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Sangue e merda

Se c’è una cosa che mi manca dei politici della Prima Repubblica è il gusto per la battuta. E in queste settimane ce n’è una dell’ex Ministro socialista Rino Formica che mi è tornata spesso in mente: “La politica è sangue e merda”. Alla vigilia della campagna elettorale per le amministrative, possiamo dire che di sangue, fortunatamente, non ne abbiamo visto. Ma il secondo dei due elementi citati da Formica ci sembra presente in abbondanza… Secondo alcuni, poi, il peggio deve ancora venire… Sperando di non finire sommersi da liquami maleodoranti, ci auguriamo una competizione leale e corretta, in cui si possa parlare davvero di cosa serve per rilanciare Marsala. La nostra redazione non tifa per un candidato. Ma per la città. E proprio per questo, esprimiamo viva preoccupazione di fronte al tam tam che in queste ore ipotizza una clamorosa decisione da parte dei vertici regionali del Pd e che porterebbe all’annullamento del risultato delle primarie, che lo scorso 8 febbraio hanno sancito la vittoria netta e indiscutibile di Alberto Di Girolamo. Secondo i soliti “bene informati” alcuni dirigenti vorrebbero dare il ben servito al segretario, motivando la propria decisione con l’emorragia che ha subito nelle ultime settimane la coalizione che avrebbe dovuto sostenerlo. “Non credo che si possa arrivare a tanto”, mi ha detto ieri un amico con cui commentavo l’indiscrezione. “Vedi cosa stanno combinando ad Agrigento…”, gli ho risposto. E viste le parole pronunciate ieri in conferenza stampa da Massimo Grillo, mi sono ritrovato a immaginare certi esponenti del Pd pronti a consegnare il partito marsalese al candidato centrista, un po’ come fecero tre anni fa con Giulia Adamo, silurando Anna Maria Angileri, che in quella fase era la coordinatrice comunale dei democratici. In quell’occasione, quantomeno, non c’erano state le primarie. E al di là degli errori strategici che Alberto Di Girolamo può aver compiuto in queste settimane, i quasi 6000 elettori che sono andati alle urne l’8 febbraio, a prescindere dal candidato per cui hanno votato, non meriterebbero una simile mortificazione. Se fossi uno di loro, in questi giorni mi farei sentire. Chiamerei a raccolta tutti quelli che ci stanno, proporrei la costituzione di un “Collettivo 8 febbraio” e stilerei un documento in cui scriverei a lettere cubitali che se i dirigenti regionali del Pd cancelleranno i risultati delle primarie per sostenere un candidato diverso da Di Girolamo, quei 6000 elettori diserteranno le urne o andranno a votare altri partiti. Sarò un inguaribile romantico, ma per quanto mi riguarda i voti sono preziosi. E bisogna meritarseli. Tutto il resto è tifo, e appartiene allo sport.

Ps #1: Ci auguriamo che nessuno si senta offeso dall’utilizzo della parola “merda”. Come evidenziato nell’articolo, si tratta di una citazione

Ps#2: La vignetta che trovate qui sopra è stata originariamente pubblicata sul portale  http://www.lagazzettadilucca.it

Vincenzo Figlioli

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Tags: Rino Formica