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Scuola, il prossimo anno inizia il 12 settembre. Meno vacanze e più ore in classe. Anna Maria Angileri: “l’assessore regionale sbaglia”

Il governo regionale guidato da Nello Musumeci dichiara guerra ai ponti scolastici e alle gite d’istruzione.

Venerdì scorso, l’assessore regionale all’ Istruzione Roberto Lagalla, ha firmato il decreto che stabilisce le date del calendario scolastico 2018/2019 in Sicilia. Il via avrà luogo il 12 settembre. Sono previste due novità che non sono passate inosservate agli insegnanti e ai dirigenti scolastici siciliani. “Abbiamo allungato il periodo di 4 giorni – ha spiegato Lagalla – rispetto a quest’anno arrivando a quota 211 giorni di scuola. E lo abbiamo fatto iniziando il 12 settembre, due giorni prima rispetto al 2017/2018, rendendo nuovamente giornata scolastica il 15 maggio, festa dell’Autonomia regionale, in cui le scuole approfondiranno i temi dell’autonomia regionale e rientrando dalle vacanze di Natale il 7 gennaio, che è un lunedì, anziché il giorno successivo”.

Ma è l’altra novità che ha fatto saltare dalla sedia i presidi dell’Isola. E sono iniziate subito le polemiche che vedono in prima fila gli operatori scolastici, dirigenti in testa. “In pratica – ci ha detto Anna Maria Angileri preside del Pascasino ed assessore alla Pubblica Istruzione del comune di Marsala – scolari e studenti dovrebbero il prossimo anno dire addio a visite a musei, parchi naturali, rappresentazioni teatrali e cineforum, così come a stage linguistici all’ estero, all’ alternanza scuola-lavoro e alla miriade di attività che si svolgono ogni anno grazie alla scuola, come se queste attività non fossero didattiche e per didattica si intendessero solo le ore d’insegnamento frontale. I bisogni della scuola li conosce la scuola non la Regione. Quelle che facciamo fuori dalle classi sono a tutti gli effetti attività didattiche. Perché l’assessore non si consiglia con i presidi prima di innovare?” .

Secondo altri dirigenti scolastici che abbiamo interpellato, in questo modo sarebbe impossibile portare avanti tutte le attività che si svolgono annualmente negli istituti”. “I ragazzi non potrebbero quindi assistere neppure alla presentazione di un libro – spiega ancora Anna Maria Angileri -. L’assessore si sbaglia  i viaggi d’istruzione sono attività didattica a tutti gli effetti tanto è vero che siamo responsabili a tutto tondo. Questa norma finirà per creare ancora più confusione nel mondo della scuola”.

Gaspare De Blasi

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