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Il musicista francese Alix Tucou presenta il suo album al Convento del Carmine

Il giorno 5 di ottobre alle ore 21, presso l’affascinante spazio dell’Ente Mostra Nazionale di Pittura Contemporanea della Città di Marsala, Alix Tucou Bass- Trombonist e compositore di fama internazionale presenterà il suo album da solista “Technology and Bones”. Opera già presentata, per la prima volta, in occasione del FurtherComplications Festival, presso lo spazio sperimentale SPECTRUM sito in Brooklyn (NYC): uno spazio che ha ospitato numerosi e rinomati nomi provenienti dall’Europa, Nord America e Sud America.

Il concept di tutto il lavoro di Tucou è basato su una riflessione legata al rapporto che esiste tra la tecnologia e l’umanità e come quest’ultima possa influenzare la percezione di un essere umano riguardo l’ambiente che lo circonda. Ecco perché tutte le tracce presentate dall’artista hanno una continua relazione con suoni e tecnologie provenienti da diversi ambienti che dialogano, secondo tempistiche d’improvvisazione, con uno strumento analogico (in questo specifico caso il bass-trombone) che, a differenza dei suoni meccanici e tecnologici, crea una melodia per mezzo del fiato umano. Da qui, infatti, il titolo Technology and Bones.

I brani sono dei veri e propri dipinti dell’immaginario estetico soggettivo, suoni e mix surreali che trasportano il fruitore in luoghi che includono reminiscenze magrittiane. Viaggi in tempi che non esistono; spazi e corridoi che non hanno una fine, scatole, cubi, scacchiere, labirinti escheriani, ingranaggi che si muovono sinergicamente, ritmicamente, ossessivamente ma che non costruiscono nessuna macchina utile; porte che si aprono su cascate dove non si riesce a vedere la fine; stanze vuote ma colme di gente che non si riconosce; vuoti d’aria sotto terra; sale da cinema non più esistenti che continuano a trasmettere film in bianco e nero; treni che arrivano ogni giorno in destinazioni sempre diverse con passeggeri dalle valigie triangolari e stazioni dove avvengono incontri con persone che ci hanno lasciato da tempo.

Melodie che lasciano spazio alle sensazioni più inconsce, suoni che tirano fuori quella parte che molto spesso lasciamo dormiente: quella parte che abbiamo lasciato sul cuscino della nostra infanzia, dimenticando quanto fosse eccitante cancellare il soffitto della nostra casa per riuscire a scorgere un universo non esclusivamente fatto di stelle e pianeti. Technology and Bones è un inno all’immaginazione, anche per chi non ha mai trovato un medium d’espressione, perché per Alix Tucou la mente può diventare il nostro migliore contenitore artistico.

redazione

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Tags: Alix Tucou