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L’Italia e le infrazioni UE

E’ notizia fresca che la Commissione UE ha dato il via alla seconda fase della procedura d’infrazione per sanzione l’Italia – per il vero non l’unico paese membro – in materia di inquinamento da biossido d’azoto. Troppo smog nelle città italiane, Roma, Milano, Torino in testa. All’Italia come a Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna, è stata contestata la violazione della direttiva europea del 2008 perchè non si sono mai messi in regola. L’Italia però non è nuova a questo tipo di infrazioni. Attualmente, come si legge sul sito del Dipartimento Politiche Europee – il numero delle procedure sale da 70 a 75, di cui 55 per violazione del diritto dell’Unione e 20 per mancato recepimento di direttive. Tra le nuove procedure ci sono quella per il mancato recepimento di una direttiva in tema di riduzione dell’utilizzo di borse di plastica in materiale leggero, quella relativa a norme che regolano azioni per il risarcimento del danno ai sensi del diritto nazionale per violazioni sulle disposizioni del diritto di concorrenza.

Tra i 75 casi di infrazione contro il Belpaese, ben 16 sono relative al settore ambientale; a seguire la materia affari interni ed economico-finanziari, aiuti di Stato, fisco e dogane, nonché salute, trasporti, agricoltura, appalti. Fanalino di coda per affari esteri, giustizia, libera circolazione delle persone, delle merci e dei capitali negli Stati membri, tutela dei consumatori, comunicazione ed energia, lavoro, sociale e pesca. E, a leggere la banca dati, tra l’elenco delle procedure d’infrazione, ci sono delle materie “sensibili” ed importanti che l’Italia dovrebbe portare all’attenzione. Ad esempio la protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, divieto di impiego di latte concentrato o in polvere nelle produzioni lattiero-caseario, piani regionali di gestione dei rifiuti, affidamento dei lavori per l’autostrada Civitavecchia- Livorno. Ma si parla anche dell’ILVA di Taranto, di quote latte, accoglienza dei richiedenti asilo addirittura e sviluppo delle ferrovie, gestione dei diritti d’autore e licenze multiterritoriali per i diritti su opere musicali per l’uso online. Questi e tanti altri sono tutti i casi talvolta di mancato reperimento della direttiva comunitaria, talvolta di violazione del diritto dell’Unione. C’è da “divertirsi”.

redazione

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