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Magari domani resto di Lorenzo Marone

Lorenzo Marone, quarantenne scrittore napoletano, è una delle novità più interessanti nel panorama della narrativa italiana. I suoi ultimi lavori “La tentazione di essere felici” e “Magari domani resto“, libro di cui ora parleremo, hanno conquistato un discreto numero di lettori scalando le prime posizioni della classifica dei libri più venduti. È pur vero che la classifica dei libri più venduti spesso contiene titoli che sono delle assolute porcherie e non sempre i gusti popolari sono sinonimo di buona narrativa, ma nel caso di questo giovane scrittore partenopeo si può sperare in nuove storie ben narrate e in personaggi cui affezionarsi.

Succede così fin dalle prime pagine dell’ultimo romanzo di Lorenzo Marone intitolato “Magari domani resto” e pubblicato dalla casa editrice Feltrinelli. La storia è ovviamente ambientata a Napoli e la protagonista è una trentenne avvocato, Luce Di Notte, appena assunta presso uno studio affermato tra i quartieri popolari di Napoli di cui è titolare un personaggio ambiguo che ben rappresenta certi vizi della medio borghesia italiana, perché come da sempre ci insegnano le notizie di cronaca l’Italia è piena da Nord a Sud di professionisti, avvocati, ingegneri , medici o architetti che pur di arricchirsi sotterrano anche il più piccolo briciolo di morale. Il nome della protagonista sembra un ossimoro e all’inizio del romanzo il narratore ci gioca. Spesso i giovani scrittori scherzano con le parole, con i nomi dei personaggi ma confesso che questa cosa non mi piace più e rischia di invalidare molte delle cose buone della narrazione. Luce vive nei quartieri popolari del centro di Napoli, è una giovane donna con parecchi sentimenti non risolti, la mancanza di un padre, la lontananza del fratello, la conclusione di un amore. Questi temi fanno pensare ad un romanzo di formazione, ma a dir la verità queste sono le storie che da sempre mi hanno maggiormente appassionato dall’Educazione Sentimentale di Gustave Flaubert, a Delitto e Castigo di Dostoevskij. A fare compagnia alla momentanea solitudine di Luce c’è un cane che si chiama Alleria  si proprio cosi, come la canzone di Pino Daniele. La musica di Pino, le sue migliori canzoni in più parti del romanzo fanno capolino sottolineando anche momenti drammatici del racconto. C’è però un tema che mi ha in maniera speciale colpito che è una costante di tutti i giovani, di quelli di questa nostra strana epoca e in particolare di tutti i giovani meridionali e riguarda la ricerca dell’ubi consistam, la necessità di sentirsi cittadini del mondo, il desiderio di pensare al futuro come una partenza, l’abbandono dei luoghi dove sei cresciuto, dove vivono gli affetti più cari e da cui è difficile separarsi. In questi particolari frangenti proprio come il titolo del libro di Lorenzo Marone, come Luce ci può capitare di dire magari domani resto oppure magari domani parto. Più volte la protagonista del romanzo si trova a riflettere sulla necessità di lasciarsi dietro tutto quello che non va di provare a sfidare il futuro lasciando i luoghi che ci hanno visto crescere. È quello che succede a tanti giovani del meridione sia a quelli che partono, tanti, sia a quelli che restano, ma Luce Di Notte, personaggio forte che ha tante debolezze ma non ha paura dei sentimenti o di affrontare le difficoltà della vita, ci regala un modo bello per affrontare questo dilemma.

P.s. Ho ripreso ad ascoltare i miei vinili di Pino Daniele

Vincenzo Piccione

 

redazione

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