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Cittadella dei Giovani di Alcamo: giallo sui 100 mila euro spesi per l’ingresso artistico

Nel maggio del 2015 è stato pubblicato dal Comune di Alcamo il bando per la realizzazione di un ingresso artistico da effettuarsi nella Cittadella dei Giovani, in via Ugo Foscolo. L’importo totale della composizione artistica era stato fissato a 109.800 mila euro, e la durata dell’installazione doveva svolgersi nell’arco di tre mesi. L’opera d’arte avrebbe dovuto interessare sia gli spazi esterni, in particolare l’illuminazione artistica e i cancelli in metallo, sia gli spazi interni, con l’attrezzatura di panchine e totem indicativi. Inoltre, tra i requisiti professionali richiesti all’artista, figurava l’esperienza di tre mostre a livello nazionale e di almeno due a livello internazionale. Insomma, per incantare i giovani alcamesi l’amministrazione comunale voleva avvalersi del “top” dell’arte contemporanea. Peccato che a giudicare i concorrenti non sarebbe stata una commissione competente in materia, ma una “giuria” composta da alcuni dipendenti comunali, probabilmente, esperti del “gusto”. Forse, è stata proprio la complessità della scelta a fare slittare la prima seduta di gara annunciata, per di più, tre giorni dopo la data in cui era stata fissata dal settore dei Servizi Tecnici. Forse, un errore di battiture dell’avviso. Comunque, la gara è stata successivamente vinta nell’ottobre 2015 dall’artista Davide Bramante, di Siracusa, per 103.700 mila euro. Da allora non si hanno notizie certe sulla realizzazione dell’ingresso artistico della Cittadella, i cui lavori pare siano adesso in corso d’opera, nascosti con cautela alla città, nonostante la fattura all’artista siracusano risulti effettuata la vigilia di Natale del 2015. Un bel regalo, e in anticipo rispetto a quanto eseguito! Di queste stranezze la storia della costruzione della Cittadella dei Giovani ne ha diverse. Ad esempio, quella sulla discussa sorveglianza diurna e notturna della struttura affidata all’Associazione di Volontariato “Polizia Costiera Ausiliaria” per 4.200 euro, dal 1° gennaio al 31 marzo 2016, perché come scritto testualmente nella determina “il settore non dispone di personale idoneo al servizio”. Eppure, è notorio che il settore utilizzi lavoratori socialmente utili, che possono essere impiegati per attività di vigilanza di beni patrimoniali, così come previsto dai diritti e doveri LSU. Inoltre, l’area che interessa la Cittadella risulta video sorvegliata e, dunque, l’impiego di risorse umane per il controllo della struttura appare quantomeno esagerato. Infine, il termine del 31 marzo del servizio potrebbe pronosticare l’eventuale taglio del nastro in concomitanza della inoltrata campagna elettorale.

La storia della “Cittadella”. Correva l’anno 2009 e la giunta Scala costituiva una coalizione territoriale denominata “Pist Asse del Belice” per poter partecipare ad un bando regionale sullo sviluppo urbano sostenibile, sovvenzionato con i fondi europei 2007/2013. L’anno successivo, il Comune di Alcamo approvava il c.d. schema PISU “Alcamo Città Baricentrica”, riuscendo ad ottenere il finanziamento di 3 progetti su 5, elaborati dal settore Pianificazione e Sviluppo del territorio con a capo l’allora consulente esterno del comune, nominato dall’ex sindaco Scala, l’ingegnere Gianbattista Impellizzeri. Settantasette mila euro per il sistema informativo SITR, 5 milioni per la realizzazione della Cittadella dei Giovani e altri 5 milioni per la costruzione dell’anfiteatro in zona Orto di Ballo, costituiscono l’insieme dei contributi approvati dalla Regione Sicilia. Tuttavia, si è dovuto attendere il 2011 per l’approvazione del progetto definitivo della Cittadella, inviato stranamente alla Regione dopo quello esecutivo, dell’importo di 1 milione e 500 mila euro, e di cui era nel frattempo diventata responsabile unico del procedimento (RUP) l’ingegnere del comune Enza Anna Parrino. Intanto, sulla realizzazione della Cittadella iniziavano a confrontarsi le diverse coalizioni politiche che, nel 2012, concorrevano per il governo della città, e il sito diventava uno dei più importanti punti del programma elettorale del centro-sinistra. Dopo l’elezione a sindaco di Sebastiano Bonventre è stato emesso un primo bando di gara per la realizzazione della “Cittadella”. Nello specifico, i lavori dovevano riguardare la demolizione degli edifici esistenti per far spazio a tre nuove strutture presso l’ex mattatoio e l’autoparco comunale, in via Ugo Foscolo. “Un progetto ambizioso che diventa realtà” aveva dichiarato, in quell’occasione, l’ex assessore Gianluca Abbinanti. Cominciavano, però, i primi problemi per l’amministrazione che si era trovata ad attivare e revocare diverse gare perché i lavori di realizzazione della Cittadella potessero partire. Sempre nel 2012, infatti, è stata annullata la gara di affidamento dei servizi di direzione dei lavori, per un importo di circa 290 mila euro, in quanto il procedimento, secondo alcuni operatori economici partecipanti alla gara, risultava in alcuni aspetti viziato. Nel gennaio del 2013, poi, sono stati approvati i verbali di gara di aggiudicazione dei lavori all’impresa C.E.L.I di Santa Ninfa, per 2 milioni e 581 mila euro circa. Qualche mese dopo, è stato firmato persino un protocollo d’intesa con i sindacati del comparto edilizio locale per l’assunzione di maestranze locali. Auspicio che nel mese di settembre dello stesso anno è stato infranto dalla risoluzione del contratto con l’impresa C.E.L.I., alla quale era intanto subentrata nell’appalto la CELI Energia s.r.l. Dunque, è stata rimandata a settembre 2013 l’approvazione dell’aggiudicazione dei lavori della Cittadella alla seconda impresa in graduatoria. Nel gennaio 2014 detti lavori passavano, infatti, alla ATI Damiga S.r.l. (Capogruppo mandataria) e Maltese S.r.l. (Impresa mandante) per 2 milioni 650 mila euro, facendo lievitare l’iniziale importo contrattuale di 70 mila euro. Il cantiere, finalmente, viene messo in moto nel febbraio 2014. L’amministrazione della città, che aveva promosso il progetto 5 anni prima, però, non sembrava avere una visione sul futuro della Cittadella, e nel mese di settembre dava vita alla prima campagna di raccolta di idee all’interno delle “Giornate in Comune”, organizzate dell’assessorato alla Cultura di Selene Grimaudo. Come si sa, durante i lavori di opere pubbliche, è facile trovare degli impicci che comportano dei cambiamenti rispetto a ciò che era stato in precedenza programmato. E, dunque, nel marzo del 2015, quasi un anno dopo la costituzione della “Cittadella Società Consortile a.r.l.”, nella quale si erano nel frattempo fuse le due imprese succitate, si approvava la perizia di variante che portava a più 132.321,10 euro il costo del contratto originario. Si innalzavano pure le spese previste inizialmente per gli arredamenti, da 0 a 200 mila euro, e quelle per la realizzazione dell’ingresso artistico nel paragrafo di cui sopra, da 50 a 110 mila euro. Finalmente, però, i lavori sono stati ultimati nell’agosto del 2015 e, fino ad allora, quasi tre milioni di euro sono stati spesi in “cemento”. Invece, solo 40 mila euro delle 200 previste sono state sborsate per l’arredamento del centro culturale. Quindi, alcuni costi stabiliti nel progetto esecutivo, ma non effettuati, non potendo rientrare nella rendicontazione presentata alla Commissione Europea, il cui termine è scaduto il 31 dicembre scorso, non saranno rimborsati. E, dunque, il rischio è che la Cittadella rimanga un contenitore solo di idee, ma di fatto vuoto.

La manifestazione d’interesse. La Cittadella dei Giovani, come suddetto, è stato uno dei principali cavalli di battaglia del programma elettorale del 2012 del centro-sinistra, tanto da essere citato nell’ormai storico discorso finale di Sebastiano Bonventre “Tra un po’ avrete quello che altri non hanno. Avrete una città dei ragazzi che sarà unica in Italia. Forse, soltanto Modena ce l’ha e, poi, bisogna andare ad Amsterdam per trovare qualcosa di simile. E la gestirete voi, ne farete quello che volete, crescerete lì, e finirete dal togliervi in mezzo alla strada”, aveva dichiarato l’allora candidato a sindaco. In realtà, oltre agli spettacolari musei e alle incantevoli biblioteche, Amsterdam non sembra disporre di una Cittadella dei Giovani. In Italia, occorre andare, invece, ad Aosta, dove la struttura è controllata rispettivamente dalla Regione e dal Comune, che tra l’altro al contrario di Alcamo è sede dell’Università, attraendo giovani da tutto il territorio. La gestione della struttura valdostana dal 2015 al 2018 è stata affidata per 1,6 milioni di euro ad un consorzio di imprese cooperative, tra le quali una società di produzione di festival e, comunque, con alle spalle anni di esperienza nell’organizzazione degli eventi culturali. Insomma, una direzione lontana da quella preannunciata dalla manifestazione d’interesse alcamese, pubblicata sotto l’egida del commissario Arnone e che ha sollevato un polverone di polemiche, in primis provenienti dal M5S e dal gruppo consiliare Abc. Una sorta di illusione per quei giovani che hanno forse creduto, partecipando all’invito della citata manifestazione, di poter dare un contributo al futuro del sito attraverso le proprie idee. Un tranello dimostrato, a nostro parere, dalla mancanza d’indicazione del budget e della stessa durata della gestione di una struttura in cui occorrerà organizzare corsi, eventi, seminari, oltre ad amministrare la caffetteria. Si tratta, dunque, di una manifestazione d’interesse dove tutto è già prestabilito, ma si chiede agli interessati di presentare un piano finanziario e tariffario dettagliato, simulando il tutto come in un grande gioco di prestigio.

Linda Ferrara

redazione

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