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Mario Crispi porta i fiati dei cinque continenti alle Cave di Cusa

Prosegue alle Cave di Cusa di Campobello la rassegna “A ventu… Abbentu”, diretta da Giacomo Bonagiuso. Dopo il successo dello spettacolo d’apertura, “Mythodea”, il secondo appuntamento sarà nel segno della musica e avrà come protagonista Mario Crispi, leader ed anima degli Agricantus, il gruppo che meglio ha raccontato le contaminazioni della musica siciliana in relazione alle armonie senza barriere dell’intera area mediterranea.

Domenica 5 agosto, a partire dalle 21, presso il Baglio Florio delle Cave di Cusa Mario Crispi presenterà il progetto artistico “Soffi”, utilizzando strumenti a fiato di cinque continenti diversi: il ney (persiano, turco e arabo), il selijefløyte lappone, le zummara nordafricane, le launeddas sarde, l’arghoul egiziano, il clarinetto balcanico, l’antara e il sikus andini, il duduk turco, il marranzanu siciliano, il didjeridoo australiano.

Proveniente da una famiglia di origine arbëreshë albanese della provincia di Palermo, Mario Crispi inizia a studiare musica nel 1976 da autodidatta e nel 1979 fonda il gruppo musicale Agricantus, con cui realizza dischi, concerti e progetti musicali. Specializzato in strumenti a fiato provenienti dalle culture di tradizione orale di tutto il mondo, ha effettuato diverse collaborazioni.

Come esecutore di musiche per strumenti a fiato precolombiani partecipa nel 1994 alla registrazione del CD Il Secolo d’Oro nel Nuovo Mondo Villancicos e Orationes del ‘600 latino-americano con l’Ensemble Elyma, diretto da Gabriel Garrido. Dal 1995 partecipa come interprete e coautore di musiche per strumenti a fiato etnici di varie colonne sonore dei film Il Bagno Turco (vincitore del Globo d’Oro 1997 per la colonna sonora), Elvjs e Merilijn, I Giardini dell’Eden e a varie produzioni discografiche quali Rinascimento di Trancendental, Aizete’ di Enzo Avitabile, Atlante di Brothers e Darmadar.

Alla fine degli anni novanta concepisce il suo progetto da solista intitolato Soffi, basato su un’investigazione sonora sugli strumenti a fiato provenienti da tutto il mondo, pubblicando il suo primo concept album omonimo. Nel 2002 partecipa alla nascita della mostra itinerante per il mediterraneo “Islam in Sicilia: un giardino tra due civiltà”, che lo vede come ideatore di alcune installazioni sonore. È ideatore del festival Paesaggi di suoni di Tuscania (VT) di cui è anche direttore artistico. Nel 2008, dà vita, insieme a Francesco Calabria, a Palermo, al collettivo/laboratorio musicale “FolkaLab” con cui realizza performance di creazione collettiva estemporanea guidate di volta in volta da conduttori diversi e basato sull’interazione tra forme espressive diverse. Nel 2009 crea il progetto Arenaria, sulle sedimentazioni musicali e culturali mediterranee presenti in Sicilia, con cui produce e pubblica l’omonimo CD. Nel 2011 pubblica in duo con il sassofonista sardo Enzo Favata l’album “Insulae” e, sempre nel 2011, da vita al progetto R.A.M. (Risonanze Arcaiche Mediterranee) con il quartetto Arenaria e GliArchiEnsemble, orchestra d’archi di Palermo.

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redazione

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Tags: AgricantusGiacomo BonagiusoMario Crispi