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I Giardini della Vittoria e le chiavi del centro storico di Marsala

Come abbiamo scritto ieri, l’amministrazione comunale ha deciso di smantellare parte dei Giardini della Vittoria, che da quattro anni e mezzo colonizzano gran parte della piazza di Porta Nuova. Un’installazione che non è mai stata particolarmente amata dai marsalesi, che ne hanno spesso criticato l’aspetto invocando a più riprese un ritorno al passato. A un’opera del genere è facile fare le pulci: potremmo sottolineare che avesse un senso come installazione provvisoria (com’era inizialmente stata concepita) ma non come giardino permanente; potremmo discutere sul prato sintetico o sulla scelta delle piante, così come sulle aiuole troppo alte che coprono la visuale della Porta; potremmo evidenziare come molti giovani riuscissero a nascondersi o a mimetizzarsi tra le frasche per la compravendita o il consumo di sostanze stupefacenti. Ed è proprio su quest’ultimo punto che l’amministrazione ha puntato per smontare una parte del muro di recinzione e delle aiuole, tenendo conto delle numerose denunce giunte da residenti o esercenti che hanno una visione quotidiana su quanto accade in Piazza della Vittoria ogni sera.

Il dibattito in corso dimentica un aspetto: ci sono centinaia di ragazzi per cui quei detestati giardini sono diventati un punto di riferimento e sicuramente non sono né spacciatori, né tossicodipendenti. Sono adolescenti alla disperata ricerca di uno spazio di socialità da condividere con i propri coetanei. Anche loro desidererebbero avere qualcosa in più dalla loro città: uno skatepark, piste ciclabili, una spiaggia sul lungomare cittadino, luoghi in cui poter suonare, recitare o disegnare. Sono costretti ad accontentarsi di fare la spola tra piazza Matteotti e piazza della Vittoria alla ricerca di qualcosa che non c’è, condividendo sogni e progetti da realizzare altrove. Ogni volta che si prova a immaginare qualche occasione per loro (lo abbiamo visto per il Fab Lab, il Baluardo Velasco o per altri progetti dedicati a loro) una parte della città che li guarda come se fossero intrusi. Un po’ come si guardano i bimbi che si muovono allegramente in salotto minacciando la collezione di swarovsky della nonna.

Così, mentre tanti cittadini maturi, illuminati e consapevoli si compiacciono dello smantellamento dei giardini di Porta Nuova e l’amministrazione annuncia altri progetti nell’aria per la piazza vale la pena sottolineare che non vorremmo mai che si tornasse ai tempi del parcheggio gestito dai posteggiatori abusivi, del chiosco senza autorizzazioni e dell’incendio alla panineria Kalòs. Anche perchè in quel tempo da tanti ricordato con nostalgia, Porta Nuova era tutto fuorchè la piazza della sicurezza e della legalità. Più che al passato, sarebbe il caso di guardare al futuro che potrebbe passare, ad esempio, dalla realizzazione del progetto dell’architetto Giovanni Nuzzo che anni fa si aggiudicò un concorso internazionale di idee per il restyling dell’area. O a un sistema integrato in cui i viali tornino pienamente fruibili e il Parco archeologico possa essere qualcosa in più di un’occasione mancata o colta a metà. Contestualmente, l’attenzione mostrata nei confronti dei giardini da tanti cittadini andrebbe trasferita alla carenza di luoghi di aggregazione per giovani.

Se continuiamo a tenere le chiavi del centro storico lontane dalle mani degli adolescenti non avremo alcuna speranza di vederli tornare nel momento in cui lasciano questa città per cercare spazi e fortuna altrove. E Marsala si trasformerà inesorabilmente in un cimitero per elefanti, in cui resterà solo chi ha tutto o chi non ha niente.

Vincenzo Figlioli

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