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Birgi: la politica siciliana si prepara a dare il via libera alla privatizzazione

La creazione di due poli aeroportuali regionali (Palermo-Trapani e Catania-Comiso) e la privatizzazione dello scalo di Birgi. Passa da questi due percorsi paralleli il futuro dell’aeroporto “Vincenzo Florio”. Almeno, secondo i dirigenti del Pd e i relatori che lunedì pomeriggio hanno partecipato a un incontro tenutosi presso la Camera di Commercio di Trapani ed organizzato proprio dai vertici provinciali dei democratici.

“Abbiamo acceso i riflettori su un aeroporto che si dimostra, ogni giorno di più, determinante per lo sviluppo economico e turistico, non solo del trapanese.  E’ importante confrontarsi oggi sul futuro assetto dello scalo” ha  affermato il capogruppo del PD all’Ars Baldo Gucciardi, secondo cui la prospettiva da seguire porta alla privatizzazione. “Il che – precisa – non significa un disimpegno della Regione ma, anzi, una sempre maggiore attenzione alla necessità  di legare lo sviluppo dell’infrastruttura alle politiche di promozione del turismo e dei beni culturali”.

Sulla creazione dei due poli regionali ha invece insistito il presidente dell’Enac Vito Riggio: “In Italia c’è già un esempio in questo senso – ha detto Riggio – il polo Firenze–Pisa ha dato vita all’aeroporto di Toscana, la stessa direzione dovremmo  seguire in Sicilia anche sulla base delle indicazioni del Piano nazionale degli aeroporti. Per quanto riguarda il futuro di Birgi – ha proseguito il presidente Enac – bisognerà decidere a chi affidare questo processo, se alla Regione o se invece scegliere la via della privatizzazione. Credo che quest’ultima sia la strada da seguire, tutte le principali realtà vanno verso la privatizzazione”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche gli interventi degli assessori regionali Alessandro Baccei e Cleo Li Calzi, presenti all’incontro così come altri due componenti del governo Crocetta, Antonio Purpura e Linda Vancheri. Favorevole alla creazione di due poli si è dichiarato anche il candidato sindaco del Pd di Marsala Alberto Di Girolamo, che attraverso una nota stampa ha sottolineato che seguendo questa direzione, sul modello di altri esempi virtuosi che hanno favorito la nascita di servizi infrastrutturali coordinati, si potrà consentire una programmazione organica della promozione turistica dell’isola.

Al di là dell’iniziativa organizzata dal Pd, il dibattito sulle politiche da seguire per l’aeroporto di Birgi ha incassato in questi giorni anche gli interventi del senatore del Movimento Cinque Stelle Maurizio Santangelo e del sindaco di Erice Giacomo Tranchida. Il parlamentare pentastellato è tornato a parlare dei 5 milioni di euro che il governi sta per stanziare a titolo di risarcimento per il territorio trapanese con riferimento alla chiusura al traffico civile dello scalo di Birgi in occasione della guerra in Libia. Santangelo evidenzia che si tratta solo della prima tranche a fronte di uno stanziamento totale pari a 15 milioni di euro e invita il commissario del Libero Consorzio Ignazio Tozzo ad individuare le iniziative da intraprendere e i soggetti che beneficeranno di tali somme, al di là della società Airgest, a cui andrà circa un terzo di questo “tesoretto”. Sulla ripartizione da operare, Giacomo Tranchida evidenzia che tali somme potrebbero essere utilizzare per restituire o reimpiegare le quote pagate dai Comuni per le azioni di co-marketing legate all’accordo con Ryanair. Il sindaco di Erice suggerisce inoltre di puntare sul diretto coinvolgimento del sistema turistico locale, dichiarandosi invece nettamente contrario a beneficiare ulteriormente Airgest, destinando i restanti 10 milioni stanziati dal governo all’ennesima ricapitalizzazione societaria.

Vincenzo Figlioli

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