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Nonni e mamma accusati di non far vedere la bimba al padre: assolti “perché il fatto non sussiste”

Erano accusati di aver negato le visite al padre, come disposto dal giudice civile, il tribunale monocratico assolve “perchè il fatto non sussiste” mamme e nonni di una minore. Il processo ha preso le mosse è correlato con la separazione giudiziale di due coniugi, al quale ha fatto seguito la causa finalizzata all’affidamento della figlia.

Il provvedimento del Tribunale ha stabilito che la bimba fosse affidata alla madre garantendo il diritto di visita al padre. Poco dopo è scattata la querela del padre della minore il quale ha accusato l’ex moglie e i nonni materni d’impedirgli di vedere ed avere con sé la bambina.

“Nel corso del processo – ha detto l’avvocato difensore Peppe Gandolfo – è stato invece provato che vi era un netto rifiuto della bambina di vedere il padre in seguito ad alcuni particolari episodi verificatesi quando la minore era piccolissima”.

A testimoniare in tal senso sono stati diversi assistenti sociali e la responsabile dell’unità operativa di neuropsichiatria infantile di Mazara del Vallo. Anche il padre ha reso dichiarazioni del seguente tenore: “quando la bambina mi vedeva scappava”.

Nonostante la richiesta di condanna del pubblico ministero e nonostante la costituzione di parte civile del padre, finalizzata ad ottenere un risarcimento del danno il Tribunale di Marsala, in composizione monocratica (dottor Vallone) ha assolto con la formula “perchè il fatto non sussiste” i tre imputati, madre e nonni della bambina contesa.

Chiara Putaggio

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