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Differenziata: la Sicilia ultima regione d’Italia. Nel 2015 riciclato solo il 10% dei rifiuti urbani

Primato negativo per la Sicilia in materia di riciclo e intercettazione pro capite di raccolta differenziata. E’ quanto divulgato dal VI Rapporto Banca Dati Anci-Conai , presentato ieri a Roma, secondo il quale la Sicilia risulta la regione peggiore d’Italia. Mancano le strutture e non c’è una adeguata cultura della differenziata: nel 2015 la nostra isola ha avviato al riciclo il 10,81% dei rifiuti urbani, un dato lontanissimo dall’obiettivo UE del 50% entro il 2020 e addirittura in calo dell’8,66% rispetto al 2014. Si tratta chiaramente di una media, non riconducibile ad ogni singolo comune della Sicilia (a Marsala, ad esempio la percentuale di raccolta differenziata nel 2015 è stata pari al 38,83%). Ma è un dato indicativo della situazione generale. Non c’è da stupirsi pertanto se le discariche sono sature e se ci troviamo in piena emergenza rifiuti, dal momento che gli scarti non vengono trasformati negli appositi impianti di riciclaggio ma continuano ad accumularsi. Male anche l’intercettazione pro capite di raccolta differenziata, ferma a 54,81 kg per abitante rispetto alla media nazionale di 253 kg.

“Il Rapporto conferma l’immagine di un Paese a due velocità – ha spiegato Filippo Bernocchi, delegato Anci a Energia e Rifiuti – con un Nord dotato di impianti più adeguati e di una maggiore sensibilità rispetto alla tematica. Se le regioni del Centro-

La presentazione del rapporto Anci-Conai

Nord raggiungono in media quasi il 50% di effettivo riciclo la gran parte del Mezzogiorno, in assenza di provvedimenti straordinari, difficilmente riuscirà a centrare l’obiettivo entro il 2020”. A livello nazionale, sale da otto a nove il numero di Regioni italiane che hanno raggiunto, con ben 5 anni di anticipo, l’obiettivo UE del 50% di avvio a riciclo fissato per il 2020: Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Marche, Sardegna e la “new entry” Valle D’Aosta. I Comuni che hanno già superato l’obiettivo della Direttiva Europea sono 3.549, un dato in aumento del 13% rispetto al 2014 e del 58,29% rispetto al 2013. Lo studio evidenzia un lieve aumento (+0,78%) della produzione dei rifiuti urbani nel 2015, che si attesta a 512 kg per abitante, mentre la percentuale di raccolta differenziata (+3,32%) cresce più velocemente rispetto a quella di avvio al riciclo (+1,77%), una forbice dovuta in larga parte alla qualità dei materiali raccolti. Grazie all’incremento delle quantità di rifiuti avviati al riciclo, si sono evitate emissioni di CO2 equivalenti pari a 1.792.064 tonnellate, un dato in aumento del 32,75%.

Tornando in Sicilia, il Rapporto Rifiuti Urbani 2015 dell’ISPRA – relativo all’anno 2014 – aveva diffuso dati incoraggianti riguardo alla Provincia di Trapani che risultava essere la migliore della regione in materia di differenziata con una percentuale del 24,2%, a fronte di  un 7,8% su Palermo, un 8,4% su Messina, un 13,2% ad Agrigento, un 14,9% a Caltanissetta, un 6,1% a Enna, un 16,8% a Catania, un 15,1% a Ragusa e un 7,8% a Siracusa.  Ma siamo ancora lontani dalle medie europee e completamente tagliati fuori dal rapporto dei Comuni ricicloni 2016 diffuso lo scorso giugno da Legambiente. 

La media diffusa adesso da Anci-Conai, è davvero impietosa ed indicativa del basso livello della cultura della differenziata e delle infrastrutture legate al corretto riciclo dei rifiuti, ma non mancano anche in Sicilia, gli esempi virtuosi che, seppur non alzando di molto l’asticella della media regionale, rappresentano un ottimo punto di partenza per migliorarsi. Il consorzio RICREA ad esempio, ha voluto premiare nel 2016, il ciclo virtuoso degli imballaggi in acciaio che si realizza interamente in Sicilia, dove barattoli per vegetali, scatolette per tonno e latte per olio, vengono prodotti, riempiti, trasformati e tornano a nuova vita sotto forma di nuovi riprodotti pronti per essere impiegati in settori diversi di mercato quali l’edilizia, la meccanica o la tecnologia. Un’eccellenza in questo ambito è il Comune di Favignana, dove gli imballaggi in acciaio vengono raccolti insieme al vetro. Grazie all’impegno dell’amministrazione comunale nella raccolta porta a porta e a quello degli abitanti nel differenziare i rifiuti, nell’ultimo anno la performance di raccolta degli imballaggi in acciaio nelle isole Egadi è stata pari a 2,16 Kg per abitante.

In Sicilia “la capacità residua di trattamento in discarica dei rifiuti, agli attuali livelli di smaltimento, garantisce l’autonomia regionale solo per 6 mesi e l’assenza di impianti di termovalorizzazione rende ancora più critica la situazione” aveva detto il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, in commissione Ambiente al Senato lo scorso settembre. E’ imperativo a questo punto per tutti i comuni puntare sulla differenziata porta a porta, ed è quello che stanno facendo, ormai in stato di emergenza e senza adeguate campagne informative e di sensibilizzazione, molti sindaci del territorio. Bisognerà capire se le ordinanze, i controlli e le multe da parte della Polizia Municipale, basteranno a risolvere la questione e a far raggiungere alle amministrazioni gli standard europei.

Audrey Vitale

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