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Il presidente Pietro Alagna traccia un bilancio delle ultime attività del Consorzio per la tutela dei vini di Pantelleria

L’annata trascorsa ha visto affermarsi la compattezza della nostra già considerevole base associativa che tutti insieme abbiamo gradualmente e convintamente costruito in queste due più recenti campagne vendemmiali e che ancora si consoliderà nella vendemmia in corso.

Lo abbiamo fatto anche per adeguarci ai criteri di rappresentatività dettati dal Decreto 16 dicembre 2010 (che di tali criteri ha sancito la decorrenza dal 2012), ma soprattutto perché siamo riusciti a far veicolare il messaggio che solo uniti si può affrontare la sfida costituita dall’affermare la piena cittadinanza di Pantelleria nel mondo delle denominazioni d’origine italiane ed europee.

Provvidenziale è stata l’esistenza e particolarmente efficace si è rivelata la funzionalità del nostro Consorzio a tutela di questa denominazione.

La più importante conferma di tale ruolo da noi adempiuto ci ha visti, di recente, ufficialmente destinatari di una interlocuzione da parte del Ministero, per il tramite della Regione: ed è stato così posto immediato rimedio alle correzioni richieste per il disciplinare, unificando la denominazione in Pantelleria e riconoscendo il Moscato ed il Passito quali tipologie dell’unica d.o.p.

Dal medesimo Ministero – cui, per il tramite dell’Istituto Regionale del Vino e dell’Olio, abbiamo inviato anche la documentazione attestante la nostra maturata rappresentatività ai sensi del Decreto 16 dicembre 2010 – abbiamo ora ottenuto il riconoscimento ufficiale di Consorzio “a regime”, cioè autorizzato a svolgere le funzioni di cui all’art.19 del Dlgs. N.61/2010. Siamo cioè stati riconosciuti quale unico soggetto gestore della denominazione d’origine, neutralizzando qualsiasi altrui delegittimazione.

Il che ha trovato fondamento nella già documenta rappresentatività costituita dall’avere associato, fino ad oggi, n.295 soci viticoltori : il che ci fa superare di gran lunga quella quota minima del 35% e la cui produzione complessiva va abbastanza al di là del 51% dell’uva a d.o.c. che viene raccolta nell’isola.

E’ un risultato di straordinaria importanza (del quale si ha conferma consultando la Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana) poiché tale Decreto datato 14 giugno 2014 (e con validità triennale) assegna esclusivamente al nostro Consorzio i compiti della difesa della denominazione, della sua promozione e della cura generale degli interessi della medesima,

Esprimiamo altresì autentica soddisfazione per la recente notizia circa l’avvenuto recepimento, da parte del Comune di Pantelleria, della idea (lanciata da questo Consorzio in una propria pubblicazione del 2007 e da noi Consorziati coralmente sostenuta e supportata documentalmente negli anni successivi fino ai giorni che viviamo) relativa alla candidatura (che il Ministro delle Politiche Agricole ha qui appena dichiarato di aver fatto propria, fino a presentarla nella opportuna sede a Parigi) della pratica colturale del vigneto ad alberello di Pantelleria nella Lista del Patrimonio Immateriale Mondiale dell’Umanità protetto dall’UNESCO. Tale riconoscimento potrebbe essere davvero imminente, dato che la competente Commissione si riunirà nel novembre prossimo. Trattasi quindi di un traguardo di enorme rilievo, la cui conquista va ascritta alla lungimiranza ideativa di questo Consorzio, nonchè all’encomiabile impegno dell’ente comunale e di chi lo amministra

Siamo certi che l’intelligenza e l’equilibrio del nostro proporci, la comunicazione della qualità da noi perseguita, l’alito fresco della nostra ampia solidarietà e soprattutto l’autenticità garantita dalle nostre aziende faranno sicura presa e saranno il nostro segno distintivo.

Il presidente del Consorzio volontario per la tutela e la valorizzazione dei vini a D.O.C. dell’isola di Pantelleria

R.Pietro Alagna

Vincenzo Figlioli

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