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Diego Maggio: “Per far entrare Marsala nella lista Unesco dobbiamo seguire l’esempio delle Langhe”

Nei giorni scorsi il paesaggio vitivinicolo delle Langhe del Roero e del Monferrato è stato dichiarato dall’Unesco “Patrimonio dell’umanità”. Un riconoscimento prestigioso per un territorio che produce uno dei vini italiani più apprezzati in assoluto – il Barolo – e che naturalmente costituisce un importante precedente per tutte le aree a vocazione vinicola. Partendo da questa considerazione, l’avvocato Diego Maggio, presidente dei Paladini dei Vini di Sicilia, ha lanciato una nuova proposta che parte proprio dal fruttuoso lavoro condotto dalle comunità delle Langhe. “E’ un riconoscimento che potrebbe toccare tranquillamente anche a noi – spiega Maggio – se saremo capaci di approfittare di questo nuovo trend dell’Unesco”.

Ci sono infatti due liste diverse per le quali si può concorrere, una riguardante il patrimonio materiale e un’altra riguardante il patrimonio immateriale. “Per ottenere questo riconoscimento – prosegue il presidente dei Paladini dei Vini di Sicilia – il luogo candidato deve infatti rappresentare un unicum storico–artistico che abbia avuto un’influenza duratura nel tempo o deve costituire un esempio eccezionale di civiltà o di tradizione culturale. Sul primo fronte abbiamo Mozia e Lilibeo, sul secondo il nostro paesaggio vitivinicolo. Se giochiamo su due tavoli, abbiamo più possibilità di convincere l’Unesco, nella consapevolezza che essere inseriti nella lista dei luoghi considerati patrimonio dell’umanità significa portare benefici certi per il nostro territorio”. Uno degli esempi che vale la pena citare, a tal riguardo, è quello della Val di Noto, che dopo il riconoscimento del 2002 dell’Unesco, nel giro di un anno, vide crescere del 40% le presenze turistiche.

Sull’argomento il sindaco Giulia Adamo spiega che è comunque preferibile puntare su un unico progetto, cercando di coinvolgere più realtà, perché “ormai è difficile che una sola città possa essere inserita nella lista Unesco”. Proprio per questo si sta lavorando alla candidatura della Rotta dei Fenici, in cui sarebbe Marsala sarebbe comunque al centro del progetto. “Dobbiamo capire – sottolinea la Adamo – che non basta avere delle belle idee. Occorre avere un progetto esecutivo. Per questo attendiamo l’esito della riunione tra le associazioni che si terrà la prossima settimana e da cui dovrà venire fuori una proposta unitaria da presentare all’Unesco”.

Vincenzo Figlioli

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