Voto a Marsala, affluenza alle 12 e urne aperte
Marsala – Il voto a Marsala entra nel vivo. Alle ore 12 di oggi, domenica 24 maggio, ha votato il 12,41% degli aventi diritto. Il dato riguarda gli 80 seggi della città e corrisponde a 8.480 votanti su 68.320 elettori iscritti nelle liste.
Il primo dato di affluenza segna una crescita rispetto alle precedenti amministrative del 2020. Alla stessa ora, infatti, aveva votato il 10,46% degli elettori marsalesi. La partecipazione risulta quindi più alta nel confronto con la precedente tornata comunale.
Tra i dati emersi nella prima parte della giornata, spicca quello della sezione 10, in zona centro storico, dove alle ore 12 ha votato il 20,83% degli aventi diritto. Dai seggi marsalesi arrivano inoltre voci di un’affluenza in crescita nelle ore successive. Diverse sezioni, dopo mezzogiorno, avrebbero già raggiunto o superato il 20% dei votanti.
Le urne resteranno aperte oggi fino alle 23 e riapriranno lunedì 25 maggio, dalle 7 alle 15. Subito dopo la chiusura dei seggi inizierà lo scrutinio.
Affluenza alle 12 nei tre comuni trapanesi
Il primo aggiornamento ufficiale delle ore 12 riguarda i tre Comuni della provincia di Trapani chiamati al voto: Marsala, Campobello di Mazara e Gibellina.
A Marsala, su 68.320 elettori, hanno votato 8.480 cittadini, pari al 12,41%. Alle precedenti amministrative, alla stessa ora, il dato era del 10,46%.
A Campobello di Mazara, su 11.358 elettori, hanno votato 1.531 cittadini, pari al 13,48%. Alla precedente tornata amministrativa, sempre alle ore 12, il dato era del 10,69%.
A Gibellina, su 3.806 elettori, hanno votato 533 cittadini, pari al 14,00%. Nelle precedenti amministrative, alla stessa ora, aveva votato il 12,40%.
Il primo dato, dunque, mostra una partecipazione in aumento in tutti e tre i Comuni trapanesi rispetto alle precedenti elezioni di riferimento. L’attenzione maggiore resta concentrata su Marsala, sia per il peso numerico degli elettori sia per la possibilità di un eventuale ballottaggio.
Marsala al centro della tornata elettorale in provincia
Il voto a Marsala pesa in modo determinante sul quadro provinciale. La città lilibetana è infatti il Comune più grande tra quelli chiamati alle urne nel Trapanese e conta 68.320 elettori.
In provincia di Trapani si vota anche a Campobello di Mazara e Gibellina, ma Marsala rappresenta il cuore politico e numerico di questa tornata amministrativa.
Nel complesso, nei tre Comuni trapanesi gli elettori chiamati alle urne sono 83.484. Di questi, la grande maggioranza si trova proprio a Marsala. Questo dato rende la città il principale osservato speciale delle amministrative nel territorio.
La competizione marsalese è particolarmente attesa anche perché si svolge con il sistema previsto per i Comuni sopra i 15 mila abitanti. Questo significa che, se nessun candidato sindaco supererà la soglia richiesta al primo turno, gli elettori torneranno alle urne per il ballottaggio.
L’eventuale secondo turno è previsto per domenica 7 giugno e lunedì 8 giugno.
I quattro candidati sindaco a Marsala
A Marsala sono quattro i candidati alla carica di sindaco. In corsa ci sono il sindaco uscente Massimo Grillo, Andreana Patti, Giulia Adamo e Leonardo Curatolo.
Massimo Grillo si presenta agli elettori per chiedere la conferma dopo il mandato amministrativo iniziato nel 2020. La sua candidatura è sostenuta da una coalizione di centrodestra e liste civiche.
Andreana Patti è sostenuta da un polo composto da centrosinistra, movimenti civici e liste a suo sostegno. La sua campagna elettorale ha insistito sui temi del cambiamento, della partecipazione e del rapporto diretto con la città.
Giulia Adamo torna in campo dopo avere già guidato Marsala dal 2012 al 2014. La sua candidatura è espressione del centrodestra e di liste collegate.
Leonardo Curatolo, imprenditore marsalese, propone invece un progetto civico definito “fuori dagli schemi”, con l’obiettivo di intercettare un voto alternativo rispetto agli schieramenti più strutturati.
La sfida è aperta e molto osservata. Le urne diranno se Marsala eleggerà subito il nuovo sindaco oppure se sarà necessario un secondo turno.
Come si vota a Marsala
A Marsala si vota con la scheda azzurra. L’elettore deve presentarsi al proprio seggio con un documento di identità valido e la tessera elettorale.
Chi ha smarrito la tessera o ha esaurito gli spazi disponibili può rivolgersi all’Ufficio elettorale del Comune, aperto in questi giorni per garantire il rilascio dei duplicati.
L’elettore può votare in diversi modi. Può scegliere soltanto il candidato sindaco, tracciando una croce sul nome. In questo caso il voto va solo al candidato prescelto.
Può anche votare una lista. In questo caso, il voto si estende automaticamente al candidato sindaco collegato a quella lista.
Nei Comuni sopra i 15 mila abitanti è possibile anche il voto disgiunto. L’elettore può votare un candidato sindaco e, allo stesso tempo, una lista collegata a un altro candidato. In una competizione equilibrata, questa possibilità potrebbe avere un peso significativo.
Per il Consiglio comunale si possono esprimere fino a due preferenze, scrivendo il cognome dei candidati accanto al simbolo della lista scelta. Se si indicano due preferenze, devono riguardare candidati di sesso diverso appartenenti alla stessa lista. In caso contrario, la seconda preferenza viene annullata.
La soglia del primo turno e il possibile ballottaggio
Marsala vota con il sistema previsto per i Comuni superiori ai 15 mila abitanti. Per essere eletto sindaco al primo turno, un candidato deve superare il 40% dei voti validi.
Se nessuno dei quattro candidati dovesse raggiungere questa soglia, si andrà al ballottaggio. In quel caso, gli elettori torneranno alle urne domenica 7 giugno e lunedì 8 giugno.
Il ballottaggio vedrebbe confrontarsi i due candidati più votati al primo turno. A quel punto, potrebbero aprirsi nuovi scenari politici, con possibili apparentamenti, indicazioni di voto o scelte autonome delle liste rimaste fuori dal secondo turno.
Per questo motivo, il risultato del primo turno sarà importante non solo per capire chi arriverà davanti, ma anche per misurare il peso delle coalizioni, delle liste e del voto disgiunto.
Dopo lo scrutinio per il sindaco, si passerà al conteggio delle liste e delle preferenze per il Consiglio comunale. Questa seconda fase potrebbe richiedere più tempo, anche perché a Marsala sono molti i candidati in corsa per uno dei seggi consiliari.
Dove si vota e servizi per gli elettori
I seggi sono distribuiti in tutto il territorio comunale, prevalentemente all’interno degli edifici scolastici. Gli elettori devono recarsi nella sezione indicata sulla propria tessera elettorale.
Sono previste anche sezioni accessibili agli elettori con disabilità e servizi di assistenza predisposti dal Comune. Chi ha necessità particolari può fare riferimento agli uffici comunali competenti per ricevere indicazioni.
Il voto si svolge in due giornate. Domenica i seggi restano aperti dalle 7 alle 23. Lunedì si vota dalle 7 alle 15. Subito dopo inizieranno le operazioni di spoglio.
Il primo dato atteso, al termine delle votazioni, sarà quello definitivo dell’affluenza. Poi si passerà al conteggio delle schede per l’elezione del sindaco.
Nel tardo pomeriggio di lunedì potrebbe già essere più chiaro se Marsala avrà eletto il sindaco al primo turno oppure se sarà necessario attendere il ballottaggio.
Una campagna elettorale lunga e movimentata
Il voto arriva dopo una delle campagne elettorali più lunghe e movimentate degli ultimi anni. Marsala ha vissuto settimane di comizi, dirette social, incontri nei quartieri, polemiche, presentazioni di programmi e confronti pubblici.
Tra i temi più discussi ci sono stati il porto, il decoro urbano, il traffico, le periferie, i servizi, il turismo, la gestione amministrativa, l’area MAB Unesco, il rapporto con le contrade e le prospettive di sviluppo della città.
Non sono mancati gli interventi di esponenti politici regionali e nazionali, arrivati a sostegno dei diversi schieramenti. Gli ultimi giorni sono stati segnati anche dalle chiusure della campagna elettorale, con iniziative in piazza, nei comitati e nei luoghi simbolici della città.
Ora la fase della propaganda è terminata. Con il silenzio elettorale, la parola è passata agli elettori. Saranno loro a decidere il futuro amministrativo di Marsala per i prossimi cinque anni.
Marsala e l’elezione diretta del sindaco dal 1993 a oggi
Quella in corso è l’ottava elezione diretta del sindaco e del Consiglio comunale per i marsalesi. L’elezione diretta dei sindaci, introdotta negli anni Novanta, ha cambiato profondamente il rapporto tra cittadini, amministrazione e leadership politica locale.
Il primo sindaco eletto direttamente a Marsala fu Salvatore Lombardo, che guidò l’amministrazione dal 1993 al 2001. Lombardo resta, finora, l’unico sindaco marsalese ad avere ottenuto due vittorie consecutive.
In entrambi i casi vinse al primo turno, sostenuto da una coalizione composta da forze civiche e liste di centrosinistra. Il suo doppio mandato rappresenta ancora oggi un precedente significativo nella storia politica cittadina.
Nel 2001 si confermò l’alleanza progressista con Eugenio Galfano candidato sindaco. Per la prima volta Marsala arrivò al ballottaggio. Galfano fu protagonista di una rimonta rispetto allo sfidante di centrodestra Giuseppe Galfano, suo cugino. In quella fase, Rino Ferrari, arrivato terzo al primo turno, ebbe un ruolo politico rilevante come ago della bilancia, sostenuto da Giulia Adamo e dal movimento civico Città Territorio.
Dal caso Peronospera al ritorno alle urne del 2007
Tra il 2003 e il 2005, la politica marsalese finì nella bufera per le inchieste giudiziarie legate al progetto “Peronospera”, che coinvolsero diversi esponenti del centrodestra e alcuni consiglieri comunali.
In quella fase, per evitare l’onta di uno scioglimento per infiltrazioni mafiose, la maggior parte dei componenti del Consiglio comunale rassegnò le dimissioni. Questa scelta favorì il ritorno alle urne.
Dopo circa un anno e mezzo di commissariamento limitato al Consiglio comunale, mentre la Giunta Galfano rimase in carica fino alla fine del mandato, Marsala tornò al voto nella primavera del 2007.
Al primo turno, i candidati più votati furono Renzo Carini per il centrodestra e Leo Giacalone per il centrosinistra. A seguire arrivarono Ottavio Navarra ed Eleonora Lo Curto.
Al ballottaggio prevalse Renzo Carini. Fu la prima vittoria del centrodestra nell’elezione diretta del sindaco a Marsala. Carini guidò l’amministrazione comunale fino al 2012 e decise poi di non ricandidarsi.
Giulia Adamo prima donna sindaco di Marsala
La primavera del 2012 fu segnata da una campagna elettorale particolarmente accesa. Al ballottaggio arrivarono Giulia Adamo, sostenuta da Pd, Udc e liste civiche, e Salvatore Ombra, sostenuto da liste civiche e centrodestra.
Alle loro spalle, al primo turno, si piazzarono Giuseppe Gandolfo e Anna Maria Angileri, entrambi espressione di un’area civica e progressista che non riuscì a trovare un accordo per una candidatura unitaria.
Al secondo turno vinse Giulia Adamo, che diventò la prima donna sindaco di Marsala. Il suo mandato, però, durò poco. Si concluse nel 2014, con tre anni di anticipo rispetto alla scadenza naturale, quando l’ex presidente della Provincia Regionale di Trapani decise di dimettersi a seguito di una vicenda giudiziaria poi conclusasi con un’assoluzione.
Quella fase aprì una nuova stagione politica e portò Marsala verso un’altra tornata elettorale.
Dal 2015 a oggi: Di Girolamo, Grillo e la nuova sfida
Nel 2015 si votò con il primo scontro elettorale tra il segretario del Pd Alberto Di Girolamo e l’ex parlamentare Massimo Grillo.
Di Girolamo ebbe la meglio al ballottaggio e guidò la città fino all’autunno del 2020, con una proroga di alcuni mesi dovuta alla pandemia.
Nel 2020, il tentativo di bis di Di Girolamo si scontrò con il desiderio di rivincita di Massimo Grillo. Nel frattempo, Grillo aveva costruito una coalizione robusta, composta da centrodestra e liste civiche.
Il risultato fu netto. Grillo vinse al primo turno e ottenne una schiacciante maggioranza in Consiglio comunale, con 21 consiglieri su 24.
Ora, nel 2026, Marsala torna alle urne con quattro candidati. Gli elettori dovranno decidere se confermare il sindaco uscente, riportare Giulia Adamo alla guida della città, scegliere Andreana Patti oppure puntare sul progetto civico di Leonardo Curatolo.
Campobello di Mazara, tre candidati in campo
Nel Trapanese si vota anche a Campobello di Mazara, dove gli elettori sono 11.358. Il Comune sceglierà sindaco e Consiglio comunale in un’unica tornata, senza ballottaggio, trattandosi di un centro sotto i 15 mila abitanti.
La sfida è tra tre candidati: Piero Di Stefano, presidente del Consiglio comunale uscente; Gioacchina Catanzaro, imprenditrice alla guida di un fronte centrista e civico; e Daniele Mangiaracina, ex sindaco che torna in campo dopo anni di pausa.
La competizione si svolge in un clima di forte confronto tra esperienze amministrative, nuove formazioni civiche e ritorni politici.
Anche a Campobello il primo dato di affluenza mostra una partecipazione superiore rispetto alla precedente tornata. Alle ore 12 ha votato il 13,48%, contro il 10,69% delle precedenti amministrative alla stessa ora.
Gibellina al voto nell’anno dell’arte contemporanea
A Gibellina gli elettori sono 3.806. Anche qui si vota con il sistema previsto per i Comuni sotto i 15 mila abitanti. Il sindaco sarà quindi eletto in un unico turno.
La cittadina vive una fase particolare, anche per il ruolo di Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026. Per questo, il voto assume un valore simbolico e strategico.
Sono quattro i candidati sindaco: il sindaco uscente Salvatore Sutera, che punta a un terzo mandato; Gianluca “Nicola” Navarra, già assessore in passato; Daniela Pirrello, con esperienze amministrative recenti; e Giuseppe Fazzino, sostenuto anche da ex esponenti della maggioranza uscente.
Alle ore 12 a Gibellina ha votato il 14,00% degli elettori, pari a 533 votanti. Il dato è superiore rispetto al 12,40% registrato alla stessa ora nelle precedenti amministrative.
In Sicilia 71 Comuni al voto
In Sicilia sono 71 i Comuni chiamati alle urne per eleggere sindaco e Consiglio comunale. Gli elettori coinvolti sono 929.486.
Si vota domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. In caso di ballottaggio, si tornerà alle urne domenica 7 giugno e lunedì 8 giugno.
Tra i Comuni al voto ci sono anche tre capoluoghi: Agrigento, Enna e Messina.
Dei 71 Comuni siciliani, 54 eleggeranno sindaci e consiglieri comunali con il sistema maggioritario, mentre in 17 centri con popolazione superiore ai 15 mila abitanti si voterà con il sistema proporzionale.
La provincia con il maggior numero di cittadini chiamati alle urne è Messina, con 287.505 elettori.
Nel Trapanese si vota a Marsala, Campobello di Mazara e Gibellina. Nel Ragusano si vota a Ispica, mentre nel Siracusano si vota ad Augusta, Floridia e Lentini. Nel Palermitano sono chiamati alle urne sedici Comuni. Nel Messinese i Comuni al voto sono diciassette, compreso il capoluogo.
Affluenza in Sicilia e dato nazionale
Alle ore 12, in Sicilia, hanno votato 119.799 elettori su 929.490 aventi diritto, pari al 12,89%. Il dato è riportato sul sito dell’assessorato regionale alle Autonomie locali.
Ad Agrigento, uno dei tre capoluoghi siciliani al voto, alle 12 si è recato alle urne il 13,85% degli aventi diritto. Nel 2020, alla stessa ora, aveva votato il 13,13%.
A Enna ha votato il 13,66%, contro il 14% della precedente tornata. A Messina il dato è del 13,88%, contro il 16,63% della scorsa volta nel 2022. La differenza più significativa si registra quindi nella città dello Stretto, con un calo del 2,75%.
Il Comune con la minore partecipazione al voto, al momento del dato delle ore 12, è Basicò, nel Messinese, dove ha votato il 4,90% degli elettori.
A livello nazionale, alle ore 12 l’affluenza per le amministrative è stata del 14,74%, secondo i dati ufficiali del sito Eligendo del Ministero dell’Interno. Le elezioni comunali coinvolgono quasi 750 Comuni e 18 capoluoghi. Il dato nazionale risulta circa un punto percentuale sotto quello delle precedenti comunali di riferimento, quando alla stessa ora l’affluenza media era stata del 15,75%.
Eligendo e i dati di Sicilia e Sardegna
Una curiosità riguarda la piattaforma Eligendo, utilizzata per seguire affluenze e risultati elettorali a livello nazionale.
Per questa tornata, la piattaforma non fornisce i dati relativi alle due isole, Sicilia e Sardegna. Per i Comuni siciliani, quindi, il riferimento resta il sistema informativo regionale e i dati diffusi dagli uffici competenti.
Questo aspetto è importante soprattutto per chi segue l’andamento dell’affluenza in tempo reale. Nel caso di Marsala, Campobello di Mazara e Gibellina, gli aggiornamenti arriveranno attraverso i canali ufficiali regionali e comunali.
Marsala Live seguirà l’evoluzione della giornata elettorale con aggiornamenti sui dati di affluenza e, dopo la chiusura delle urne, sullo scrutinio.
Aggiornamenti attesi nel corso della giornata
Il primo dato disponibile è quello delle ore 12. Nel corso della giornata sono attesi nuovi aggiornamenti sull’affluenza, che permetteranno di capire se il trend di crescita rispetto al 2020 sarà confermato.
A Marsala, l’attenzione sarà alta soprattutto nel pomeriggio e nella serata di domenica. Il dato delle ore 23 offrirà una fotografia importante della partecipazione nella prima giornata di voto.
Lunedì, poi, l’affluenza finale sarà decisiva per comprendere il livello complessivo di partecipazione. Dopo le 15, chiusi i seggi, inizierà lo scrutinio.
In quel momento l’interesse si sposterà sui voti dei quattro candidati sindaco e sulla possibilità di una vittoria al primo turno o di un ballottaggio.
Il voto alle liste e ai candidati al Consiglio comunale richiederà invece un’analisi più lunga, perché coinvolgerà numerose preferenze e molti candidati.
La parola passa agli elettori
Dopo settimane di campagna elettorale, Marsala entra nella fase decisiva. Ora la parola passa agli elettori, chiamati a scegliere il sindaco e il nuovo Consiglio comunale.
La città arriva al voto con una competizione aperta, quattro candidati, molte liste e un clima politico acceso. Il primo dato di affluenza mostra una partecipazione più alta rispetto alla precedente tornata, ma saranno i prossimi aggiornamenti a confermare o meno questa tendenza.
Il voto non riguarda solo la scelta del sindaco. Riguarda anche la direzione che Marsala prenderà nei prossimi cinque anni. Servizi, opere pubbliche, turismo, porto, periferie, decoro, viabilità, sviluppo economico, cultura e gestione amministrativa saranno al centro del nuovo mandato.
Campobello di Mazara e Gibellina vivono a loro volta sfide importanti. Tuttavia, Marsala resta il centro principale della giornata elettorale nel Trapanese.
Le urne resteranno aperte fino alle 23 di domenica e poi lunedì fino alle 15. Da quel momento, comincerà la fase più attesa: lo scrutinio.
Fino ad allora, l’unico dato che conta è la partecipazione. Perché ogni voto contribuirà a scrivere la prossima pagina politica e amministrativa della città.
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