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Il futuro di Birgi scatena lo scontro tra Trapani e Palermo. Savona e D’Alì contro Orlando

Alta tensione tra Palermo e Trapani a proposito dell’aeroporto di Birgi. Sia il candidato sindaco del Pd Piero Savona che il (quasi) candidato di Forza Italia Antonio D’Alì hanno duramente preso le distanze oggi dalle dichiarazioni rilasciate dal primo cittadino palermitano Leoluca Orlando a proposito delle prospettive del “Vincenzo Florio”. “L’aeroporto di Birgi non ha futuro. L’unica speranza per la sua sopravvivenza è collegarsi con Palermo”, aveva detto Orlando.

Parole che non sono state ben accolte dalla politica trapanese, anche se il processo di accorpamento è notoriamente la strada che il governo nazionale e quello regionale stanno indicando allo scopo da tempo insiste su questo fronte.

Le dichiarazioni di Orlando sul futuro dell’Aeroporto di Trapani sono frutto del momento elettorale che si incarna nella solita idea “neocolonizzatrice” della politica palermitana nei confronti degli interessi della provincia di Trapani”, ha commentato Piero Savona, secondo cui l’idea di annessione non ha senso. “Farebbe bene Orlando, prima che occuparsi di altro – prosegue il candidato trapanese del Pd – a rendere legittimo il proprio assetto societario, a provvedere al risanamento economico della Azienda aeroportuale di cui il Comune di Palermo è socio, e capire le motivazioni per cui l’Aeroporto di Catania rimane riferimento in Sicilia per dimensioni di traffico. L’aeroporto di Trapani rappresenta un asset fondamentale per lo sviluppo del territorio e nessuna forma di prevaricazione potrà essere consentita a danno dello stesso, semmai sarebbe necessario spingere la Regione Siciliana affinché si possa fare sistema di tutte le realtà aeroportuali che dovrebbero operare non in conflitto ma in sinergia tra di loro”.

Secondo Savona “il problema principale è la capacità di attirare i flussi turistici piuttosto che litigare sulla spartizione del poco turismo che arriva, e per questo ci si deve impegnare. Sullo stato di salute del turismo in Sicilia i numeri dicono già tutto: la Regione vale appena il 4% – 14,5 milioni all’anno – e il 4,4 per cento di arrivi (includendo i pendolari) del totale nazionale. Il Veneto, per farsi un’idea, arriva al 30 per cento con oltre 61 milioni di presenze annue. È la regione più turistica della Penisola. Anche il Piemonte e la Lombardia – due regioni che potenzialmente avrebbero una vocazione turistica meno spiccata – fanno meglio della Sicilia rispettivamente con l’8 e il 9 per cento di presenze annue. E questo nonostante l’isola vanti il 19,7 per cento del totale nazionale di chilometri di coste e il 14,3 per cento del totale nazionale di siti Unesco. Che Orlando rifletta su questo – conclude – piuttosto che manifestare mire espansionistiche di basso livello”.

Ancora più dura la replica del senatore forzista Antonio D’Alì, che ne approfitta anche per lanciare una stoccata ai suoi potenziali avversari alle amministrative di primavera.

«La sortita del Sindaco Orlando, che è un misto fra ignoranza dei fatti, presunzione di competenza e nota arroganza territoriale, la dice lunga. La sua eventuale rielezione a Palermo e la concomitante elezione di sindaci non adeguati nella nostra città, infatti, metterebbe in difficoltà l’intero sistema dei trasporti della Sicilia Occidentale e di Trapani in particolare. Ciò è evidente anche nella subordinazione del nostro porto, voluta dai Governi di sinistra nazionale e regionale. Della opportunità di una collaborazione tra l’aeroporto palermitano e quello di Trapani/Marsala, abbiamo tracciato, già da tempo, le possibili dinamiche. Ritengo che le due realtà meritino pari dignità, considerati i dati di rilancio del nostro scalo. Un rilancio figlio del sacrificio e della determinazione dell’intera popolazione della provincia di Trapani, ma anche dell’impegno del centrodestra trapanese. Non certo, piuttosto, di magnanimi atteggiamenti da parte della politica palermitana. Rivendichiamo con orgoglio, dunque, i risultati di sviluppo seri e concreti del nostro aeroporto. Gli incrementi di settore (soprattutto nel turismo) ed economici complessivi, sono stati documentati in maniera evidente, negli ultimi anni. Peraltro, sono di gran lunga superiori a quelli che non può certo esibire il Sindaco Orlando, al termine del suo lunghissimo periodo di gestione della Città di Palermo. Siamo certi che su questa linea di difesa degli interessi del territorio trapanese e della sua dignità, troveremo interventi parimenti determinati da parte della deputazione regionale eletta in questa provincia».

redazione

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