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Sbarcano 540 migranti al porto di Trapani, a bordo anche un cadavere

Sono stati soccorsi in due distinte operazioni a largo delle coste libiche i 540 migranti sbarcati oggi al molo Ronciglio del porto di Trapani. Gli uomini (499 persone), le donne (28 persone) e i bambini (13 minori), si trovavano a bordo della nave “Prudence”, la nuova imbarcazione di Medici senza frontiere, che ha fatto il suo primo salvataggio nel Mediterraneo, di fronte alle coste libiche di Sabratha.

A bordo della nave c’era purtroppo anche il cadavere di un uomo la cui salma è stata trasferita all’obitorio del cimitero comunale dove verrà eseguito un esame autoptico per verificare le cause della morte.

Gli operatori di Medici Senza Frontiere ieri mattina erano giunti in soccorso di una imbarcazione in legno in condizioni molto precarie, che aveva ricevuto un primo aiuto anche dalle imbarcazioni delle organizzazioni Iuventa e Sea Eye per la distribuzione di giubbotti di salvataggio. Inoltre la nave di MSF ha poi soccorso altre 129 persone a bordo di un gommone. Tutti i migranti giunti al porto, dopo le prime procedure medico-sanitarie di accoglienza, sono stati condotti all’Hotspot di contrada Milo per le procedure di identificazione.

“Vos Prudence” è una nave commerciale di 75 metri di lunghezza, che può ospitare a bordo 600 persone e altre 400 in caso di estrema necessità. Con 13 persone dello staff MSF a bordo, tra cui diversi italiani, e 17 membri dell’equipaggio, la nave è equipaggiata per fornire primo soccorso a bordo ed è dotata di pronto soccorso, ambulatorio, farmacia e aree per trattare i casi più vulnerabili. La Prudence si affianca alla nave Aquarius, gestita in collaborazione da SOS Mediterranée e MSF.

Dall’inizio delle operazioni nel Mediterraneo centrale nel 2015, MSF ha soccorso direttamente o assistito più di 56.000 persone, in fuga da guerre, persecuzioni o povertà. “Fino a quando persone disperate non avranno alternative sicure per trovare sicurezza in Europa, MSF resterà in mare per salvare le loro vite ed evitare queste sofferenze ingiuste” ha detto Michele Trainiti, coordinatore delle operazioni di ricerca e soccorso di MSF.

redazione

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