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Sanatoria, Leo Giacalone e Agostino Licari replicano a Grillo: “E’ stata già fatta dalla giunta Galfano nel 2003”

Dal confronto televisivo alla sanatoria. Ogni giornata è scandita da un ping pong continuo tra i candidati Massimo Grillo e Alberto Di Girolamo e dai loro entourage. E’ di ieri infatti la proposta di un “Contratto Sociale” dell’ex parlamentare, che si è dichiarato pronto a prendere un doppio impegno con i cittadini in caso di elezione: una sanatoria totale dei tributi dovuti dai cittadini fino al 31 Dicembre 2002; l’estinzione di tutti i tributi dovuti fino al 1 Giugno 2015 dai cittadini celibi, nubili e divorziati con un reddito netto inferiore a €10.000 e dai nuclei familiari con un reddito netto inferiore a €12.000.

Il centrosinistra ha accolto la proposta di Grillo alla stregua di una provocazione. E sono intervenuti l’ex vicesindaco Leo Giacalone e l’assessore designato Agostino Licari a spiegare cosa non funziona nel “contratto sociale” di cui parla l’ex parlamentare. “Il nostro avversario – afferma Licari – sta prendendo in giro i cittadini con una serie di trovate che lo fanno somigliare a Berlusconi o, ancor di più, a Cetto La Qualunque. Con una delibera firmata il 16 luglio del 2003, la sanatoria fu già applicata dalla giunta Galfano”. “Fui io a proporla – sottolinea Leo Giacalone – e diede vita a un percorso molto virtuoso per la città, nonostante gli attacchi che ci arrivarono all’epoca. Tra l’altro non si trattava di un vero e proprio condono. La legge a cui si riferisce Grillo, inoltre non può essere applicata a tutti i tributi, ma solo a quelli di provenienza comunale, come l’Ici. La norma uscì nel 2002 e noi procedemmo dopo qualche mese, consentendo alle casse comunali di beneficiare delle somme poi versate dagli evasori totali. Con quel provvedimento, la nostra giunta e quelle che sono arrivate dopo hanno avuto modo di amministrare più serenamente. L’uscita di Grillo mi sembra, a questo punto, la mossa della disperazione”.

E proprio assieme all’ex sindaco Eugenio Galfano agli altri componenti della giunta nominata dopo le amministrative del 2001 e a un centinaio di rappresentanti della società civile, Leo Giacalone ha sottoscritto un appello a sostegno di Alberto Di Girolamo, tornando a partecipare a un’iniziativa pubblica dopo alcuni anni di silenzio. “Sono tanti i motivi che mi portano a sostenere Alberto. Siamo sempre stati dalla stessa parte, dal ’93 ad oggi, abbiamo amministrato bene la città, facendole fare un salto di qualità. Alberto Di Girolamo è in continuità rispetto a quella stagione che purtroppo è stato interrotta nel 2007. Da allora la città è andata indietro, sia per la crisi che investe tutti gli enti locali, sia per scelte illogiche e sciagurate delle amministrazioni che sono arrivate dopo di noi. Adesso bisogna riportare Marsala alla normalità”.

Tra i temi da affrontare, come si dice da mesi, il costo del servizio di raccolta dei rifiuti. Per Agostino Licari “occorre uscire dall’Ato e porre maggiore attenzione al sistema del conferimento e alle premialità per i cittadini che, differenziando, determinano un vantaggio per le casse comunali”. “Da consigliere comunale – ricorda l’assessore designato da Di Girolamo – non capivo alcune cose. Come mai, ad esempio, il Comune per conferire l’organico alla Sicilfert aveva un costo quasi uguale a quanto costava il conferimento dell’indifferenziata in discarica. Un argomento che è poi diventato anche oggetto di inchiesta giudiziaria. Come abbiamo detto in queste settimane, lavoreremo per trasformare in risorsa quello che fin qui è stato un costo”.

Tra le eredità ancora in piedi dell’amministrazione Galfano, c’è anche l’invenzione dell’istituzione “Marsala Schola”. “Non fu ideata per questioni di carattere tecnico-finanziario – ricorda Giacalone – ma per avere procedure più snelle e meno onerose per le casse comunali sul fronte dei servizi scolastici. E infatti il servizio scuolabus a Marsala Schola costava molto meno rispetto a quanto costava al Comune a parità di condizioni. Tant’è che i dirigenti scolastici erano terrorizzati dall’ipotesi che Marsala Schola potesse essere soppressa. E anche Carini e la Adamo, che durante la campagna elettorale dissero che sarebbero tornati indietro, si resero poi conto dell’importanza di Marsala Schola. Chiaramente, qualsiasi istituzione cammina sulle gambe di chi la amministra”. Per Licari, inoltre, è finita la stagione dei dirigenti comunali nominati alla guida di quest’istituzione: “Bisogna distinguere il ruolo politico di indirizzo da quello amministrativo. Se facciamo una commistione, non si capisce più niente. E l’indirizzo politico è mancato”.

Tra le proposte, anche quella del bilancio partecipato e la valutazione annuale dell’operato dei dirigenti. “Fa parte del programma e lo abbiamo già fatto noi in passato – sottolinea Giacalone -. Siamo arrivati molto prima dei Cinque Stelle, abbiamo preteso che i dirigenti ricostruissero ogni anno il lavoro fatto alla luce degli obiettivi individuati. E le premialità venivano date in base al raggiungimento degli obiettivi. Chiaramente, se i bilanci di previsione si approvano a dicembre e i dirigenti devono lavorare tutto l’anno con i dodicesimi, cambia tutto. Abbiamo comunque un personale comunale qualificato: sarà compito nostro motivarli, sviluppare senso di appartenenza, farli sentire parte di una causa comune”.

La chiosa finale sulle politiche sociali: “Faremo il possibile – promette Agostino Licari -. Le risorse che troveremo saranno indirizzate a far emergere dallo stato di disagio i nostri concittadini. Cose da fare ce ne sono tante”.

Vincenzo Figlioli

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