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L’Ars approva le variazioni di bilancio. Incerto il futuro di Ipab e Consorzi di Bonifica. Ripristinata la premialità per la differenziata

Sono state approvate, alle 6.30 di questa mattina, le variazioni del Bilancio della Regione siciliana. Una sessione fiume per trovare l’accordo in Commissione Bilancio con le opposizioni, dure a mollare e che hanno più volte bocciato i provvedimenti in Assemblea. Adesso, approderà all’Ars il ddl sulle variazioni di bilancio per essere incardinato e discusso successivamente. Diversi i malcontenti di 5 Stelle e del PD, che avevano definito la manovra iniqua, “… che taglia previsioni di spesa fondamentali in maniera scriteriata, anche in violazione delle ordinarie procedure parlamentari” come ha affermato il capogruppo del Pd all’Ars, Giuseppe Lupo. Il ddl prevede un fondo per i comuni in dissesto e per l’ex provincia di Siracusa. I restanti 10 milioni del fondo verranno ripartiti in relazione al numero di abitanti, per il 20% ai Liberi Consorzi siciliani e per l’80% ai comuni in dissesto. Una cifra irrisoria considerando che, Siracusa a parte che ha già dichiarato lo stato di default, tutte le ex Province stanno sfiorando il tracollo.

Il Libero Consorzio trapanese sta già tirando la cinghia tagliando, come primi provvedimenti, le spese per le sedi scolastiche che, per il vero, negli anni passati hanno toccato cifre esorbitanti, le più alte d’Italia come affitti. Ma le alternative sono poche, i progetti da finanziare tanti, le strade al buio – come quelle del litorale Mediterraneo e così anche il versante nord della Riserva dello Stagnone che necessità di interventi sia per la strada che costeggia Villa Genna, ancora transennata (le mareggiate di qualche settimana fa hanno portato detriti sul manto) e i solarium distrutti, da rifare. Come sottolinea l’onorevole di Forza Italia Giuseppe Milazzo, “… abbiamo fatto tesoro delle cose che abbiamo sentito, dai lavoratori dell’Esa ai Consorzi di bonifica, fino ai Comuni in predissesto. Abbiamo raccolto queste cose e abbiamo dato mandato di reperire più risorse per rispondere quanto più possibile a tutte queste esigenze”. La CIA, Confederazione Italiana Agricoltori, ha più volte sollecitato l’Assessorato all’Agricoltura per intervenire sui Consorzi di Bonifica, che nell’ultimo periodo ha ricevuto diverse intimidazioni, come i proiettili inviati alla sede agrigentina. “Abbiamo liberato altri 20 milioni di euro e li abbiamo messi in circolo per coprire gli stipendi. Nessuno resta fuori ad eccezione dei lavoratori delle Ipab, per i quali il governo si è impegnato a portare in Aula un provvedimento tampone”, ha affermato ancora Milazzo. Ma ci si sta lavorando”.

Nel frattempo però, la Casa di Riposo “Giovanni XXIII” di Marsala ha chiuso i battenti, i lavoratori – 15 di ruolo e 5 precari – aspettano ancora gli stipendi pregressi non pagati (40 mensilità per la precisione), e i circa 24 ospiti dell’Ipab sono stati portati lontani da casa, in altre città della Provincia. L’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Marsala, Clara Ruggieri, spera che sia un trasferimento temporaneo, una chiusura non definitiva insomma, ma bisognerebbe davvero essere positivi in questa circostanza. L’assessore Ruggieri però può contare sul REI, Reddito di Inclusione Attiva, che il comune di Marsala ogni anno promuove – e che ha avuto diverse centinaia di domande col passare del tempo -, perchè non solo è stato mantenuto in vita per le fasce più deboli, ma verrà raddoppiato come deciso dalle norme nazionali in merito. Di parere opposto il versante democratico. “E’ una manovra iniqua che non tiene in alcun conto le richieste dei sindaci dei Comuni in dissesto e predissesto di creare un fondo che consenta loro di prestare i servizi essenziali ai cittadini – ha affermato il deputato del PD, Lupo, sostenuto da Barbagallo, componente della Commissione Territorio e Ambiente -, definanzia il reddito di inclusione per le fasce più deboli, taglia il fondo per i progetti individuali per i disabili, abolisce il finanziamento per le consulte giovanili, riduce le risorse destinate alle Ipab, taglia i fondi per i farmaci innovativi, ecc. Ciò dimostra che il Governo guidato da Musumeci non è in grado di guidare la Sicilia”. Torna la norma che destina risorse ai comuni virtuosi che superano la soglia del 65% di raccolta differenziata – e che in un primo momento era in bilico – che possono contare su queste somme “. Sono più di trenta i comuni siciliani che superano la soglia del 65% di differenziata: secondo la classifica stilata per il 2018, per la Provincia trapanese, solo Pantelleria godrà del premio (soglia al 68%), mentre il Comune di Marsala è in fascia “blu” raggiungendo il 53% ed il Comune di Petrosino che gode di una menzione speciale per aver superato il 70% di differenziata con una performance mensile elevate oltre il 50%.

A parlare è il deputato di Sicilia Vera, Danilo Lo Giudice: “Si tratta in particolare di 31 comuni cui lo scorso anno era stato destinato complessivamente un importo di 5 milioni di euro che però la Giunta aveva deciso di ridurre considerevolmente. In questi comuni la differenziata tocca punte anche del 82%. E’ stato evitato uno scippo a danno di quelle amministrazioni che si impegnano e raggiungono risultati di tutto rispetto. Per molti di questi comuni, che hanno bilanci molto piccoli, un contributo di 150 o 200 mila euro può fare la differenza fra il garantire o non garantire servizi essenziali ai cittadini e conferma che la Regione non può considerare i Comuni come un bancomat cui attingere a suo piacimento”.
redazione

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Tags: Ars variazioni