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Disoccupazione giovanile: se ne parla a Erice il 26 e il 27 settembre

“In Italia, dove i disoccupati sono 3milioni e 150mila di cui 701mila giovani, sono solo 400mila gli avviamenti tramite apprendistato e vi sono circa 400mila posti disponibili che non si riescono a coprire, fra cui 230mila specialisti in informatica, Tlc ed e-business (nel 2015 ve ne saranno 440mila), 60mila infermieri, 50mila in agricoltura e 35mila posti nei settori manuali, dai commessi agli operai artigiani fino ai contabili”.

L’indagine, condotta dalla Fondazione studi dei Consulenti del lavoro, evidenzia la complessità delle regole per chi deve avviare contratti di lavoro e il non adeguato funzionamento dei servizi pubblici per l’impiego.

Tutto ciò porta il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro a concludere che la priorità per la ripresa economica del Paese, da inserire nel “Jobs Act” del governo Renzi, è un sistema che sblocchi l’occupazione tramite la semplificazione dei contratti e del mercato del lavoro, un legame reale tra formazione, apprendistato ed esigenze delle aziende, la riqualificazione dei soggetti in ammortizzatore sociale facilitandone il reinserimento lavorativo e un rapporto diretto tra domanda e offerta di lavoro che funzioni grazie ad una sinergia tra i servizi pubblici per l’impiego (riorganizzati) e i consulenti del lavoro.

Poi si può pensare alla riforma dei licenziamenti e dell’art. 18, e in tal senso il contratto unico a tutele crescenti può essere una buona base di partenza del confronto fra Governo, Parlamento e professionisti.

Queste sono alcune delle proposte che il presidente nazionale dei Consulenti del lavoro, Marina Calderone, illustrerà venerdì prossimo, 26 settembre, alle ore 15, presso l’hotel Baia dei mulini a Erice mare, ai presidenti delle commissioni Lavoro di Camera e Senato, Cesare Damiano e Maurizio Sacconi, aprendo così i lavori del workshop “I consulenti del lavoro al centro delle riforme per un Paese delle opportunità”, organizzato dall’Ordine dei consulenti del lavoro di Trapani con l’Ordine nazionale, la Fondazione studi e la Consulta regionale.

Alla tavola rotonda, moderata da Rosario De Luca, presidente della Fondazione studi, parteciperà anche Paolo Pennesi, segretario generale del Ministero del lavoro.

L’indomani, sabato 27 settembre alle ore 9, il workshop continuerà parlando del piano Garanzia Giovani della Sicilia, con i consulenti del lavoro che chiederanno all’assessore regionale Giuseppe Bruno di potere svolgere un ruolo che assicuri la regolarità delle procedure fra imprese e tirocinanti.

Leo Giacalone, presidente del consiglio provinciale dei consulenti del lavoro

“Si tratta di un convegno di aggiornamento professionale – dichiara il presidente dell’ordine provinciale Leonardo Giacalone – che non vuole assumere alcuna connotazione politica. I consulenti del lavoro sono al fianco delle istituzioni, mettono a loro disposizione l’ esperienza e la professionalità’ acquisita sul campo, affinché le riforme modernizzino il nostro paese e lo rendano capace di intercettare l’indispensabile ripresa. Ribadiamo che una nuova legge sul mercato del lavoro – anche se necessaria – non può da sola rilanciare l’occupazione nel nostro paese – serve un piano straordinario di investimenti che crei domanda di lavoro e condizioni per la piena occupabilità – la riforma, pero’ va fatta, abbandonando ogni residuo ideologico e concentrandosi sulle priorità da inserire nel “job act”. Da Trapani, da una delle province che sembra assistere con rassegnazione alla emigrazione delle migliori intelligenze, parte un invito a concentrarsi sulle reasli esigenze di imprese e lavoratori e ad abbandonare ogni posizione preconcetta. Semplificazione dei contratti, soprattutto dell’apprendistato, legame reale tra formazione e fabbisogno delle aziende, riqualificazione dei disoccupati per facilitarne il reinserimento, riorganizzazione dei servizi per l’impiego creando sinergie tra pubblico e privato, graduale riduzione del cuneo fiscale, queste sono le priorità. Dopo si può pensare all’art. 18 ed alla riforma dei licenziamenti ed in tal senso il contratto a tutele crescenti può essere una buona base di partenza.

Per quanto riguarda il Piano giovani Sicilia e la garanzia giovani – inoltre – ribadisco quanto già affermato nelle sedi istituzionali deputate e cioè che la regione deve destinare la maggior parte delle risorse per incentivare reali posti di lavoro piuttosto che tirocini fine a se stessi che – così come congegnati – appaiono l’ennesimo spreco di denaro pubblico oltre che una misura dal sapore politico/assistenziale”.

Audrey Vitale

Audrey Vitale

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