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“Operazione squillo”, in due a giudizio per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione

Una degli imputati ha patteggiato, un altro ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato

Il Giudice per l’udienza preliminare Francesco Parrinello ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pm Sabrina Carmazzi nel procedimento scaturito dall’operazione dei carabinieri denominata “Squillo”.  Nella precedente udienza la Procura di Marsala aveva chiesto il rinvio a giudizio per quattro persone accusate di aver indotto alla prostituzione e di aver favorito il meretricio di varie donne straniere in un immobile che si trovava in contrada Fossarunza. Si tratta di Leonardo Petterico, di 35 anni (assistito dall’avvocato Ferruccio Marino), Nydia Yolanda Moya Espitia, colombiana di 42 anni, Salvatore Brugnone, di 70 anni, difeso da Salvatore Fratelli e Sandra Tatiana Ordinez Giraldo, di Bogotà,  di 44 anni. Nel dettaglio  il GUP Francesco Parrinello ha disposto il rinvio a giudizio per Salvatore Brugnone e per Nydia Yolanda Moya Espitia. Per loro il processo prenderà il via il prossimo 20 marzo, innanzi al Tribunale collegiale. Certo dell’innocenza del suo assistito si è detto l’avvocato Salvatore Fratelli: “Aspettiamo di affrontare il giudizio ordinario per dimostrare l’assoluta estraneità ai fatti contestati di Salvatore Brugnone”.  Ha chiesto di essere giudicato invece con il rito abbreviato Leonardo Petterico. Ha invece patteggiato Sandra Tatiana Ordinez Giraldo per la quale è stata decretata la condanna a dieci mesi di reclusione e una multa di mille e ottocento euro, con pena sospesa.  Il procedimento ha preso le mosse dall’operazione dei carabinieri  denominata “Squillo”, realizzata con la collaborazione del personale dell’Arma di Genova Portoria. Gli imputati, secondo la pubblica Accusa  sarebbero responsabili, in concorso tra loro, di induzione e favoreggiamento della prostituzione di varie donne di nazionalità straniera. L’indagine “SQUILLO”, condotta dalla stazione dei carabinieri di Petrosino sotto la guida del Luogotenente Maurizio Giaramita, ha preso il nome dalle modalità con cui i clienti sarebbero entrati in contatto con le ragazze dedite all’attività del meretricio: le prostitute, infatti, pare utilizzassero inserzioni pubblicitarie su giornali a tiratura regionale, fornendo il proprio recapito telefonico ed il luogo dove incontrarsi, nel caso di specie a Marsala, all’interno di una villetta di contrada Fossarunza.
L’attività investigativa ha avuto inizio nel febbraio 2009 ed è terminata ad aprile dello stesso anno, traendo spunto da un controllo eseguito dai militari dell’Arma di Petrosino, al fine di localizzare – appunto nella contrada marsalese – una casa di prostituzione.
Da quel momento è iniziata un’attività di indagine integrando le attività tecniche di intercettazione telefoniche e ambientali con servizi di osservazione sul territorio, da cui gli inquirenti avrebbero ottenuto elementi di prova che nell’abitazione si attuasse un’attività di induzione e favoreggiamento della prostituzione di ragazze straniere, perlopiù sudamericane.

Chiara Putaggio

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