli. Figli divenuti uomini che hanno rivolto insulti a donne, figli divenire vittime a loro volta. Ho visto politici di sinistra sudare dalla fatica per affermare un concetto a cui, probabilmente, non credono neanche loro, uomini della stessa sinistra dire “Aumentiamo gli stipendi ai parlamentari”; uomini della Lega ripudiare il Sud, uomini della Lega offrire il gelato a due ragazzi maghrebini e promettere “cittadinanza italiana”. Ho visto movimenti pro-life e pro “family” distribuire gadget a forma di feti, ho visto giornalisti spalmare sul web articoli sui feti-gadget ed oscurare la contro-manifestazione di Verona con 20mila persone che hanno sfilato per i diritti. I diritti quelli veri, tutelati dalla Costituzione Italiana, i diritti non di una famiglia, ma di un individuo. Ho visto persone criticare il noto “Family Day” e poi puntare il dito sulla vita privata dei loro simili; ho visto amici darti un appoggio, un sostegno concreto, amici che uccidono amici per “futili motivi” o altro, non importa.

Ho ascoltato TG annunciare morti di morbillo, non ho sentito TG elencare i morti, a migliaia, per tumore. Ho ascoltato in tv persino che ci sono genitori contro i vaccini, ma poi mi sono informata e ho letto che i no-vax rappresentano l’1% della popolazione. Mi sono stupita anche dei pro-vax, quelli davvero numerosi, quelli per cui va bene tutto, mi sono stupita perchè ho visto un uomo morire per la reazione ad un vaccino antinfluenzale. Ho letto commenti osceni a grandi personaggi per aver espresso un’idea intelligente o sensata, li ho letti anche contro assassini; ho scrutato altri commenti da tifo da stadio per gente che un’idea era meglio che la esprimeva tra le loro quattro mura domestiche e non sui Social Network. Ieri mi sono svegliata con la testa piena di pensieri e ho guardato la data sul cellulare: 1° aprile. Ho pensato fosse uno scherzo fino a quando non ho sentito Samuele Bersani cantare: “Mi sembra impossibile da non capire, è come vivere in un pesce d’aprile”.

redazione

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Tags: Pesce d'aprile