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Il turn over di giunta

E tre. Dopo Sturiano (ma quello fu concordato) e Barraco, la giunta Di Girolamo si prepara a un nuovo avvicendamento dopo le dimissioni di Lucia Cerniglia. Nulla di apocalittico, per carità. Osservando la politica da un po’ di anni, ci siamo ormai abituati all’idea che difficilmente una squadra assessoriale arriva a fine mandato con la stessa composizione che aveva all’inizio. Del resto, succede anche nelle città guidate dal Movimento 5 Stelle… Personalmente, però, resto dell’idea che i turn over in seno alle amministrazioni vadano limitati quanto più possibile, perchè un’alternanza continua potrà tornare utile agli appetiti dei partiti o dei movimenti, ma non ad una sana programmazione nei singoli settori. Il risultato, spesso, è una staffetta tra assessori che finiscono per essere ostaggi dei sindaci, dei partiti di appartenenza e dei dirigenti.

All’inizio degli anni ’90, quando si affermò la “primavera siciliana” con i primi sindaci eletti direttamente dal popolo, si affermò un metodo che ancora oggi resta il più valido: scegliere in partenza una compagine affidabile, con assessori realmente competenti nelle materie di cui andranno ad occuparsi. A ben vedere, la composizione della giunta Di Girolamo ricalca in gran parte questo criterio, con diversi assessori che mostrano di conoscere le materia di cui si occupano. Chiaramente, tutto ciò non basta. Perchè poi i componenti delle giunte vanno anche messi nelle condizioni di lavorare serenamente: da un lato il sindaco (dando per scontato che abbia scelto persone di cui si fida) ha il dovere di delegare in modo da non indebolire gli assessori di fronte ai dirigenti o ai funzionari; dall’altro occorre tutelare gli assessori dagli appetiti dei partiti che vorrebbero piazzare qualcun altro al loro posto. Ed è su questi due aspetti che qualcosa fin qui è mancato.

L’auspicio, per quanto ci riguarda, è che gli equilibri in seno alla giunta non vengano decisi sulla base degli interessi dei deputati regionali che si apprestano a vivere una lunga campagna elettorale in vista del rinnovo dell’Ars, come ha lasciato intendere domenica al congresso dei socialisti l’onorevole Nino Oddo quando ha detto che nessun parlamentare ha un assessore di riferimento nella squadra di Alberto Di Girolamo. Preferiamo pensare che il sostituto della professoressa Lucia Cerniglia verrà scelto sulla base delle competenze riconosciute nelle materie di cui andrà ad occuparsi. Perchè Marsala non può permettersi un assessore che non sappia nulla di sport, cultura o turismo. Serve una donna o un uomo che abbia già le idee chiare su cosa serva a questi settori, troppo spesso (a torto) ritenuti marginali nelle scelte strategiche delle amministrazioni comunali.

Vincenzo Figlioli

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Tags: Alberto Di GirolamoLucia CernigliaNino Oddo