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Il presidio marsalese di Libera ha ricordato Vito Pipitone, il sindacalista ucciso dalla mafia

Anche quest’anno il presidio marsalese di Libera ha ricordato Vito Pipitone, il sindacalista di Federterre ucciso dalla mafia l’8 novembre del 1947. Una delegazione del presidio, peraltro intestato alla memoria dello stesso Pipitone, si è recata come ogni anno presso il luogo della memoria (una traversa di via Bue Morto) in cui è stato realizzato un piccolo ma prezioso spazio commemorativo grazie al contributo di alcuni artigiani locali. All’iniziativa, oltre ad un gruppo di componenti del presidio di Libera, hanno partecipato anche i familiari di Pipitone e l’assessore alle politiche sociali del Comune di Marsala, Clara Ruggieri.

Il brutale assassinio, di cui ricorre il 70esimo anniversario, si inserisce nell’ambito dell’attacco che la mafia, in combutta con i grandi proprietari terrieri, sferrò in quegli anni ai rappresentati sindacali che si battevano in tutta la Sicilia per l’effettiva applicazione della legge Gullo, che prevedeva l’assegnazione delle terre incolte ai braccianti agricoli riuniti in cooperative. Tra le vittime di quegli anni, i nomi più noti sono quelli di Placido Rizzotto, Accursio Miraglia e Salvatore Carnevale. In totale, però si calcola che tra il 1944 e il 1948 furono più di 40 i sindacalisti caduti sotto i colpi di Cosa Nostra.

Nei prossimi giorni si terranno altre iniziative in memoria del sindacalista lilybetano, organizzate dall’associazione antimafie e antiracket “La verità vive” e dalla Camera del Lavoro di Marsala.

redazione

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Tags: Libera MarsalamafiaVito Pipitone