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Regionali 2017: tutti i nomi dei candidati alla Presidenza. Nelle ultime ore lanciata anche l’ipotesi Gucciardi…

Com’era nelle aspettative, è stato un agosto molto caldo per la politica siciliana. Nel giro di poche settimane numerose sono state le novità che hanno concorso a definire un quadro adesso più chiaro sulle candidature e le coalizioni in campo per le regionali del prossimo 5 novembre. Giancarlo Cancelleri (M5S) ha trascorso questi giorni in giro per la Sicilia assieme allo stato maggiore pentastellato (da Luigi Di Maio ad Alessandro Di Battista) riempiendo le piazze con la consapevolezza di essere al momento il principale favorito per la presidenza della Regione.

Sono però cresciute notevolmente in queste ore le quotazioni dell’attuale presidente della Commissione regionale antimafia Nello Musumeci, che dopo le sconfitte contro Totò Cuffaro e Rosario Crocetta è riuscito stavolta a riunire tutto il centrodestra, convincendo Gaetano Armao e Roberto Lagalla a fare un passo indietro per sostenere il suo progetto politico, con la benedizione di Silvio Berlusconi che si è attribuito i meriti della ritrovata unità tra i moderati. Un’ampia coalizione che somiglia tanto a quelle che il centrodestra riusciva a imbastire negli anni del 61 a 0, con tanto di foto di gruppo in cui si rivedono persino gli ex ministri Gianfranco Miccichè e Ignazio La Russa, oltre che il leader di Cantiere Popolare Saverio Romano.

Resta fuori da questo schieramento, almeno allo stato attuale, l’Alleanza Popolare di Angelino Alfano che alla fine sembra aver scelto di confermare l’allenza con il Pd già sperimentata a Palermo con Leoluca Orlando. Proprio il sindaco del capoluogo è stato il regista dell’operazione che ha portato all’investitura del Rettore dell’Università di Palermo Fabrizio Micari. Il Pd però non ha ancora ufficializzato il proprio sostegno a quest’ultimo, che dovrebbe essere sancito dalla direzione regionale nelle prossime ore. Da un lato c’è infatti Davide Faraone che spinge da giorni per chiudere il cerchio intorno al Rettore e avviare la campagna elettorale sottolineando la discontinuità rispetto al governo Crocetta. Dall’altro lato c’è il segretario Fausto Raciti che vuole evitare di andare allo scontro con il Presidente in carica, ricordando che nella sua squadra ci sono assessori indicati proprio dal Pd, come Antonello Cracolici e Baldo Gucciardi. Poi c’è Crocetta, che continua a difendere il lavoro di questi 5 anni e non intende mettersi da parte silenziosamente come qualcuno vorrebbe: preso atto dell’impossibilità di celebrare le primarie per la designazione del candidato presidente, l’ex sindaco di Gela ha cercato in tutti i modi di costruire una candidatura alternativa a Micari (ritenuta “perdente”). Da alcune indiscrezioni pare che Crocetta abbia anche incassato una disponibilità di massima da parte dell’attuale assessore alla sanità Baldo Gucciardi: un’eventualità che rimetterebbe in discussione la candidatura del Rettore palermitano e il perimetro della coalizione. Tuttavia le ultime dichiarazioni del presidente della Regione sembrano configurare un riallineamento del gruppo di Crocetta attorno al progetto Micari, della cui validità si dice pienamente convinto della validità il deputato regionale socialista Nino Oddo, che suggerisce di proporlo in tandem con Giovanni La Via per blindare l’accordo con Alfano.

A sinistra del Pd il candidato unitario sarà invece Claudio Fava: a sancirne l’ufficialità sarà un’assemblea che si terrà il prossimo 10 settembre con la partecipazione dei partiti (Mdp, Sinistra Italiana, Verdi, Possibile e Rifondazione comunista), dei movimenti e delle realtà civiche che si sono confrontate in queste settimane ricucendo rapporti logori grazie al lavoro di tessitura e dialogo messo in campo da Ottavio Navarra, che a sua volta ha fatto un passo indietro rispetto alla disponibilità alla candidatura annunciata nelle scorse settimane, con l’obiettivo di salvaguardare il ricompattamento della sinistra siciliana. Sul nome di Fava si registrano però non pochi “mal di pancia”, in gran parte legati alla delusione maturata 5 anni fa, quando il vicepresidente della Commissione Parlamentare Antimafia fu costretto a rinunciare alla candidatura perchè non residente in Sicilia e al suo posto si ripiegò su Giovanna Marano.

Tra i candidati alla presidenza c’è anche il critico d’arte Vittorio Sgarbi con la sua ultima creatura, denominata “Rinascimento”. L’ex sindaco di Salemi strizza l’occhio agli elettori di Totò Cuffaro e con la provocatoria indicazione dei primi due assessori – Bruno Contrada e Mario Mori – ha già chiarito l’indirizzo che intende dare alla propria campagna elettorale.

Sulla piena attuazione dello Statuto regionale siciliano punta invece Franco Busalacchi, che coinvolto nel suo progetto anche il filosofo Diego Fusaro, indicato come assessore alla cultura di una sua eventuale giunta: “Il nostro scopo è far ripartire il Mezzogiorno attraverso l’attuazione della sovranità nazionale e, di conseguenza, la sovranità siciliana perché il nostro Statuto autonomo è parte integrante della Costituzione. Il nostro obiettivo, quindi, è quello di ripristinare lo status federale che, sebbene sia stato ottenuto dalla Sicilia nel 1946, la classe politica che ha governato l’Isola negli ultimi 60 anni ha fatto in modo che non fosse mai applicato”.

Puntano invece su Roberto La Rosa i Siciliani Liberi, che propongono l’istituzione della “zona economia speciale” e della moneta complementare per rilanciare economia e occupazione.

L’unica candidatura al femminile, per il momento, è quella di Piera Maria Loiacono, sostenuta sostenuta dalla coalizione denominata “Libertà e Democrazia” di cui fanno parte i movimenti politici “Libertas” e “Veritas” il Partito Liberale Italiano, Rinascita Socialdemocratica e la Lista civica per il Lavoro.

Vincenzo Figlioli

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