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Giovedì a Trapani la lavanda dei piedi a detenuti ed agenti penitenziari

Giovedì a Trapani la lavanda dei piedi a detenuti ed agenti penitenziari. Giovedì prossimo alle ore 19 nella Cattedrale San Lorenzo, il vescovo presiederà la Santa Messa pontificale in “coena domini” dando inizio al Triduo Pasquale. Nel corso della celebrazione si terrà il rito della “lavanda dei piedi” che sarà compiuto dal vescovo. Quest’anno sulle sedie davanti all’altare saranno seduti per ricevere un gesto di servizio e di fraternità, quattro detenuti della casa circondariale di Trapani insieme ad alcuni agenti della polizia penitenziaria dello stesso Carcere.

“L’amore si manifesta nel servizio concreto che rendiamo gli uni agli altri – afferma il vescovo Fragnelli – L’amore non è parole, ma opere e servizio; un servizio umile, fatto nel silenzio e nel nascondimento: “non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra” (Mt 6,3). Amare significa mettere a disposizione i doni che lo Spirito Santo ci ha elargito, perché la comunità possa crescere; significa condividere i beni materiali, perché nessuno sia nel bisogno. Condivisione e dedizione totale a chi è nel bisogno è lo stile di vita che Dio suggerisce a tutti come via di autentica

I detenuti che parteciperanno alla cerimonia

umanità. Amare significa anche confessare a vicenda le nostre mancanze e pregare gli uni per gli altri per imparare a perdonare di cuore. Sant’Agostino c’ insegna: ‘Non disdegnare, cristiano, di fare quanto fece Cristo. Perché quando il corpo si piega fino ai piedi del fratello, anche nel cuore si accende, o se già c’era si alimenta, il sentimento di umiltà. Perdoniamoci a vicenda i nostri torti e preghiamo a vicenda per le nostre colpe e così in qualche modo ci laveremo i piedi a vicenda”. Nella foto i 4 detenuti: da sinistra, Francesco Sansica, Gerlando Spampinato, Giosuè Di Gregorio e Ascenzio Errante.

Il programma/vademecum di Giovedì santo 13 aprile  – Settimana Santa 2017

ore 19.00 Cattedrale “San Lorenzo” Santa Messa “in coena domini”.
Con la celebrazione serale del Giovedì Santo ha inizio il triduo “della morte sepoltura e risurrezione” del Signore “centro di tutto l’anno liturgico”. Alle ore 19.00 nella Cattedrale “San Lorenzo” si terrà la messa vespertina pontificale della “cena del Signore”. In tutte le parrocchie della diocesi sono presentati alla comunità all’inizio della celebrazione gli oli santi benedetti dal vescovo nella messa crismale.I temi dominanti la celebrazione eucaristica nella quale si fa memoria dell’ultima cena di Gesù sono: l’istituzione dell’Eucaristia e del sacerdozio ministeriale e il comandamento dell’amore fraterno. La liturgia, pertanto, propone:
1. il rito della lavanda dei piedi
Il vescovo, richiamando il gesto di Gesù che amò i discepoli fino alla fine. Il vescovo laverà i piedi a 12 persone tra cui detenuti e personale della polizia penitenziaria del Carcere di Trapani in segno di servizio, di pace e di riconciliazione.
2. l’adorazione prolungata dell’Eucaristia che a conclusione della celebrazione verrà custodita nell’altare della deposizione dell’eucarestia appositamente preparato per l’occasione.Gli altari dell’Eucarestia vengono riccamente ornati di fiori: vengono chiamati erroneamente “sepolcri” e vengono visitati da migliaia di fedeli.Altri due elementi caratterizzano la celebrazione: Durante il canto del Gloria suoneranno per l’ultima volta fino alla notte di Pasqua, le campane di tutte le Chiese. Alla fine della celebrazione si “spogliano” delle tovaglie liturgiche tutti gli altari della chiese.Adorazione eucaristica fino alle ore 24.00 (con la realizzazione degli altari della reposizione, quelli che vengono ancora erroneamente chiamati “i sepolcri” ..questi “altari” vengono realizzati solo nelle parrocchie dove c’è una comunità che si riunisce in preghiera e dunque non nelle rettorie o altre chiese).

redazione

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