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La mamma e altre catastrofi: un tentativo di recensione. Il 14 giugno Francesco Abate presenta il libro al Carmine

Uno legge l’ultimo libro di Francesco Abate “Mia madre e altre catastrofi” (Einaudi) e prova invidia … ma non l’invidia  di uno a cui piace scrivere e gli sarebbe piaciuto avere scritto le stesse cose. Non l’invidia specifica dell’autore verso lo scrittore. Cioè l’invidia dello “scrittore della domenica” verso lo “scrittore professionista”. Ho provato l’invidia generica di un figlio verso un altro figlio che è stato capace di mettere il proprio talento al servizio della propria mamma. Ho provato la stessa invidia che si prova verso un pasticciere che inventa una torta e le da il nome di sua madre e quella piace tanto che viene tramandata nei ricettari di tutto il mondo (lei, la torta, e il nome della mamma appresso); la stessa invidia che si prova verso uno scultore che abbia eternato sua madre in una statua di marmo;o verso un astronomo che scopre una nuova stella o galassia e la chiama come la madre… che uno immagina la mamma, che fino ad allora non ha mai letto neanche Focus e le stelle le conosce solo perché Paolo Fox dice sono entrate in trigono con Saturno e per questa settimana meglio non fare la maionese che non verrà buona manco quella … e invece da quel giorno compra un telescopio e lo piazza sul balcone e a tutte le amiche del burraco del mercoledì fa guardare dentro alla lente puntata verso il cielo e gli dice: “vedi mio figlio che ha fatto? ha fatto la galassia per me!”. Perché, insomma, parlare della mamma è sempre difficilissimo: è come parlare della vita, di quella vita strana che si vive prima di iniziare a campare e che ci portiamo dentro anche quando siamo costretti a tirare la carretta tutti da soli. Perché la mamma coincide con la prima idea che ti fai del mondo: il suo sguardo è il tuo sguardo e se lei è sorridente e vicina e allora il mondo è accogliente, se lei è nervosa, allora il mondo è un posto inospitale, se lei ti vede bello tu sei bello, se lei ti vede brutto tu sei brutto. Lo sguardo della mamma è una cosa che ti reinventa, ti guarda ed è come se ogni volta ti rimettesse al mondo. E poi, a questo sguardo, piano piano si aggiunge il tuo, sul mondo e sulla mamma.

E mentre lei continua ad reinventarti e a rimetterti al mondo coi suoi occhi, tu cominci in parallelo a reinterpretarla alla luce degli incontri, delle passioni, degli studi, della tua esperienza del mondo: e allora la scopri di destra o di sinistra, colta o ignorante, religiosa o superstiziosa, profonda o superficiale, generosa o bigotta, ecc. scopri insomma quello che vi accomuna e quello che vi allontana, scoprendola quindi più bella e nobile e allo stesso tempo più misera e fragile (anche lei appunto una delle tante piccole “catastrofi” della tua vita quotidiana) di come ti appariva quando tutto il tuo mondo era il suo sguardo. Ecco, a questo punto potreste dirmi: “poche chiacchiere, ti eri partito col voler recensire il libro di Francesco Abate e alla fine stai recensendo “la mamma” come concetto!” … che è come dire recensire la vita. Non è così:il fatto è che Francesco Abate in questo libro bellissimo e tenerissimo ci ha restituito proprio questo doppio movimento: quello dato dallo sguardo della mamma che ad ogni occhiata rimette al mondo il figlio e quello del figlio che ad ogni età lancia verso la madre uno sguardo nuovo, la scopre diversa e la deve reinterpretare e reincasellare, trovarle uno spazio diverso nel proprio mondo, per come lo sta conoscendo. Un doppio movimento che ha la velocità di dialoghi fulminei e comicissimi che ci restituiscono tutta la durezza e la tenerezza del rapporto tra una madre e suo figlio e tra un figlio e sua madre.

Un libro utilissimo che ha la forza della vita vissuta ma che più che una biografia sembra un manuale sentimentale, perché ci dona un metodo con cui guardare e leggere la vita. E insomma, se volete saperne di più di primi amori, di mamme, di figli, di città di provincia, di infanzia, di turbamenti, di lavoro, di malattie, di morte, di sesso, di amori della vita, di amicizia, di religione, di politica, di mare e di sole, insomma di vita … leggete “Mia madre e altre catastrofi” di Francesco Abate. Lui passa da Marsala il 14 giugno e alle 18 presentiamo il suo libro al Convento del Carmine. P.s.: nel libro è sempre presente la figura del papà: “Mia madre e altre catastrofi”, a pensarci bene, poteva tranquillamente essere il titolo dell’autobiografia di Telemaco che racconta al padre il rapporto con Penelope durante gli anni della sua assenza…

Renato Polizzi

redazione

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Tags: "Mia madre e altre catastrofi"Francesco Abate