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La musica (non) è finita

L’altro ieri è stata resa nota, dal Comune di Marsala, l’ordinanza relativa alla diffusione di musica nei locali, all’aperto e al chiuso in Città. Differenziazione di periodi stagionali a parte, musica in inverno che deve finire troppo presto, in linea generale gli orari del fine settimana, nel periodo primavera-estate, sono accettabili. Accettabili per raggiungere l’obiettivo che si prefigge l’Amministrazione, ovvero coniugare la quiete dei residenti nelle ore notturne e consentire ai titolari dei locali e agli artisti – questi già fortemente provati per i malcontenti con l’Amministrazione – di svolgere il loro lavoro che significa anche muovere l’economia di una città che, dati alla mano, abbiamo scoperto essere a vocazione turistica. Lo avevamo dimenticato, forse. Ma c’è qualcosa che ci è sfuggito.

L’ordinanza fissa anche i limiti acustici. Come sappiamo, è la legge che mette un tetto massimo per i limiti sonori, sta poi al Comune muoversi entro questi confini. Nelle zone di carattere storico e artistico come il centro lilybetano, il limite notturno è di 55, nelle zone totalmente o parzialmente edificate è di 50; si sale ma di poco nelle zone industriali. Ma attenzione: stiamo parlando di diffusione non di musica live. Per quella, in teoria dovrebbe esserci una deroga, invece l’unica deroga è per le manifestazioni autorizzate dalla questura. Ma chi ha predisposto l’ordinanza sa cosa vuol dire tutto ciò? Che una normale conversazione tra le proprie mura domestiche è più di 50 decibel, come fa un locale a passare musica a 55 decibel? Se in quel locale ci sono ad esempio 15 persone che parlano tra di loro, si arriva ad oltre 70 decibel, con una chitarra acustica a 90! Una chitarra! A meno che a suonare non sia un’orchestra di topolini. Ma senza applausi per carità! Dello stesso avviso anche alcuni operatori culturali, fonici ed artisti che operano sul territorio che si dicono allibiti per la poca conoscenza della materia.

Ma c’è anche più di un precedente nel nostro Paese. Quest’anno Marsala non ha puntato su grossi eventi estivi, ma quello che è accaduto ad un comune del nord Italia qualche tempo fa, vale a chiarire un altro aspetto. Quel comune aveva organizzato, all’interno del proprio cartellone di eventi, un concerto lirico con Orchestra Sinfonica al seguito. Nel corso delle prove pomeridiane, un dipendente comunale con un fonometro è venuto a controllare che la musica non superasse i 50-60 decibel previsti per legge. Ma quando l’Orchestra ha intonato le prime note ed ha accordato i propri strumenti, l’apparecchio ha registrato oltre 100 decibel. Risultato: il Comune ha multato sé stesso! Paradossale ma stupidamente vero. Sarebbe realmente il caso di affidare determinati campi a chi ne ha realmente le competenze, sia a livello nazionale che locale. Magari con l’ausilio di un tecnico (eh ma poi costa!). Cosa succederà da questa sera? La musica è finita, gli amici se ne vanno…

Claudia Marchetti

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