Categorie: AperturaPoliticaPolitiche 2018

Antonio Lombardo (M5S): “Dimostreremo di saper governare”

Antonio Lombardo è capolista del Movimento 5 Stelle alla Camera nel collegio plurinominale che comprende Marsala, Trapani, Alcamo e gran parte dei Comuni del trapanese, oltre ad alcuni centri del palermitano (tra cui Bagheria). Più votato dagli iscritti alle parlamentarie di metà gennaio, Lombardo è un avvocato alcamese, che fa parte del gruppo storico del locale meet up, di cui è stato tra i fondatori assieme al deputato regionale Valentina Palmeri e all’europarlamentare Ignazio Corrao.

Nel fine settimana sono stati pubblicati i risultati delle parlamentarie. Lei è stato votato da 208 iscritti del Movimento. Quindi, è risultato il primo candidato nella lista del proporzionale. Si aspettava tale esito?

Intanto, approfitto dell’occasione per ringraziare quelli che mi hanno votato e mi hanno dato questa fiducia. Non mi aspettavo di arrivare il primo, ma, comunque, mi aspettavo un buon riscontro. Poi, non sapevo se sarei arrivato primo, secondo, terzo o quarto, ma pensavo di classificarmi tra i primi, questo sì. Più o meno, i nomi che circolavano tra gli attivisti sono stati quelli del risultato finale delle parlamentarie, quindi: io, Aiello, un ragazzo che conosco di Casteldaccia, Enzo D’Onofrio, un vecchio attivista di Trapani, il quale si è ritirato successivamente.

Una sua probabile elezione condurrà Alcamo ad essere rappresentata anche a livello nazionale, dopo la conquista della carica politica europea, regionale e locale. Dunque, qui il Movimento 5 Stelle potrebbe fare il pienone e la sua città si confermerebbe come la più rappresentata dai pentastellati. Ciò vi investe di un’importante responsabilità?

Certo. Intanto, il caso alcamese per le dimensioni della città, 45 mila abitanti, è un caso che entrerà sicuramente nella storia. Più unico che raro, perché avere tutte queste rappresentanze ai vari livelli ci inorgoglisce, ma, allo stesso tempo, ci responsabilizza. In particolare, a me. Sulle mie spalle sento di avere una fortissima responsabilità, perché si è iniziato a costruire un percorso ad Alcamo che, adesso, dobbiamo portare a termine. Dobbiamo dare dei risultati tangibili alla gente. È arrivato il momento, veramente, di dimostrare che noi non siamo, come molto spesso ci definiscono, solo opposizione, solo il partito del no, ma siamo il partito della proposta, il partito di coloro che sanno realmente governare e portare dei risultati al proprio territorio. Quindi, l’obiettivo mio è soprattutto questo: portare risultati concreti ad Alcamo e a tutto il territorio in genere.

Lei è stato uno dei fondatori del meetup della sua città e collaboratore parlamentare di Valentina Palmeri. Si può dire che ha fatto la gavetta rispetto a chi si è lanciato da mero sconosciuto in questa avventura?

Sì, abbiamo iniziato nell’estate del 2012. Sono stato insieme a Valentina Palmeri, Ignazio Corrao e altri attivisti, tra i primi a credere in questo progetto. Devo dire che all’inizio non è stato semplice, perché ci sono stati momenti in cui eravamo pochi. Poi, momenti in cui siamo diventati un bel numero. Quindi, sì, siamo stati tra i primi a crederci e governando Alcamo ci crediamo ancora di più. Per carità, voglio precisare una cosa rispetto a chi arriva in un momento successivo. Chi è arrivato prima non significa che meriti di più rispetto all’ultimo arrivato. L’importante è avere ben chiaro gli obiettivi e i principi all’interno dei quali si organizza questa battaglia, questo cambiamento che si auspica arrivi presto. Quindi, o prima o dopo, l’importante è che uno abbia chiari i principi del Movimento 5 Stelle, che li rispetti soprattutto nelle azioni quotidiane.

Dopo cinque anni Alcamo, con la sua elezione, potrebbe tornare ad essere rappresentata all’interno del Parlamento.

Credo che l’ultimo rappresentante parlamentare sia stato il senatore Papania che, poi, non fu ricandidato nel 2013. Successivamente, c’è stata questa vacatio. Adesso, con tutta probabilità ci sarò io e, forse, l’avvocato Pugliesi, nell’ipotesi di una sua elezione. Non conosco bene l’operato degli ex onorevoli alcamesi, nel senso che non conosco nel dettaglio il tipo di azioni che, comunque, hanno posto in essere. Quindi, non mi sento di giudicare il loro operato politico. Ovviamente, poi, l’opinione pubblica, è risaputo, è stata investita da altre questioni, relativamente agli ultimi rappresentanti parlamentari che abbiamo avuto. Soprattutto, questioni giudiziarie, sulle quali lì il giudizio spetta alla magistratura. I processi sono ancora in corso. Il loro operato politico non mi sento di giudicarlo proprio perché non lo conosco nel dettaglio. Di certo, posso dire che il PD, che era rappresentato dal senatore Papania, ha amministrato Alcamo più o meno negli ultimi 20 anni e il fatto che, comunque, la popolazione alcamese ha votato in massa il Movimento 5 Stelle, ribellandosi ad un sistema consolidato che si perpetrava da anni, avrà anche una sua motivazione. Questo riguarda il giudizio politico espresso dai cittadini alcamesi.

Quali punti del programma del Movimento crede di poter conseguire?

Voglio essere un reale rappresentante dei cittadini e soprattutto del territorio e dei suoi problemi. Una cosa che ho detto qualche giorno fa, in un incontro con alcuni operatori del settore agricolo, è che a me piacerebbe entrare, ovviamente dipende anche da quali saranno le indicazioni del gruppo parlamentare che io adesso non conosco, in commissione agricoltura proprio perché Alcamo è un territorio a maggiore vocazione agricola. La principale economia non solo di Alcamo, ma della provincia di Trapani, è quella dell’agricoltura che, per ora, sta avendo notevoli problemi. Io non voglio essere specializzato in una materia perché, ovviamente, porterò tutte le istanze come deve fare un parlamentare. Un parlamentare deve portare tutte le istanze di tutti i settori produttivi e non solo. Però, il settore dell’agricoltura per me riveste una rilevanza particolare perché sta attraversando un periodo problematico.

Come lei ha accennato, in questa competizione elettorale sarete due cittadini alcamesi candidati al Parlamento: lei e Tiziana Pugliesi, la quale è in lizza per l’uninominale con la coalizione di centro-destra. Ad Alcamo, dunque, sono scomparsi i partiti che hanno segnato nel bene o nel male la storia di questa città?

Non conosco l’avvocato Pugliesi personalmente. So che è una persona seria e preparata a cui faccio l’in bocca al lupo perché, a differenza mia, è candidata nel listino uninominale. Comunque, la sua elezione è in bilico, nel senso che se la deve giocare con gli altri partiti. In particolare, in provincia di Trapani. Nel collegio credo che la sfida sia proprio tra i 5 stelle e la coalizione di centro-destra. È vero, in qualche modo, il Movimento 5 stelle ha scompaginato gli equilibri del panorama politico italiano. Secondo quanto dicono i sondaggi un terzo dell’elettorato sembrerebbe preferire il Movimento 5 Stelle agli altri partiti. In particolare, ad Alcamo vi è la mancanza del Partito Democratico, che ha dominato e a governato il paese negli ultimi 20 anni. La sua capacità elettorale si è ridotta e, forse, pure per la mancanza di riferimenti istituzionali come li aveva prima, e che potevano essere: il sindaco, il senatore, o l’onorevole Ferrara quando era all’ARS. Devo dire, allo stesso tempo, c’è un gruppo di giovani democratici che vedo abbastanza impegnati. Non so che tipo di azioni stanno intraprendendo. Hanno un rappresentante all’interno del Consiglio comunale, il consigliere Cracchiolo, che penso stia facendo un buon lavoro. Dovrebbero avere secondo me più coraggio.

Riguardo le defezioni nel Movimento delle ultime ore, conseguenti al voto delle parlamentarie, in particolare quella di Chiara Di Benedetto, che è la parlamentare uscente, e di Antonio Angileri, il candidato sindaco del 2015 di Marsala: la loro critica sull’operato dei 5 stelle vi indebolisce in provincia o no?

Non penso ci indebolisca. Ovviamente, non condivido le loro posizioni. Per carità, le rispetto. Sono punti di vista. La cosa che salta all’occhio immediatamente è che, comunque, queste defezioni avvengano all’indomani di un risultato per loro negativo. La Di Benedetto che arriva quarta e, quindi, con poche possibilità di essere eletta, e Angileri che non si classifica neanche tra i membri supplenti. Quindi, l’indomani decidono polemicamente di uscire dal Movimento 5 Stelle. Dunque, la cosa mi lascia con qualche dubbio in merito all’opportunità del momento, perché se non condividevano certe dinamiche all’interno del Movimento potevano esprimerlo anche prima e non in questo momento. Alla fine non penso ci indeboliscano perché, comunque, si tratta di casi isolati. Ovviamente, i mass media cercano di enfatizzare queste fuori uscite, ma, a mio modo di vedere, chi vota il Movimento 5 Stelle ha le idee ben chiare. Non credo che queste fuoriuscite possano determinare un abbassamento del nostro peso politico.

Linda Ferrara

redazione

I commenti sono chiusi.

Condividi
Tags: Antonio AngileriAntonio LombardoChiara Di BenedettoIgnazio CorraoValentina Palmeri