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Vinci: “Sindaco e maggioranza lavorino in sinergia”. Sull’elezione del capogruppo: “Sono uomo di partito. Non ho chiesto nulla”

In un Consiglio comunale pieno di volti nuovi, uno dei veterani è senz’altro Antonio Vinci, per la sesta volta eletto a Sala delle Lapidi. Tra il ’93 ed oggi, l’esponente del Pd ha ricoperto anche ruoli amministrativi, facendo parte delle giunte guidate da Eugenio Galfano e Giulia Adamo. “Provo la stessa emozione della prima volta”, confessa l’ex vicesindaco.

Sulla carta il sindaco può contare su una maggioranza ampia. Ma era stato così anche per Carini e Adamo. Come vede la tenuta della coalizione di centrosinistra?

L’amministrazione di Alberto può contare su 18 consiglieri. Ma sono convinto che nei primi mesi potrà avere anche qualche sostenitore in più. Mi auguro che la fiducia data dai cittadini sia ad Alberto che ai consiglieri possa restare inalterata. Non vorrei ritrovarmi nella situazione che hanno vissuto le amministrazioni precedenti, che dopo un anno si ritrovavano senza maggioranza.

Tra Antonio Vinci e Alberto Di Girolamo, per alcuni mesi, c’è stata grande freddezza. Come sono adesso i vostri rapporti?

Io non rinnego nulla di quello che ho fatto. Avevo una mia idea, poi i cittadini, già alle primarie, hanno dato ragione ad Alberto. E io, da uomo di partito, ho accettato il risultato e ho deciso di candidarmi in Consiglio. Adesso il Pd ha un sindaco tutto suo e mi auguro che assieme al gruppo consiliare potrà dare risposte importanti ai problemi che affliggono la città.

Faranno parte del gruppo del Pd anche i consiglieri eletti con la lista Democratici per Marsala. Chi sarà il capogruppo?

Ancora non si è affrontato il tema in maniera approfondita. Sarà un gruppo forte e per chi lo guiderà sarà una bella soddisfazione.

Antonio Vinci potrebbe rientrare tra i candidati a quest’incarico?

Sono uomo di partito. Il partito mi utilizzi come riterrà opportuno. Io non ho chiesto nulla.

Negli anni della giunta Adamo si è occupato di servizi. Se le chiedessero un parere, da dove suggerirebbe di partire?

Se qualcuno me lo chiedesse, non avrei difficoltà a dare delle indicazioni. Ritengo si debba partire dai servizi essenziali, così come ha detto spesso Alberto Di Girolamo in campagna elettorale: acqua, trasporti, fognature, illuminazione, sistemazione delle strade…Trovo giusto partire dalle cose essenziali, senza però trascurare una programmazione che vada al di là dell’ordinaria amministrazione.

Si occupò anche di bilancio e finanze…

Sono orgoglioso del lavoro che è stato fatto, facendo rientrare il Comune all’interno del patto di stabilità, dopo aver ereditato un buco di 11 milioni di euro. Con la spending review che abbiamo effettuato siamo riusciti a risanare i conti, cosa che non sono riusciti a fare altri Comuni.

In cosa l’amministrazione Di Girolamo dovrà operare in continuità con la giunta Adamo e in cosa sarà magari preferibile lavorare diversamente?

Alberto ha sempre parlato di discontinuità. Ma mi auguro si dia continuità ai progetti quasi cantierabili, dalla rete fognante o alla rete idrica. Ma mi riferisco anche all’acquisto di nuovi autobus per evitare i problemi di trasporto per i nostri studenti delle contrade che con difficoltà raggiungono ogni giorno le scuole in centro. Sulla discontinuità, vedremo strada facendo. Sarà importante anche seguire il confronto in Consiglio, dove ci sono 30 consiglieri eletti dal popolo. Ricordo a me stesso che una cosa è far parte di una giunta perché si è scelti da qualcuno, e una cosa è essere eletti dai cittadini. Gli assessori possono essere sostituiti in qualsiasi momento. I consiglieri no.

Ma a lei questa giunta piace?

Tantissimo. E’ la mia giunta…

Vincenzo Figlioli

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