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Contro il Far West/2

Che sia una delle campagne elettorali più brutte della storia, sono in molti a pensarlo. Ma l’escalation delle ultime settimane somiglia sempre più all’anticamera di una stagione di scontri e violenze.

L’inquietudine che da queste colonne avevamo manifestato all’indomani della sparatoria di Macerata di cui era stato protagonista il giovane di estrema destra Luca Traini è ulteriormente cresciuta con i fatti delle ultime ore. Le cronache dei giornali nazionali sembrano un bollettino di guerra, a cominciare dal pestaggio del segretario provinciale di Forza Nuova Massimo Ursino, circondato, legato e picchiato a sangue da sei aggressori a volto coperto. L’episodio è stato rivendicato da un comunicato che spiega come Ursino sia stato “colpito in maniera esemplare” in vista del comizio che il leader nazionale di FN Roberto Fiore terrà nei prossimi giorni a Palermo. Sembra di essere tornati agli anni ’70, quando i movimenti eversivi si vantavano delle loro gesta, con l’idea di “colpirne uno per educarne cento”.

Chi difende la nostra democrazia e lo Stato di diritto da qualsiasi tentativo di ritorno al passato, non può non provare sdegno e angoscia di fronte a tutto ciò. Sentimenti che restano intatti anche dopo aver letto il curriculum di Ursino, protagonista di episodi di brutale violenza con l’aggravante dell’odio razziale: nel 2005 aveva aggredito e bastonato assieme a due complici un nigeriano e un giovane originario di Siracusa, mentre l’anno dopo era stato arrestato per aver rapinato e picchiato a sangue due immigrati del Bangladesh nel centro di Palermo di fronte al teatro Massimo, sempre in compagnia di altri due sodali. E’ vero che “chi semina vento raccoglie tempesta”, ma il migliore antidoto contro la violenza e l’intolleranza resta il nostro sistema legislativo, nato da quella Costituzione antifascista che dovrebbe rappresentare un punto di riferimento costante per tutti noi.

La storia ci insegna che le aggressioni generano rappresaglie di portata ancora superiore. Forse sarà un caso, ma qualche ora dopo il pestaggio di Ursino un militante di Potere al Popolo è stato bastonato e accoltellato a Perugia e un gruppo di Forza Nuova ha tentato di fare irruzione negli studi televisivi di Roma in cui si registra “DiMartedì”, il programma condotto da Giovanni Floris.

Di fronte a tutto ciò, appare oltremodo preoccupante l’allarme lanciato dai servizi segreti, nella loro relazione annuale, a proposito del rischio di eversione interna. Un monito che ci riporta indietro, ai periodi più bui nella storia del nostro Paese, in cui apparati deviati dello Stato e criminalità organizzata si incunearono negli scontri politici orientandone le sorti a loro piacimento. La sensazione è che qualcuno, in queste ore, si stia già organizzando in tal senso. E come spesso è accaduto in passato, gli opposti estremismi saranno funzionali solo a chi vuol rendere questo Paese meno libero, meno civile e meno democratico.

Vincenzo Figlioli

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Tags: antifascismofar westForza NuovaLuca TrainiMassimo Ursinoneofascismo